Yara Gambirsio: Sequestrati anche cinque computer di Massimo Giuseppe Bossetti

follow By on 27 giugno 2014
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source url Non c’è alcun dubbio che Ignoto 1’ sia Massimo Bossetti. Il Dna non mente mai, quindi è impossibile che quelle tracce non le abbia lasciate lui. E una prova scientifica sulla quale non si deve discutere. Bossetti nega di aver mai conosciuto la vittima, pertanto non può esserci nemmeno stata una contaminazione casuale’. L’unica spiegazione è che Bossetti si sia ferito mentre infieriva con un’arma da taglio sulla vittima”. Gli inquirenti non hanno dubbi: il sangue trovato sui vestiti di Yara è di Massimo Giovanni Bossetti, il muratore fermato con l’accusa di aver rapito e ucciso la ragazzina di Brembate Sopra. Non c’è solo il Dna a incastrarlo, ma altri indizi. Ad Almenno San Salvatore, in provincia di Bergamo vive la sorella gemella dell’uomo accusato di aver ucciso una povera bambina indifesa. Nonostante le prove dicano il contrario, la donna, Letizia Laura Bossetti, 43 anni, sostiene che il fratello sia innocente. Dice: «Massimo non può aver ucciso una bambina, ne sono sicura al cento per cento. Del resto sono sua sorella gemella, lo conosco bene. Massimo è sangue del mio sangue, siamo cresciuti insieme e so che non centra nulla con il delitto di Yara. Mio fratello è stato incastrato da qualcuno, o forse c’è stato uno sbaglio. Di Yara abbiamo parlato qualche volta in questi anni, vedendo insieme i telegiornali, ma non mi ha mai detto di averla conosciuta o di averla vista».

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essay paper writer “MIO PADRE E QUELLO CHE MI HA CRESCIUTO Laura Letizia, oltre al gemello, difende anche la mamma che per 43 anni ha mantenuto il segreto sulla paternità sua e del fratello. Dice ancora Laura Letizia: «Ho saputo dalla televisione di non essere la figlia di Giovanni Bossetti ma di Giuseppe Guerinoni, un uomo che non ho mai visto né conosciuto. Per me non cambia nulla, perché mio papà è quello che mi ha cresciuta in tutti questi anni, non un uomo che non ho mai visto né sentito in vita mia. A mia mamma di questa cosa non ho detto ancora niente. Non la rimprovero di nulla. Sono cose del passato, lasciamole al passato. Quella con Giuseppe Gueri- noni è una storia che non conta niente. Mio papà è Giovanni Bossetti, punto e basta». La moglie di Bossetti, Marita Comi, si è chiusa invece nel suo immenso dolore. La donna non ha parlato con nessuno per proteggere i suoi bambini. Si è lasciata scappare solo qualche parola al citofono: «Mio marito è innocente e noi lo aiuteremo e lo sosterremo fino in fondo; i bimbi sanno che il papà non ha fatto nulla di sbagliato». La donna non ha saputo riferire alle autorità dove si trovasse il marito la sera in cui Yara è stata uccisa. Ha detto: «Non ricordo dove fosse quella sera, è passato troppo tempo». Gli inquirenti diffidano di questa dichiarazione, perché un fatto di cronaca di quella portata, avvenuto a pochissimi chilometri da casa, deve necessariamente generare ricordi, anche se sono trascorsi tre anni e mezzo. Quasi tutti, in quella zona, ancora oggi ricordano dov erano e cosa hanno fatto la maledetta sera in cui Yara è stata rapita. Nella Bergamasca, per mesi, non si è parlato d altro. Perché Marita dice di non ricordare?

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