Veronica Maya: “Appena otterrò il divorzio, adndrò all’altare con Marco”

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Compleanno in casa Rai. Il 6 febbraio, infatti, Verdetto finale, il tribunale televisivo  di Raiuno, festeggerà le mille  puntate. Un grande traguardo per un programma partito come una scommessa, ma che lora è un’indiscutibile realtà. I Garbata padrona di casa è Veronica Maya, che al suo fianco Iha gli avvocati Maria Chiara  Cudillo e Lorenzo Radogna, il giudice Giuseppe Febbraro e il disegnatore Max Schioppa. Per quest’occasione speciale, nello studio della trasmissione è stata portata un torta gigantesca realizzata da Sai De I Riso. Veronica, raggiante e sorridente, nello studio 4 del Centro di Produzione Rai di I Napoli, ha condiviso il dolce insieme ai suoi collaboratori | senza badare alle calorie. («Brindo con staff e produzione» Veronica, sei emozionata per questo traguardo? «Sì, tanto. Per me è una data importante, perché festeggio le mille puntate del mio programma e i miei primi 10 anni di militanza in Rai nello stesso momento. Infatti, ho debuttato nel 2004 con Dribbling Europei e da allora la mia vita è cambiata. Inoltre, la Tv di Stato ha compiuto da poco sessantanni, mentre Verdetto spegne 6 candeline. Sono particolarmente felice, perché il tutto capita a Napoli, la città in cui vivo. È una gioia poter conciliare la famiglia e il lavoro. Condivido questa felicità e brindo con tutto lo staff e la produzione, siamo una bella famiglia e tra noi c’è grande a faffifaiatatanmento». Che bilancio fai di queste mille puntate? «Positivo. Ho solo bei ricordi legati alla trasmissione, anche perché per carattere non vivo gli inconvenienti come fattori negativi. Fanno parte del lavoro e bisogna metterli in conto. Sono tra le poche privilegiate a svolgere la mia professione in un ambiente sano, costruttivo e tranquillo. Verdetto è un programma ben strutturato, impegnativo per il suo linguaggio. Ha le sue storie e io sono attenta, pignola ed esigente. Sono soddisfatta! perché questa trasmissione la sento mia, l’ho condotta dalla prima puntata e spero di farlo per tanti anni ancora». Qual è il segreto di tanto successo? «La trasmissione funzionai perché c’è un buon rapporto tra tutti noi, compresi gli ospiti, che riescono a parlare in maniera approfondita di certe tematiche senza sovrapporsi, come accade in altri salotti televisivi. Il clima è sereno, gli ospiti si sentono a proprio agio e alcuni tornano di frequente. La semplicità, la serietà, l’attualità e il rispetto per i telespettatori sono fondamentali per noi». Nel corso degli anni, c’è stata un’evoluzione del programma? «Sì. Le prime due edizioni andavano in onda tutte le mattine alle 10, dal 12 settembre, 2011 è stato spostato al pomeriggio e ci sono state delle modifiche: un nuovo studio, l’eliminazione del presidente di giuria popolare vip e la presenza di tre opinionisti famosi. Personalmente, sono maturata, ho acquisito una maggiore , padronanza, più sicurezza nel i linguaggio tecnico e giuridico. Potrei ricevere una laurea ho noris causa in Giurisprudenza. Il programma nella sua struttura non è cambiato, ha una sua liturgia e la gente lo ama per questo. Quest’anno abbiamo inaugurato una nuova location: dopo 5 anni a Roma ora siamo a Napoli. Abbiamo ritrovato una nuova linfa e i risultati ci stanno premiando». Durante le sei edizioni di Verdetto hai anche avuto due figli «Esatto: Riccardo, nato il 12 i gennaio 2012, e Tancredi, nato il 20 giugno 2013. Ho vissuto le mie gravidanze in Tv, condividendole con il pubblico. Tante mamme si sono identificate in me e molte nonne mi hanno adottato come loro nipotina speciale. Ho gestito il pancione sui tacchi con disinvoltura, senza farlo pesare a nessuno, e sono stata sommersa dall’aifetto delle persone. Sono stata d’esempio: nonostante le gravidanze e due bimbi piccoli da accudire, non ho mai mollato la mia carriera. Sono cambiata sia come donna sia come conduttrice. Fino a due anni fa parlavo da figlia, ora parlo da mamma». «Sono in attesa di altri progetti» Lavoro e famiglia vanno a gonfie vele: a quando il matrimonio con il tuo compagno, il chirurgo plastico Marco Moraci? «Non c’è ancora una data certa, ma sicuramente ci sarà. Dobbiamo aspettare i tempi tecnici. Ho ottenuto l’annullamento del mio precedente i matrimonio dalla Sacra Rota (con Aldo Bergamaschi, ndr), ma il procedimento civile è ancora in atto. Appena otterrò il divorzio, mi sposerò. Comunque, mi sento già moglie oltre che madre. Il papà dei miei figli mi ha fatto una dichiarazione privata al battesimo di Riccardo, regalandomi un anello di fidanzamento, e una pubblica a una sfilata di abiti da sposa. Io gli ho risposto: “Sì, per tutta la vita!”. La nota positiva è che l’annullamento mi consentirà di sposarmi in chiesa con Marco ed è quello che desidero per lui e per i miei bimbi». Avete battezzato anche Tancredi? «Sì, nel giorno del secondo compleanno di Riccardo. Tutti e due sono stati i protagonisti di una doppia festa, organizzata nel piccolo borgo di Marechiaro a Napoli. Tra parenti e amici eravamo una cinquantina di adulti e una ventina di bambini. Anche Tancredi è stato battezzato da padre Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano di Bologna, e abbiamo contribuito al progetto Casa Ninna Mamma, evitando di regalare la classica bomboniera. Quel denaro servirà a realizzare strutture di accoglienza e cura per mamme e bambini in Mozambico ». Tu e Marco che genitori siete? «Io sono attenta, organizzata, presente ma non assillante. Marco è collaborativo, affettuoso e si fa in quattro per poter seguire i suoi figli». Quali sono i tuoi prossimi impegni professionali? «Sicuramente, condurrò Verdetto finale fino a maggio. Poi, sono in attesa di altri progetti. Mi sento molto apprezzata e stimata da Mamma Rai, “infatti negli ultimi mesi ho presentato importanti serate istituzionali e si parla di me per altri eventi. Però, è ancora presto per parlarne».

2 Comments

  1. vito

    17 marzo 2014 at 17:22

    ciao veronica ti prego fammi mettere in contatto con l’avv lorenzo radogna grazie mille vito

  2. vito

    17 marzo 2014 at 17:19

    veronica ti prego fammi mettere in contatto con avv. lorenzo radogna
    ti ringrazio vito