Valeria Marini: La showgirl e stilista si separa dal marito Giovanni Cottone e chiede Vannullamento del matrimonio alla Sacra Rota

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La notizia tiene banco da giorni: il 6 maggio, appena un giorno dopo il loro primo i anniversario di nozze, è stata fissata la prima udienza per la separazione tra Valeria Marini e Gianni Cottone. A seguirne legalmente laddio dall’imprenditore di origine sicula è lawocato Anna Maria Bernardini De Pace, la (quasi ex) nuora di Raoul Bova che ha curato i divorzi di tante celebrità. Ma non è tanto la rottura precoce del matrimonio della Marini ad aver fatto scalpore, quanto il particolare che, contemporaneamente alla procedura per la separazione legale sarebbe stata avviato anche lannullamento ecclesiastico delle nozze, davanti al Tribunale della Sacra Rota di Roma. A volerlo sarebbe, secondo gli intimi, proprio Valeria. Chi dice per la sua convinta religiosità e per il rapporto che ha costruito con monsignor Marco Frisina, insigne musicologo e autore di colonne sonore di tante fiction a tema sacro; chi, con una certa malevolenza, per tutelare la sua sicurezza patrimoniale. La Marini, infatti, avrebbe in questo momento una solidità economica ben maggiore del marito, che avrebbe subito una serie di dissesti. Perciò, in caso, di divorzio, magari potrebbe trovarsi nella situazione beffarda di dover sostenere Cottone. Solo pettegolezzi? La scelta se attivare o meno la procedura di annullamento del matrimonio, tanto per personaggi famosi come la Marini, tanto per persone comuni, in ogni caso, può essere segnata da molti dubbi. Anche perché molti aspetti della Sacra Rota sono poco conosciuti. Per saperne di più Adesso ha intervistato, Manuela De Sensi, avvocato canonista ed ecclesiastico. Avvocato, c’è il pregiudizio che Fannullamento si ottenga solo “pagando” ingenti somme? Che c’è di vero? «Vi è in effetti una più o meno radicata convinzione che per ottenere la dichiarazione di nullità del matrimonio da parte del tribunale ecclesiastico sia necessario e sufficiente, nello stesso tempo, pagare ingenti somme di denaro, in modo tale che la nullità sia qualcosa che si possano permettere solo i ricchi. Niente di più falso. Si tratta di un pregiudizio nel senso più genuino del termine, dovuto alla scarsa conoscenza che si ha comunemente in materia, frutto di retaggi culturali e di confusione. Da un lato, infatti, occorrono presupposti ben determinati affinché si possa introdurre la petizione di nullità dinanzi all’autorità ecclesiastica giudiziaria e dall’altro non vi è dubbio che i costi di una causa sono certi e contenuti. La Conferenza Episcopale, infatti, determina e aggiorna periodicamente le tariffe per tutti i tribunali, con la garanzia, tra l’altro, di un’esenzione totale o parziale per i soggetti non abbienti che si rivolgono alla giurisdizione ecclesiastica ». Quali sono le cause più ricorrenti che determinano la pronuncia di nullità della Sacra Rota? «I vizi del consenso matrimoniale, frutto della eccessiva superficialità con cui ci si accosta alle nozze: inevitabilmente la crisi dell’uomo moderno intacca l’essenza del matrimonio-sacramento. Non è un mistero che l’incapacità consensuale derivi in larga misura da vizi di carattere psichico legati a una grave immaturità o anche ad anomalie della personalità e della psiche che rendono impossibile per il soggetto portare avanti un progetto matrimoniale. Certamente diverse variabili di carattere geografico, sociale, culturale e ambientale incidono su questi dati. Solo per fare un esempio, è più facile che vi sia una declaratoria di nullità del matrimonio a motivo del timore reverenziale suscitato sulla persona prima delle nozze in zone socialmente e culturalmente depresse piuttosto che in territori più evoluti. Una mentalità divorzista e una cultura laica, inoltre, spesso fanno da cornice a tutti quei matrimoni nulli a causa della esclusione di una qualche proprietà essenziale o di un fine del matrimonio, dall’indissolubilità alla generazione ed educazione della prole, passando attraverso la fedeltà e la sacramentalifà del vincolo». Che differenza esiste tra divorzio e annullamento? «Tecnicamente occorre parlare di dichiarazione di nullità piuttosto che di annullamento poiché il processo di nullità è diretto ad accertare se il vincolo matrimoniale sia viziato o meno ab origine; in altre parole a verificare che il matrimonio-sacramento non sia mai nato. Il divorzio, invece, con riguardo al matrimonio concordatario (celebrato cioè davanti al sacerdote ma dotato di effetti civili in forza degli accordi Stato-Chiesa), fa cessare per l’appunto solo gli effetti del contratto, restando perfettamente valido latto con tutte le conseguenze che ne derivano sul sacramento. Il divorzio non ha alcun effetto per la Chiesa, nel senso che il sacramento nato validamente non può essere “cancellato” o posto nel nulla daltribunale civile che pronuncia il divorzio. È bene precisare che i due strumenti non sono surrogabili nel senso di poter scegliere liberamente luna o laltra via dal momento che il sacramento del matrimonio può essere dichiarato nullo, cioè come mai celebrato, solo se ricorrono i presupposti previsti dallordinamento canonico». I tempi di un divorzio sono più lunghi o sono più brevi di un annullamento? «Dichiarazione di nullità e divorzio riguardano ambiti diversi: il primo il matrimonio civile, il secondo quello religioso. Tuttavia la sentenza di nullità pronunciata da un tribunale ecclesiastico non è irrilevante per lordinamento civile, perché la stessa può essere dichiarata efficace in Italia grazie agli accordi tra lo Stato e la Chiesa. In tal modo la parte può evitare di intentare il giudizio di divorzio, risparmiando tempi e costi. È ben noto, infatti, che in Italia per poter divorziare occorrono diversi anni e non sempre lo si può fare agevolmente, soprattutto quando vi è conflitto tra le parti su questioni di ordine economico o legate alle modalità di affido dei figli». Che effetti determina Fannullamento e i figli nati da un matrimonio annullato hanno dei problemi? «La dichiarazione di nullità pronunciata dal tribunale ecclesiastico che viene dichiarata efficace nello Stato italiano fa venir meno ogni vincolo tra le parti, incidendo non solo sugli effetti ma anche sull atto, come se quel matrimonio non fosse mai stato contratto. Evidentemente ciò concerne solo il rapporto tra i coniugi, rimanendo del tutto inalterata la condizione di figli legittimi della prole nata dall’unione, che non subisce alcuna spiacevole conseguenza di ordine economico, morale o giuridico». Una persona che si è sposata giovane e ha avuto dei figli dalle prime nozze può ottenere Tannullamento e per quali ipotetiche motivazioni? «La nascita di un figlio non rende automaticamente valido un matrimonio impedendone la dichiarazione di nullità. Ogni situazione rappresenta una peculiarità e come tale va affrontata, ponderata e valutata alla luce dellordinamento ecclesiastico. Il mio consiglio è quello di affidarsi a persone esperte in grado di poter fornire la giusta consulenza e le dovute garanzie con tutto il rispetto e la deontologia necessaria per una materia così delicata che intacca la persona nella sua essenza».