Zanicchi, Celentano e Cardinale: Cadono le stelle e finiscono al pronto soccorso

Quella che sta per concludersi è stata la stagione delle stelle cadenti. No, non di quelle cadute la notte di San Lorenzo, che hanno tenuto con il naso all’insù migliaia di persone al mare o in montagna: ci riferiamo invece alle stelle della musica, del cinema e della televisione, che questa estate sono cadute finendo al Pronto soccorso. Le vacanze in Liguria di Adriano Celentano, per esempio, sono state compromesse da un malaugurato “scontro” al buio tra il mignolo del piede del Molleggiato e un comodino del Grand Hotel del Mare di Bordighera, in provincia di Imperia. Risultato: corsa all’ospedale della vicina Sanremo e diagnosi di frattura del “piccolo” dito. «L’osso ha fatto proprio “crack”» Claudia Cardinale, invece, che era attesa alla Mostra dei Cinema di Venezia in qualità di madrina della sezione “Venezia Classici”, è stata costretta ad annullare all’ultimo momento la propria presenza poco prima di partire per il Lido: infatti, la celebre attrice è caduta nella sua casa, infortunandosi a una gamba. Ora dovrà restare a riposo almeno fino a ottobre, e questo le impedirà anche di prendere parte, nelle prossime settimane, alle riprese di Più buio dì mezzanotte non può fare, un film del regista Sebastiano Riso che l’avrebbe voluta tra i protagonisti. Poi c’è il caso di Iva Zanicchi, anche lei vittima nelle settimane scorse di un incidente domestico. La famosa cantante, attualmente deputata al Parlamento europeo, se l’è infatti vista brutta nella casa di famiglia a Ligonchio, il suo paese natale in provincia di Reggio Emilia: è scivolata, si è rotta un braccio e ha patito le pene dell’inferno, costretta all’insonnia dal male e da uno scomodissimo tutore. A differenza di Adriano Celentano e di Claudia Cardinale, che al momento in cui scriviamo hanno preferito non esprimersi, Iva Zanicchi ha invece accettato di raccontare a Dipiù le proprie peripezie. «Mi sono rotta l’omero, che è l’osso del braccio, tra il gomito e la spalla, in due punti», dice. «Per fortuna la frattura non era scomposta, ma il dolore è stato più che scomposto, direi esagerato ». Poi il racconto dell’incidente. «Ero a casa di mia madre a Ligonchio. Ero lì con mia sorella, avevano appena lavato il pavimento e io indossavo le ciabattine di gomma, che con il bagnato diventano micidiali. Ho visto un bambino che giocando si stava mettendo in pericolo, mi sono alzata di scatto per andargli incontro e sono scivolata. Cadendo, ho sbattuto il braccio contro un tavolino di metallo. Il rumore è stato tenibile, non quello del tavolino che era ben solido, quanto quello del mio braccio: si è sentito un “crack” impressionante». Iva Zanicchi fa un lungo sospiro, poi prosegue: «Mia sorella non mi ha nemmeno mosso dal pavimento per paura di sbagliare, e ha chiamato il 118. Sono stati anche veloci, calcolato che Ligonchio è in montagna, ma sono rimasta a terra almeno un’ora. Un supplizio. Poi mi hanno portata all’ospedale di Castelnovo». «Ci hanno detto che ha dovuto aspettare sei ore. È vero?», chiediamo. «È vero, ma i medici erano alle prese con un caso ben più grave del mio, così ho aspettato il mio turno. Ovviamente non è che mi abbiano abbandonato: mi hanno dato calmanti e antidolorifici. Per fortuna non mi hanno operato, ma mi hanno detto che per quaranta giorni avrei dovuto portare il tutore». «La convalescenza è stata molto pesante?». «Un incubo. Mi sono rotta il braccio sinistro, e io dormo proprio sul fianco sinistro. A letto non riuscivo a stare, così mi sono trasferita su una poltrona che avevo comprato per mia madre, di quelle che hanno anche il motorino e si alzano e si abbassano, con lo schienale che scende e i piedi che si sollevano. E così sono riuscita a dormire. Ma ancora non ho tolto il tutore. Il tormento… continua».  Fin qui la testimonianza di Iva Zanicchi, che con Adriano Celentano e Claudia Cardinale dimostra come l’equilibrio delle stelle sia a rischio. Specie se, come in questi casi, ci si mettono di mezzo un comodino al buio, un pavimento bagnato e una età non proprio verdissima. E allora ci chiediamo: come e perché, per i personaggi famosi ma anche per la gente comune, una casa accogliente o una lussuosa camera d’albergo può trasformarsi in una trappola? Che infortuni rischia una persona anziana quando finisce a gambe all’alia, e perché, in linea di massima, si fa più male di un giovane? «A tutti noi può capitare di scivolare dopo avere messo la cera sul pavimento o di inciampare al buio, ma è ovvio che un anziano rischia di più», dice a Dipiù il professor Marco Maiotti, primario ortopedico del Centro di Medicina e Traumatologia dello Sport presso l’ospedale San Giovanni di Roma. «Perché è ovvio?», chiediamo. «Perché le persone di una certa età hanno i muscoli più deboli e i riflessi meno pronti: una volta sbilanciate, cioè, non riescono a reagire con la dovuta rapidità per ritrovare l’equilibrio o aggrapparsi a qualcosa di solido». «Quali sono le lesioni più comuni? Per esempio, si sente spesso parlare di anziani che si rompono il femore…». «Infatti la frattura della testa del femore, cioè della parte superiore dell’osso della gamba che va dal ginocchio all’anca, è tra le lesioni più comuni perché l’anziano cadendo urta proprio quella parte. Poi sono frequenti la rottura della testa dell’omero, l’osso del braccio al livello della spalla, e dei legamenti della spalla. Spesso infatti chi cade all’indietro cerca istintivamente di attutire l’impatto usando le braccia». «Senta, ma perché un giovane cade e si rialza, seppur dolorante, mentre un anziano “si rompe”?». «Perché le ossa a una certa età sono molto più fragili a causa dell’osteoporosi, un processo degenerativo che nelle donne comincia nel periodo della menopausa e negli uomini qualche anno dopo, intorno ai sessant’anni». «Tutti andiamo incontro all’osteoporosi?». «Chi più, chi meno. Se io ho sempre condotto una vita sana, facendo sport e mantenendomi in linea, è facile che soffra meno di questo disturbo. Ma un certo indebolimento strutturale con il passale degli anni è praticamente inevitabile: oltre alle ossa, anche i muscoli e i tendini dell’anziano sono meno elastici e si lesionano più facilmente ». «Quindi Iva Zanicchi poteva fare ben poco per evitare l’infortunio. E sua sorella ha fatto bene a chiamare il 118, lasciandola lì per terra?». «Sì, chiamare immediatamente i soccorsi è stata la scelta migliore: l’infortunato infatti non dovrebbe assolutamente cercare di spostarsi né dovrebbe essere mosso: può essere rischioso». «Dunque, ricapitolando: la Zanicchi, Celentano e la Cardinale si sono fratturati braccio, mignolo e gamba perché le loro ossa sono più fragili di come erano un tempo, e i riflessi più lenti». «Proprio così: e anche in futuro le tre stelle dovrebbero tenerne conto, nonostante sprizzino energia da tutti i pori».