Vasco Rossi: In luna di miele con Laura, il passato non fa più paura

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Relax di lusso. Una vacanza a Villa Paradiso, resort e beauty farm, che ha ospitato anche Silvio Berlusconi e Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia. Solo che della struttura gestita con piglio marziale e riserbo assoluto, Vasco Rossi è un E, anche qualche giorno fa, si è concesso un periodo di assoluto riposo assieme alla moglie Laura Schmidt, come vi mostrano queste foto esclusive di “Diva e donna”. I prossimi mesi, per il rocker, saranno impegnativi, tra tv e concerti. L’8 maggio è in tv su Rai Due in prima serata, a raccontarsi nel programma Unici. Poi, via a sette show negli stadi: a giugno, all’Olimpico di Roma; a luglio, a San Siro a Milano. Il cantante più amato, dunque, è pronto al gran ritorno. Per la gioia dei fan. Verso i quali, però, Vasco nutre sentimenti ambivalenti, come ha confessato in una intervista: «Quando li incontro, mi imbarazzo: loro vedono il rocker e io, che sono altro, non mi vedo mai all’altezza delle loro aspettative. Il rock è sempre una grande truffa, non bisogna mai crederci fino in fondo». Insomma, Vasco svela un lato intimo che, gioco forza, sul palco è nascosto. Ne sanno qualcosa la moglie Laura e i tre figli, Davide, Lorenzo e Luca. Ha confessato Vasco: «Con mio figlio sono suo padre, non siamo amici, gli dico le cose che deve fare e lui fa quello che gli pare. Ma sono contento di tutti, anche degli altri, perché so che se la caveranno. Pensare che io non volevo neanche dei figli». Poi continua: «Di mia moglie mi sento quasi padre, di mio figlio Luca sono nonno, e ora Davide, il più grande che ha 28 anni e aspetta un figlio dalla sua ragazza, mi renderà… “bisnonno”». Così parlò Vasco. E sembra passata una vita da giugno 2011, quando una infezione lo costrinse in ospedale. Poi gli antibiotici, la convalescenza e un primo giro di concerti. Una tripletta debilitante per chiunque. Ma non per Vasco: «Dopo i concerti organizzai una cena con gli amici a Zocca. La chiamai “la cena del terzo risorgimento”. Sì perché ero già morto nell’84 quando mi misero in galera per droga e la prigione è una morte civile. Poi nel 2001, quando ebbi la mia prima depressione, dopo la morte di mio padre, di Massimo Riva (ndr: il suo chitarrista) e di un caro amico di infanzia. Pensavo a come farmi fuori in un modo che non creasse troppi problemi agli altri, ma non l’ho trovato». Ora Vasco si prepara a calcare di nuovo il palco.