Vittorio Brumotti, conduttore di “Paperissima Sprint”, scampato a un grave incidente

2360_desktop3_mz6n_z

Grande paura per Vittorio Brumotti. Il recordman di bike trial, nonché spericolato inviato di Striscia la notizia e ora conduttore di Paperissima Sprint (Canale 5), ha fatto un volo di tre metri cadendo da una balaustra mentre si stava allenando nella sua Liguria. Subito trasportato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona), dove è stato raggiunto dalla compagna Giorgia Palmas e dal padre, Brumotti se l’è cavata con trenta punti, come ha scritto lui stesso sui social network per tranquillizzare i tanti fan: «Sono come nuovo. Venti punti in bocca, sei sul naso, quattro sotto l’occhio. Oltre a «una macchiolina in testa, che devo tenere controllata».

Brumotti, ma che cosa è successo esattamente? «L’incidente è avvenuto durante il terzo allenamento della giornata, di notte nel mio capannone. Siccome, dopo il grande successo di Brumotti road bike free style, sto preparando un nuovo video commissionatomi dalla Germania, devo prepararmi più ore del solito. Stavo facendo una sequenza velocissima con la bici: un giro della morte, una discesa e, poi, sopra una sbarra. Sono scivolato, non mi sono neanche reso conto di che cosa stava succedendo. Ho perso conoscenza per qualche secondo, ma non ero da solo: con me c’era il campione italiano di bike trial Daniele Castellare, che ha subito chiamato l’ambulanza. Siccome mi era uscito il naso dal setto, mi ha tenuto in piedi, mentre io me lo raddrizzavo con le mani, facendolo tornare quasi in asse. Una volta al pronto soccorso, me lo hanno i sistemato del tutto. Avevo il casco, ma non è servito, perché sono caduto di faccia». Adesso come sta? «Bene. Ho firmato per uscire dall’ospedale, anche se, avendo perso conoscenza, avrei dovuto rimanere in osservazione. Ora sono di nuovo al capannone, perché non posso perdere tempo, ho il video da realizzare.

2360_desktop3_mz6n_z

Venticinque giorni di prognosi sono troppi. Tra l’altro, appena sono caduto, una volta che mi sono accertato che riuscivo a muovere le gambe e ho capito, così, che andava tutto bene, mi sono ripreso con il telefonino, raccontando l’accaduto». Un grande spavento, in- somma, finito bene. «È una belinata, la mia. Accanto a me al pronto soccorso c’era una signora di 90 anni che stava morendo: quello era il caso grave, io pregavo perché lei si salvasse. La mia era solo una cavoiata». Come l’ha presa Giorgia? «È disperata e spaventata, ma è una donna. Mi ha raggiunto subito al pronto soccorso, ma sa che devo concentrarmi. Io sono fatto così, devo rimettermi in sella finché sono “caldo”. I miei genitori, invece, non si sono spaventati più di tanto: mio papà è arrivato anche lui in ospedale, mentre mia mamma ha continuato a dormire e si è preoccupata solo quando mi ha visto in faccia». Già nel gennaio 2013 aveva scioccato i suoi follower sui social postando una foto con naso gonfio e labbra sanguinanti dopo una caduta. «Cosa volete farci, sono fatto così».