Vittorio Brumotti e Giorgia Palmas, innamoratissimi a paperissima

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Avederli sguazzare in piscina, dove sfoggiano fisici scolpiti, o scherzare tra paperette e salvagenti, non ti aspetti che una volta finito il servizio fotografico, accoccolati sul divano l’uno stretto all’altra, Giorgia Palmas e Vittorio Brumotti si rivelino due ragazzi con i piedi per terra, semplici, generosi e sensibili (oltre che innamoratissimi). E non è un caso che, durante la nostra chiacchierata, Vittorio si commuova parlando del loro amico Dieguito, un bimbo di 5 anni affetto da atrofia muscolare spinale, che la coppia sostiene come può attraverso raccolte fondi («Lui è energia pura! Ti prego, scrivi di aiutare le famiglie che hanno un figlio colpito da questa malattia con una donazione sul sito Web www.famigliesma.org»). Il campione di «bike trial» (arrivato al decimo record sul Guinness) e l’ex Velina di «Striscia» sono anche testimonial del Fai (Fondo ambiente italiano) e appena possono danno una mano agli altri: «È importante essere generosi e condividere la fortuna che abbiamo avuto. Dare fa star bene». Tant’è: qualcuno dei loro amici («Pazzo come me!» scherza Brumotti) potrebbe anche apparire accanto a loro a «Paperissima Sprint», il varietà firmato da Antonio Ricci (dal 9 giugno in onda tutte le sere su Canale 5) che i due conducono per la terza volta insieme. Grazie a questa trasmissione, nel 2011, è nato il loro amore. Con questa siamo arrivati alla quindicesima edizione di «Paperissima Sprint». Ci saranno novità? GiorGia: «Intanto cambiamo “sede”. Saremo sempre in Sardegna, ma nella frazione di Domus De Maria, a Chia, in provincia di Cagliari. Vedremo molti video nuovi, ma anche quelli storici e più amati, che non possono mancare». Vittorio: «Con noi e il Gabibbo ci sarà anche l’inviato sardo di “Striscia” Cristian Cocco. Inoltre avremo nuovi elementi di disturbo, jolly provenienti dal mondo della strada, come me». Com’è lavorare fianco a fianco? V: «Ci siamo posti delle regole: nessun bacio sul set. Al lavoro è come se non fossimo fidanzati e ci stuzzichiamo di continuo. Però sarà divertente. Ho passato un periodo di lavoro molto duro, ero talmente concentrato che avevo perso la capacità di ridere. Tanto che ho chiesto a Giorgia di aiutarmi a ritrovare il sorriso. Fare “Paperissima” insieme è una vacanza, ne avevo proprio bisogno». Oltre ai filmati di gaffe, papere ed errori in tv, ci saranno anche i vostri immancabili siparietti… V: «Certo, ma quest’anno ci siamo preparati. In Liguria ho un capannone di 600 metri quadrati con delle attrezzature che mi servono per esercitarmi con la bicicletta, ma anche per fare acrobazie come gli stuntman. Giorgia è venuta ad allenarsi con me: si butta dall’alto cadendo sui materassi, cammina su una corda, fa le capriole». G: «Allenarmi con lui è una sfida stimolante. Però mi sa che qualcuna delle mie cadute finirà a “Paperissima”! Come quando sono rimasta appesa a una corda per un piede…». A proposito, come siete messi a papere? Ne fate? G: «Altroché (ride di gusto, ndr). Tempo fa dovevo uscire e non trovavo gli occhiali da sole. Mia madre mi guardava esterrefatta: li avevo sul naso!». V: «E io, allora? Ho montato una struttura per uno show in un palazzetto a Reggio Emilia. Dopo tre ore i miei assistenti non arrivavano e mi sono arrabbiato. Poi ho scoperto che avevo sbagliato palazzetto. Un’altra volta non riuscivo ad aprire l’auto: sono rimasto davanti allo sportello per 20 minuti. Peccato che non fosse la mia! E poi perdo tutto. Per fortuna c’è Giorgia a risolvermi i problemi». Giorgia, qual è il tuo rapporto con la bicicletta di Vittorio? G: «Conflittuale. È lei a essere gelosa di me, non mi sopporta (ride, ndr). Anche io vado in bicicletta, ma come una persona normale». V: «Sì, ma l’unico monte che scali è Montenapoleone! (la via milanese dell’alta moda, ndr). Scherzo, Giorgia mi ha insegnato a godermi il frutto del mio lavoro, a comprare una cosa se mi piace, fosse anche solo una maglietta. Venendo dal nulla, da una famiglia semplice, ed essendo ligure, sono sempre stato parsimonioso. Per esempio, solo da due anni non presto più troppa attenzione ai prezzi di quello che ordino al ristorante. Ma restiamo sempre con i piedi per terra, anche perché oggi lavori, domani chissà. E poi ci piace risparmiare per dare posti di lavoro ai nostri collaboratori, dal cameraman al montatore. Ora ci autogestiamo con i nostri amici, niente manager. Il mio autista è la Palmas!». Giorgia, scusa se insisto, ma quando vedi il tuo uomo fare certe acrobazie sulla bici non hai paura che si faccia male? G: «Sì, ma ormai sono abituata: non si può vivere sempre con l’ansia».V: «E poi le preparo sempre, lei e mia madre, che è molto più ansiosa e ha ricominciato a fumare per colpa mia. Dovevi vederla quando ho scalato l’Everest: si è data alle sigarette a mille, roba da star male». Nel vostro futuro cosa c’è? G: «Io da due mesi ho aperto un blog sul mio sito ufficiale dove scrivo su argomenti che mi colpiscono, dall’origine dei proverbi al fenomeno dei selfie, dal “Made in Italy” alle superstizioni. Ma per 250 giorni all’anno, se posso, seguo Vittorio in giro per il mondo». V: «A fine giugno girerò in Inghilterra un nuovo video di acrobazie con una bici da strada. È un progetto a cui tengo molto». Poi con Vittorio inizio a parlare di tatuaggi (ne è pieno: leggete qui a destra). In particolare me ne mostra uno in cui c’è scritto: “Quando vuoi” in spagnolo. Mi spiega che da pochi giorni ha aggiunto il nome di lei e ora si legge così: “Giorgia, quando vuoi”. Alla domanda: «Sei pronto a fare cosa?» loro ridono complici. Ma non rispondono. Almeno a parole.