Vittoria Schisano: Divento donna e mi sposo in chiesa

http://naturalbydesign.us/study-buy-research-paper-online/ Study Buy Research Paper Online By on 27 marzo 2014
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where can i buy homework L’attrice sta per partire per la Spagna dove, con un intervento chirurgico complesso e doloroso, cambierà definitivamente sesso. E spiega: «Da adolescente non capivo chi ero: ero attratta dai ragazzi ma non ero gay, mi sentivo profondamente femmina». «In un mondo in cui le donne si sono mascolinizzate, gli uomini sentono il fascino di chi lotta per essere femminafemmina ». E confida: «Vorrei trovare l’uomo giusto e dire sì con l’abito bianco»

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here Che Vittoria Schisano sia bellissima, oltre che dotata di una grazia speciale, è innegabile. Come è innegabile che 111 novembre del 1983 nasceva a Pomigliano d’Arco (Napoli) Giuseppe Schisano, maschio per l’anagrafe ma non per la persona che nel corpo, nella mente e nell’anima si è sempre sentita femmina. Tanto da portare a termine un coraggioso percorso di transizione che prevede, come tappa finale, l’operazione (assai dolorosa) da uomo a donna. L’intervento sarà fatto a Barcellona a fine marzo e sarà seguito dalla tv spagnola e dal programma di Barbara DUrso. Una scelta mediatica forte per sensibilizzare l’opinione pubblica sul delicato tema della transessualità, spesso accomunata alla prostituzione o rappresentata in maniera volgare e hard. Quando si è accorta di non sentirsi a suo agio nei panni di Giuseppe? «I bambini vivono tutto in maniera naturale, senza sovrastrutture. E io giocavo senza problemi con la mia Barbie, rubavo i vestiti e i trucchi di mia sorella Rosaria, più grande di me di 12 anni, mettevo di nascosto le sue scarpe coi tacchi. I problemi semmai sono arrivati con l’adolescenza… Non capivo più chi ero, ero attratta solo dai ragazzi e a un certo punto mi sono detta: “Sarò gay”. Ma un omosessuale è un uomo che ama gli uomini, mentre 10 mi sentivo profondamente femmina». Madre sarta, papà operaio. Come hanno affrontato la situazione? «I miei erano completamente impreparati e quindi all’inizio hanno rimosso, messo dei divieti. Ma una mamma certe cose le sa, le sente a pelle, non c’è bisogno di studiare troppo per imparare e, quindi, per capire. Infatti mia madre ha voluto molto bene al mio primo fidanzato: la storia è durata sei anni e lui era diventato come uno di famiglia. Per amor di precisione era eterosessuale: era lui a versarmi il vino e ad aprire la portiera della macchina». I primi passi nel mondo dello spettacolo, tanta tenacia e tanta gavetta finché, nel 2010, con la fiction Io e mio figlio – Nuove storie per il commissario Vivaldi arriva la popolarità. D successo ha migliorato le cose? «Nella fiction avevo un ruolo molto bello, ero 11 fidanzato del figliò del commissario Vivaldi (interpretato da Landò Buzzanca) ed ero io a insegnargli ad accettare la diversità del figlio. Quando inizia a volermi bene comincia ad accettare l’omosessualità del figlio. Ma con la popolarità sono arrivate anche orde di ragazzine che mi chiedevano l’autografo come Giuseppe, e io ero sempre più spiazzata. Così un anno dopo ho fatto outing, rivelando che Giuseppe sarebbe diventato presto Vittoria». Dichiararsi donna quando si ha avuto successo come uomo è stato un bel rischio professionale… «È vero, ho rischiato di perdere tutto, ma ho guadagnato me stessa. Nel film Canepazzo ero un maschio “strong” con tanto di barba incolta. Rivedendomi avevo delle crisi tremende, non mangiavo, non dormivo. Stavo malissimo, non vivevo più. Ho capito che dovevo andare fino in fondo, alla radice del mio disagio». Un conto è svelarsi, un conto è decidere per un’operazione rischiosa e dolorosa. Èva R o b i n ’s, nota transgender, non si è mai operata. «Èva Robin’s è una donna di grande intelligenza e cultura. Con la sua classe ha contribuito a sdoganare certi cliché “baracconi” legati allatransessualità. Il transessuale è semplicemente chi ha transitato da una dimensione all’altra. E io voglio farlo in modo completo, anche perché a operarmi sarà Ivan Manero, il miglior chirurgo specializzato in femminilizzazione. Si è offerto lui, dopo aver letto la mia storia ha voluto sposare la mia causa come medico ma soprattutto come essere umano». Sposerà la sua causa anche Barbara D’Urso in televisione… «Barbara mi ha trattato sempre con estremo rispetto, raramente in tv ho avuto a che fare con una persona così scrupolosa. Con me si è sempre comportata da amica, mi ha chiamato più volte quando ero in ospedale e spesso mi ha dato dei consigli fuori onda. Di lei mi fido, la sento solidale». Sente la solidarietà anche delle altre donne? O prevale l’invidia? «Di quelle più grandi e più giovani sì. Con le coetanee sento più invidia e diffidenza. Del resto in un mondo in cui le donne hanno lottato per la parità e si sono mascolinizzate nei modi, gli uomini sentono il fascino di chi ha lottato per essere femmina-femmina. Per dire, io anche se dormo da sola mi metto il baby doli, mia sorella un pigiama comodo». Qualche altro sogno nel cassetto? «Sono single, e il primo desiderio è di innamorarmi dell’uomo giusto e, perché no, anche di sposarmi. Con l’abito bianco, in chiesa». Con Papa Francesco qualche speranza c’è… «Sì, il Papa ha mandato dei segnali di apertura inconfutabili. Ma ho visto nella Chiesa tante persone illuminate. Il parroco di Pomigliano fa sempre i complimenti a mia mamma per la persona bella che sono diventata».

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