Vasco Rossi: I guanti… Ecco tutti i segreti nel camerino del mitico Komandante

Sette è il suo numero. È il giorno del suo compleanno e quello del matrimonio. «Sette sono i peccati capitali» dice. E sette sono i concerti del «Live Kom 014». Tre date all’Olimpico di Roma e quattro allo stadio di San Siro a Milano. Tutti concerti esauriti. Vasco Rossi è tornato. E Sorrisi l’ha seguito dietro le quinte della prima trionfale tappa di Roma. In 60 mila sono venuti da tutta Italia a sostenere il Komandante. Alla fine dei 7 concerti saranno più di 400 mila ad aver cantato e ballato le 27 canzoni della scaletta di ogni serata. Che si apre con «Gli spari sopra» e si chiude con «Alba chiara», con un’onda di emozioni che ti trascina attraverso tutta la musica di Vasco. Due i pezzi nuovi, «Cambiamenti» e «Dannate nuvole». Sugli spalti, bambini che sanno a memoria tutte le parole, insieme ai genitori. Sul prato, giovani mamme con i passeggini come Letizia e la sua piccola Sofia di 20 mesi con due enormi cuffie rosa sulle orecchie: «È abituata: la sera si addormenta sempre con le canzoni di Vasco». E poi c’è Leandro, al suo 30º concerto del Komandante: «L’ho seguito ovunque, in Italia e all’estero». C’è Massimiliano, 29 anni, di Bari, che Catturacombatte contro la sclerosi multipla, «ma finché riesco a muovermi continuerò a seguire i suoi concerti». E Michele, 60 anni, pensionato, con le cuffiette nelle orecchie e la musica di Vasco a ripetizione: «Risparmio tutti i mesi qualcosa sulla pensione, ma al suo concerto non rinuncio». Incontriamo il Komandante alla fine dello spettacolo. Vasco, la vedo in forma, come si è preparato? «Mi alleno come Mick Jagger… Jogging alla mattina, aperitivo la sera e a letto presto, ma non ci si addormenta mai senza aver letto almeno due pagine di un libro. Non sono uno sportivo…». Però è disciplinato… «È un mio dovere farlo, per stare sul palco al meglio e dominarlo. Niente è lasciato al caso, c’è una grande preparazione da parte di tutti. Lo devo a chi viene ai miei concerti, è una questione di rispetto per chi magari si alza tutti i giorni alle sei per andare a lavorare». Dopo centinaia di concerti è ancora emozionato prima di salire sul palco? «Ormai non ho più l’ansia da prestazione però sono molto concentrato. La preoccupazione è che qualcosa possa andare storto, potrei inciampare in qualche straordinario effetto scenografico. Ma quando comincia la musica, tutto torna. Da lì c’è una corrispondenza di energia tra me e il pubblico». Parola d’ordine del Live Kom 014? «Questo è lo spettacolo rock più potente ed emozionante al mondo». Le novità? «Un cambiamento nel suono: è più duro, più heavy. E poi nel mio look, capelli rasati e scarpe da tennis: sono un duro che dura!». Perché questa svolta musicale? «A forza di fare rock dopo tanti anni ti viene quasi naturale andare verso sonorità più dure. Abbiamo, Guido Elmi (il suo produttore artistico, ndr) e io, sempre voglia di provare nuove sfide». Il nuovo disco? «Uscirà il 4 novembre, sarà uno sballo. Sicuramente il mio pubblico non rimarrà deluso e… alla fine di questa intervista ricordatevi che io sono sincero solo nelle canzoni. E soprattutto: tenete duro!». Che è l’esortazione con la quale chiude il concerto, rivolta ai fan in delirio, tra l’esplosione di fuochi d’artificio e una suggestiva «nevicata» di coriandoli bianchi e argentati. E l’emozione arriva alle stelle.