Yara Gambirasio: Indagini su un pedofilo

di Giangavino Sulas Forse è inverosimile, certamente è ai limiti dell’incredibile, ma l’assassino di Yara Gambirasio potrebbe essere già in carcere da quasi un anno e gli inquirenti non lo sanno. Perché? Perché potrebbe trattarsi di un uomo che è stato arrestato in Francia, a Bourges, nel febbraio scorso, per detenzione di materiale pedopornografico. Si tratta di un pedofilo con pesanti precedenti in Italia, Svizzera e in Francia.

GLI INVESTIGATORI SONO SCETTICI Per sapere se è imminente una svolta in un’inchiesta che langue da tre anni bisogna però aspettare che le autorità francesi accolgano la richiesta di rogatoria che dovrebbe essere presentata dalla Procura di Bergamo e mandino in Italia il Dna di quest’uomo. Ma gli inquirenti, è bene dirlo, a questa svolta sul brutale omicidio della giovanissima ginnasta di Brembate credono poco. Appaiono scettici. Eppure devono andare avanti. Dopo il prelievo di 18 mila profili genetici con un costo di 3 milioni di euro, tralasciarne uno sarebbe un rischio che nessuno vuole correre. Hanno deciso di andare nel carcere francese di Bourges e chiedere che venga prelevato il Dna del detenuto. Sarà comparato con qu e llo che l’assassino ha lasciato sugli indumenti di Yara.Ma prima ancora bisogna essere certi che questo pedofilo, che si chiama Lorenzo, è di Padova, ha 50 anni e sarebbe stato abbandonato in un orfanotrofio perché figlio illegittimo (esattamente come il presunto assassino di Brembate), sia effettivamente l’uomo che tre anni fa, nel 2010, prima della scomparsa di Yara, ha cominciato a chattare con Laura, una ragazzina di 12 anni che vive in provincia di Bergamo, facendosi chiamare Laurent e dicendo di avere 14 anni.

MASCHERATO, A CACCIA DI PREDE Un anno dopo, nel 2011, il falso Laurent – alias Lorenzo – clonò l’account Facebook di Laura, lo utilizzò per spacciarsi per un’amica di Yara e parlò di lei in modo incalzante. Non solo, ormai in preda a una irrefrenabile ossessione, creò e utilizzò altri profili Facebook fasulli per scrivere frasi e pensieri come questi: «Yara ti amo», «Tata Yara mi manchi» fino a una specie di poesia che sembra un’agghiacciante confessione: «Anche stanotte sei tornata… Ti ho sentita… Quel freddo tutto attorno… E poi le tue grida… Il tuo pianto. L’orrore. .. Il buio freddo».

MORTA LA SERA IN CUI FU RAPITA Yara, purtroppo lo sappiamo, morì per il freddo e le percosse nel campo innevato di Chignolo d ’isola il 26 novembre 2010, la sera stessa in cui fu rapita. Insomma ce n’è abbastanza perché un controllo venga fatto prima di archiviare i deliri di un pedofilo. Ma il primo controllo lo aveva fatto la mamma della ragazzina alla quale era stato clonato il profilo Facebook. Fu lei a scoprire che Laurent, in realtà, era un uomo di 50 anni, con precedenti per pedofilia e una passione per la ginnastica ritmica, la stessa che praticava Yara. E fu lei, due anni fa, a denunciarlo ai Carabinieri di Cremona i quali scoprirono che il computer di Lorenzo era in Francia e si connetteva da lì. L’accertamento venne considerato concluso. Nessuno si preoccupò di collegarlo all’omicidio di Yara, anche se Laura, la vittima di Lorenzo abita a pochi chilometri da Brembate.