Vittoria Belvedere: Racconta i segreti della sua super famiglia

Cattura

Sarà per quell’aria rassicurante, da diva familiare, acquisita negli anni. Sarà perché non ha mai negato la sua passione per i più piccoli tanto da essere diventata mamma per ben tre volte, fatto sta che quando si tratta di Vittoria Belvedere si parla sempre di gravidanza. Le voci su di lei sono quasi un ritornello… «No, con il pancione ho chiuso», afferma l’attrice. «Mio marito prova ancora a rilanciare l’idea di un altro frugoletto. Io, scherzando, gli rispondo che non sono gelosa, il mondo è pieno di donne giovani e fresche, che lo faccia con un’altra, io mi fermo a quota tre». Tre gioielli: Lorenzo, 13 anni, Emma, 8 e Niccolò, 3, che in queste pagine posano in esclusiva per Gente con mamma, mentre lui, papà Vasco Valerio, imprenditore nel mondo del cinema, sorveglia la sua squadra con occhi amorevoli. «È vero, mi piacciono i nuclei strutturati, mia madre ha nove fratelli, mio padre sette, io stessa ho voluto crearmi un “privato” solido, nella mia scala di valori la famiglia viene prima di tutto, ma credo che mettere al mondo tre figli in una società come la nostra possa bastare», spiega. Una società come? «Sopra le righe. Spesso ingiusta, dove si tende a dare tutto per scontato». Giustizia, correttezza, rispetto, merito: parole che a Vittoria stanno particolarmente a cuore. «Non ho mai sopportato i soprusi, da quando da piccola mi chiamavano “terrona”. I miei genitori, dalla Calabria, si sono trasferiti a Vimercate, in Brianza, io avevo sei mesi, e a quei tempi quell’angolo di Lombardia , era molto chiuso. Sono cresciuta un po’ discriminata e ne ho sofferto».

Ed ecco, allora, che il ruolo del magistrato Giulia Longo, in Un caso di coscienza 5 , la domenica in prima serata su Rai 1, donna dai principi morali inflessibili, le calza a pennello. «Sì, Giulia ha il mio stesso, spiccato senso di giustizia, è una donna tosta, che lotta contro la mafia. Allo stesso tempo, però, è molto diversa da me: arriva a sacrificare la vita privata per la professione, io non potrei mai. Quando scoprirà degli altarini che riguardano la sua sfera affettiva, le sembrerà di svegliarsi da un brutto incubo». Vittoria, invece, vive in un sogno. «Sì, sono felice. Cosa potrei chiedere di più? Ho un lavoro che mi piace, un uomo che amo e mi ama, tre bellissimi bambini. Certo le preoccupazioni ci sono, come in tutte famiglie del mondo…», dice. «I miei figli hanno età così diverse che, inevitabilmente, le difficoltà e le esigenze sono differenti. Spesso è faticoso stare dietro a tutto. Niccolò, il piccolino, è dolcissimo, ma richiede attenzioni continue. Emma stanno molto a cuore le amiche, la loro compagnia, le loro opinioni. È, comunque, già una signorina: seria, responsabile, una “mammina” cui posso affidare Niccolò, di lei mi fido ciecamente. Devo vigilare, però, che non venga schiacciata dai due fratelli, i maschi». Infine, Lorenzo: immaginiamo sia già nella delicata fase dell’adolescenza… «Sì, lui è alle prese con i primi batticuori, gli appuntamenti, i litigi… Si confida con il papà, che poi mi rende partecipe. Anzi, Vasco lo sprona proprio a parlare con me: essendo una donna posso suggerirgli al meglio cosa piace al gentil sesso». Gelosa? È difficile mollare la presa? «No, gelosa no. Ma se qualche ragazzina che gli ronza intorno è bruttina o antipatica glielo dico: in questo mi sento già suocera », risponde ridendo. Vittoria è una mamma severa? «Non mi definirei tale, ma ai miei figli insegno che le cose vanno conquistate. Se si desiderano, se si ottengono con la fatica, hanno anche un sapore diverso.

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