Yara Gambirasio: Un milione di Euro a chi trova l’assassino

Tante, troppe soli no le parole speli se e troppo è il m tempo trascorso dal quel 26 novembre di tre anni fa, ora è venuto il momento di agire, con impegno, con azioni forti a sostegno di tutti gli organi istituzionali o le persone comuni che vorranno trovare l’assassino di Yara Gambirasio” “BASTA CON LE PAROLE” Chi parla è Mirko Rosa, 39 anni, il proprietario della gioielleria compro oro Mirkoro, che ha aperto un conto corrente su cui tutti possono fare una piccola donazione. L’obiettivo è raccogliere 1.000.000 di euro da dare come ricompensa a chi porterà airindividuazione e alla cattura dell’assassino della piccola Yara, uccisa ormai 3 anni fa. Mirko Rosa non è nuovo alle cronache. È la stessa persona che ha offerto, di tasca sua, lOOmila euro a chi troverà l’assassino di Yara. Ora questa nuova iniziativa. Dice Mirko Rosa: «La ricompensa sarà destinata o al privato cittadino o alle forze dell’ordine, che effettueranno la cattura. Sappiamo che carabinieri e polizia non possono prendere soldi, stiamo cercando un modo per fare una donazione di materiali, auto o computer al reparto che porterà a termine l’inchiesta. E doveroso premiare chi risolverà un delitto tanto atroce. Già molti cittadini e imprenditori mi hanno contattato, pronti a scendere in campo». L’iniziativa segue di pochi giorni quella di un altro imprenditore padovano che ha offerto 20mila euro a chi collaborerà alle indagini sulla scomparsa della piccola ginnasta e ha poi aperto una sorta di numero verde per fare luce sul delitto. Magistrati e investigatori guardano con sospetto a queste iniziative, temono che possano danneggiare le indagini, più che aiutarle. Temono che si facciano avanti mitomani. Ricorderete il caso di Domenico De Simone, 60 anni, ex collaboratore di giustizia, che ad agosto lasciò una lettera in una chiesa di Rho, nel Milanese, dicendo di sapere chi ha ucciso Yara. Quell’uomo venne perfino nella redazione di Giallo a sostenere le sue ragioni. Certo è che sono passati tre anni dalla morte della ragazzina e il suo assassino è libero. E ora la gente comune, scossa da questa vicenda, scende in campo, facendo quel che può. Ma come vivono i genitori di Yara questa immensa tragedia? Nel terzo anniversario della scomparsa della ragazzina è stata la mamma, Maura Panarese, a lanciare un appello. Rompendo il silenzio, la donna ha detto: «Io e mio marito viviamo sospesi nella paura che ciò che è successo a Yara possa ripetersi. Per questo speriamo che anche dopo tre anni chi ha visto, ha sentito o è venuto a conoscenza di qualcosa, anche un particolare che ritiene irrilevante, si faccia avanti senza paura. Abbiamo fiducia nella giustizia umana. E attendiamo con ansia che il responsabile di questo atroce gesto venga finalmente trovato e messo in condizione di non nuocere più». Proprio queste parole hanno motivato Mirko Rosa e l’imprenditore padovano a scendere in campo. Ma a che punto sono le indagini? Altri esami ancora, effettuati dall’esperta Cristina Cattaneo, hanno stabilito che Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gomo morto a 61 anni nel 1999, è sicuramente il padre biologico dell’uomo che ha ucciso Yara. Ora le ricerche del killer si sono spostate nel Pavese, dove Guerinoni andava spesso. Qui l’uomo potrebbe aver incontrato la sua amante, madre del suo figlio segreto, divenuto poi l’assassino di Yara. Finora sono stati esaminati 18mila Dna.