Yara Gambirasio: Anche le indagini sul DNA stanno portando gli inquirenti verso la verità

Sembra ormai certo: l’assassino di Yara, la tredicenne rapita nel bergamasco il 26 novembre 2010 e trovata morta il 26 febbraio 2011, avrebbe le ore contate. Gli investigatori sono, infatti convinti quasi al 100% che il killer sia il figlio illegittimo di Giuseppe Gerinoni, il conducente di Gorno morto nel 1999. Ancora una volta è stato il Dna a dare una svolta alle indagini. Il R.I.S. è arrivato a lui confrontando la traccia biologica lasciata sul fuseaux e sullo slip di Yara con quella dei vari campioni raccolti. E’ individuato quello di un giovane frequentatore della discoteca Sabbie Mobili di Chignolo d’isola, vicina al campo in cui Yara viene trovata cadavere il 26 febbraio del 2011. Da lui si arriva a due suoi zii, quindi al loro padre: Giuseppe Gerinoni. L’uomo e i suoi figli legittimi, il giorno in cui scomparve la ragazzina, avevano, però, tutti un alibi molto solido. L’esistenza di “ignoto uno”, come viene classificato nel più gigantesco screening di massa mai operato in Italia, e delle sue “origini”, prende „forma in seguito alle rivelazioni fatte dal 76enne Vincenzo Bigoni. Questi ha dichiarato che un giorno il Guerinoni, suo collega, gli disse: “Era il 1962 o forse il 1963, non ricordo l’anno con precisione perchè è passato troppo tempo. Giuseppe mi disse di avere messo nei guai una ragazza. Una ragazza di San Lorenzo, frazione di Rovetta. Quel giorno con me si è sfogato. Piangeva, poveretto, perchè stava per sposarsi e non poteva riconoscerlo. Me la ricordo molto bene quella confidenza, anche se sono passati tanti anni. E mi ricordo un po’ anche di lei, di quella donna che potrebbe essere la madre dell’omicida di Yara. La mamma ha partorito negli anni Sessanta, quindi il figlio adesso avrà circa cinquant’anni. Giuseppe non mi disse più nulla di quella donna. Il nome purtroppo non me lo ricordo. Ma basta cercarla”. “Continuate a cercare. Quella donna è ancora viva e abita nella Bergamasca. «CERCATELA MAMMA DELL’ASSASSINO» È la mamma dell’assassino di Yara. Se trovate lei, arriverete al killer della ragazzina” avrebbe, ancora, detto Bigoni. La misteriosa madre dell’assassino avrebbe partorito alla Casa dell’Orfano, ma è impossibile verificando gli atti e la doauncntazione di quegli anni non esistono più. Alcuni dicono che avesse i capelli rossi e pascolasse le pecore. Altri, invece, che abitasse in paese. A confermare che Yara stata uccisa proprio da figlio di Guarinoni e non da un suo altro parente soccorrono le analisi fatte dopo la riesumazione del suo corpo e, in particolare, gli accertamenti effettuati sul cromosoma Y, quello che si trasmette di padre in figlio. Il cromosoma Y di Guerinoni e quello di ‘’’ignoto uno” sono, infatti, identici secondo gli esperti della polizia scientifica e i consulenti del pubblico ministero Letizia Ruggeri. Determinante, poi, è stato il calcolo biostatico. Gli inquirenti stanno analizzando il Dna di un migliaio di potenziali madri del colpevole, e cioè donne che hanno avuto o possono avere avuto relazioni con Guerinoni. Sono già stati acquisiti 525 campioni biologici da confrontare con il profilo materno della traccia di Dna, ma finora tutti gli esami hanno dato esito negativo. Contestualmente magistratura e carabinieri stanno interrogando tutti gli anziani di Gorno, per cercare di trovare qualcuno in grado di ricostruire amicizie e frequentazioni del conducente di bus scomparso e giungere, finalmente, alla verità.Ve da ricordare che il pubblico ministero Letizia Ruggeri nel maggio scorso ha escluso ogni coinvolgimento dell’unico indagato all’epoca Mohammed Fikri. “La posizione dell’operaio marocchino – ha dichiarato il pm – per me era da archiviare su tutti i fronti. Il gip ha deciso di indagarlo per favoreggiamento, il che mi costringe a fare accertamenti ulteriori. Fikri, però, non c’entra niente: non ha visto niente, non ha partecipato a niente”. La suspence continua.