Virna Lisi: “Ora la Madonna mi guida anche in Tv”

Suor Germana non è la religiosa che ti aspetti. Non dice le preghierine genuflettendosi Iprima di colazione. Ma è una suora che combatte, che si dà da fare, che non ha paura di nessuno. Incarna quella fede battagliera tanto cara a Papa Francesco, interpretarla ha dato una svolta alla mia carriera, era un ruolo eliti mi mancava». Virna Lisi, nei primi cinque minuti di conversazione, non tira il fiato neanche un attimo. È come rapita nel raccontarci il valore del personaggio che interpreta in Madre, aiutami, fiction in onda il venerdì in prima serata su Raiuno. «La storia di questa religiosa parte in Africa, dove per trent anni si è data tanto da fare per aiutare gli ultimi del mondo, bambini soprattutto, organizzando una missione e formando un gruppo di giovanissime religiose alle quali insegna a fare le infermiere», spiega l’attrice. «Ragazze che per questa suora sono come figlie. Mette loro in mano questo piccolo tesoro che lia costruito. Poi Germana tornerà a Roma, dove diventerà madre superiora di un convento. Lì scoprirà che un commando di guerriglieri ha fatto irruzione nella missione, uccidendo donne e bambini, attentato in cui perdono la vita anche cinque giovani suore. Comincerà quindi a indagare sulla vicenda, tra le reticenze di Vaticano e servizi segreti, scoprendo che Fassalto era stato ordinato per interessi economici legati al sottosuolo della cornunità». Una spy story religiosa che riunisce tante tematiche attualissime. Una è legata al personaggio di Pamela Saino, ex di Don Matteo, suor Maria nella fiction Madre, aiutami, «che viene rinchiusa in un convento in montagna», continua la Lisi, «per tenere nascosto il suo stato interessante causato da uno stupro collettivo». Questione diversa, quasi imparagonabile, con il bambino dato alla luce dalla religiosa salvadoregna ospite in un convento a Rieti, diventata mamma da pochi giorni di un bambino, Francesco (vedi il servizio seguente, a pag. 68). In comune, però, c’è il legame tra la consacrazione a Dio e la gravidanza. Lei ha seguito la vicenda di suor Roxana? «Sì, e ho pensato che l’obbligo del celibato sia una castrazione. Una donna è una donna: può dedicare la vita a Dio, ma si possono fare delle cose meravigliose anche costruendo una famiglia. Ci sono tanti religiosi per cui la fede è sufficiente. Per altri no, per altri la vita ha bisogno di un seguito. Perché non si può fare?». Questo ruolo in Tv ha valorizzato il suo credo? «lo sono sempre stata molto religiosa. Non c’è sera che io vada a dormire senza dire le preghiere. Questa è l’educazione che mi è stata impartita dai miei genitori: da quando ero piccola ci inginocchiavamo e recitavamo i salmi. E questo valore ho tramandato a mio figlio e ai miei tre nipoti, Franco, 17 anni, Federico, 16, e Riccardo, 10. Il piccolo ancora oggi mi rassicura: “Nonna, le ho dette tutte le preghieri ne”. Sa che ci tengo». E in chiesa? «Ci vado, ma quando è vuota, quando riesco a costruire un rapporto tra me e quell’immagine che ho davanti, che per me è la Madonna. Ci credo molto, sa? La sento come una persona di casa, con cui posso confidarmi, alla quale rivolgermi. Sara che è una donna, e a questa donna sento di poter mi aprire completamente ». Sono stati mesi duri per Virna Lisi: a settembre suo ma rito Franco, con cui ha condiviso 53 anni di vita, è venuto a mancare. «È un dolore mio, privatissimo. Se ne parlo mi commuovo, quindi non lo farò. Però oggi vado avanti come posso. Grazie al lavoro, certo [Virna a breve inizierà le riprese ili Latin lover, per la regia di Cristina Comencini, ndr], ina soprattutto grazie ai miei nipoti. Tutte le mattine alle 7 e tre quarti sono in piedi per loro, che vengono a darmi un bacio prima di iniziare la giornata. Un rito che avevo con mio marito e che porto avanti con orgoglio. Però sento anche il bisogno di stare sola a leggere un libro, a respirare quei silenzi che ti svuotano il cervello. Sono fortunata. Perché solo quando si può contare su una famiglia che ti ama così tanto puoi desiderare un filo di solitudine».