Virna Lisi: “Non ho mai smesso di recitare perchè amo il mio mestiere”

Virna Lisi il ritorno in TV, con la fiction Baciamo le mani, Palermo -New York 1958, che è in onda su Canale 5, segna anche un anniversario importante: «Compio sessantanni di carriera dal primo film», ci dice nella sua casa romana, dove vive con il marito Franco Pesci, costruttore, sposato nel 1960. «Sessantanni di carriera e cinquantatré di matrimonio. E devo dire che i miei cinquantatré anni di nozze sono più importanti anche se il lavoro è stato ed è fondamentale nella mia vita».

Virna Lisi, che aveva debuttato nel cinema nel 1953 nel film La corda d’acciaio, del regista Carlo Borghesio, è fra le dive storiche, come Sofia Loren, Gina Lollobri-gida e Claudia Cardinale, l’unica che non ha mai smesso di lavorare, passando dai moli da bella donna, che ci domandava in un Carosello: “Ho detto qualcosa che non va?”, e le rispondevano: “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, a moli più intensi, come nel film di Liliana Cavani Al di là del bene e del male, in cui appariva per la prima volta acida, sfiorita, segnando una svolta nella sua carriera.

Ma sfiorita Vima Lisi non lo è nemmeno ora, alla vigilia dei set-tantasette anni, che compirà l’8 novembre. Qualcuno dice che si sia fatta un lifting anni fa, lei non sta a smentire, le considera sciocchezze; quello che conta invece è che oggi rimane una persona che continua a vivere, ad amare, a impegnarsi e a lavorare con l’entusiasmo di una quindicenne. «Perché ogni momento della vita va assaporato e, se si può lavorare, con ruoli adatti all’età, è molto motivante».

Altre dive della sua generazione negli anni si sono un po’ ritirate, accettando ruoli sporadici, come la Loren e la Cardinale.

«Invece io ho continuato: più gli anni passavano più mi attaccavo al mio lavoro. Il mio è un lavoro stupendo, se fatto bene, davvero bello, e così ho continuato a differenza di altre».

Lei è passata dalle commedie degli anni Cinquanta, dopo essere stata scoperta dal cantante e attore Giacomo Rondinella, amico di suo padre, che la presentò ai produttori ancora quattordicenne, alla TV, recitando in sceneggiati popolari come “Una tragedia americana”. Ha lavorato anche a Hollywood, con stelle come Jack Lemmon, Tony Curtis e Frank Sina-tra, infine è tornata in Italia. Dal 2000 ha recitato in venti fiction, quasi due all’anno: un record.

«Dopo tanto cinema, ho fatto circa una ottantina di film, da anni lavoro soprattutto per le fiction. Purtroppo oggi per il cinema si fa poco. Per recitare in un film si possono aspettare pure dieci anni e io non ho tempo da perdere. Fino a dieci anni fa si producevano parecchi film, oggi quando se ne fanno una decina all’anno è già tanto. Meglio la TV, oltretutto oggi si può fare dell’ottima televisione: è quello il futuro».

Franco Pesci, l’uomo che ha sposato nel 1960, ha sempre accettato volentieri che lei recitasse in tutto il mondo?

«Abbiamo un figlio meraviglioso, Corrado, che lavora con il padre. E Corrado ci ha dato tre nipoti, Franco, di diciassette anni, Federico, di sedici, e Riccardo, di dieci. Credo di essere stata e di essere una moglie presente, attenta. All’inizio mio marito non ha accettato volentieri il mio lavoro ma, siccome è un uomo intelligente e in gamba, ha capito che il lavoro era la

«Anche nei primi anni di nozze iniziare un film era una gioia»

Ha messo il lavoro al primo posto?

«Se mi obbliga a scegliere, è ovvio che io le risponda che è sempre venuta prima la famiglia ma nel mio caso il lavoro è stato davvero molto importante: anche nei primi anni di matrimonio ogni volta che dovevo iniziare un film era una boccata di ossigeno, una gioia, anche di fronte a moli difficili, duri da fare, ma erano una felicità per me».

E suo marito ha sopportato?

«Passando gli anni, Franco ha capito questa mia gioia, a mano a mano che passavano gli anni mi ha lasciato andare sempre di più, mi ha dato il via libera».

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