Vanessa Hessler: Altro che la Kidman… A fare Grace Kelly sono molto meglio io

Voglio diventare Grace Kelly. E non è solo un sogno: ho in mano una sceneggiatura per una fiction televisiva, e la sto studiando ogni giorno. È davvero bellissima». Ospite del Festival di Taormina, città dove è di casa da quando, nel 2006, fu nominata «Modella dell’anno », Vanessa Hessler ci racconta il suo sogno. Da allora ne ha fatta di strada, e anche le ambizioni sono cresciute. E mentre si fa il suo nome come possibile valletta del prossimo Sanremo (del resto ha già lavorato con Carlo Conti a «Si può fare»), ora Vanessa vorrebbe emulare (superare?) una superstar come Nicole Kidman, che ha appena impersonato la divaprincipessa in «Grace di Monaco». Il progetto della fiction si era arenato per mancanza di fondi ma, paradossalmente, proprio l’interesse suscitato dal film «concorrente» promette di smuovere le cose. «Sono fiduciosa. E poi si tratta di due piani molto diversi. Non solo perché la nostra è una fiction, ma anche perché racconta un periodo molto più lungo, e diverso, della vita di Grace Kelly. Partendo dalla giovinezza e dalle sue lotte per diventare attrice». Perché il personaggio la affascina tanto? «Era una donna forte che ha dovuto combattere contro molti ostacoli. Il padre era estremamente severo, e disapprovava la sua scelta di recitare. A quei tempi, per una famiglia ricca e conservatrice come la loro, era quasi disonorevole. Ma lei non si arrese». Anche lei ha dovuto lottare per fare l’attrice? «Non così tanto! Quello da modella ad attrice è stato un passaggio quasi naturale. Certo, ai primi tempi ero molto intimidita. Per placare la mia insicurezza ho fatto così tanti corsi di recitazione che alla fine ero andata “nel pallone”. Chi diceva una cosa, chi un’altra… non ci capivo più niente». E oggi invece? «Diciamo che non alzo più il ditino per chiedere di parlare. Quando si discute di una scena dico la mia, con il regista, con gli autori, con chiunque. E mi danno ascolto. Sento di essere cresciuta». Quanto l’ha aiutata la bellezza? «Non lo so. All’inizio molti mi dicevano “ti prendono solo perché sei bella” e questo mi feriva. Oggi lo dicono meno. Anche per questo ho studiato tanto. E comunque, se vi guardate intorno vedrete un sacco di donne belle, e non è che sono tutte attrici». Non rimpiange mai la sua «vita precedente», quella da modella? «La cosa più bella di quel periodo erano i viaggi. Con le sfilate ho girato il mondo, ho visto posti pazzeschi dove non sarei mai stata. Ma ora penso solo a recitare». Cos’altro bolle in pentola? «Tanti progetti, ma nulla di concluso, per cui non posso parlarne. E un cortometraggio che ho girato in Francia, “Reality plus”. Doveva andare a Cannes, ma non siamo riusciti a finirlo in tempo». Un programma in tv lo condurrebbe? «No. Non mi attira l’idea, e poi è un lavoro estenuante. Semmai vorrei cambiare il genere di ruoli che mi propongono. Sempre dolce, sempre sorridente…». La gente la ama per questo. «Lo so. La frase più ripetuta nei messaggi che mi mandano è: “Per me sei la ragazza della porta accanto”. E mi scrivono tutti, dallo scolaretto alla nonna che guarda “Cenerentola” mentre cucina. Apprezzo moltissimo il loro affetto». Però? «Però mi piacerebbe interpretare un personaggio più da cattivella. Una parte da donna tosta. Qualcosa alla “Erin Brockovich”, per intenderci ».