Un’Angelo para il piccolo Rayan

di Vania Crippa Di professione fa l’agente di po lizia penitenziaria al carcere del Bassone di Como e di episodi b rutti, racconta, ne vede spesso. Eppure Luigi Barbanera, 45 anni, sposato, con due figli, giura che quella vissuta qualche giorno fa in via Milano a Cantù, centro artigiano in provincia di Como, è stata la situazione peggiore della sua vita. Una b ru tta avventura che, fortunantamente, ha avuto un lieto fine. E il merito è tu tto suo, di Luigi, del suo coraggio. Del suo altruismo. Ma lui minimizza: «È stato il destino, o forse Dio, che mi ha fatto passare da lì a quell’ora. Ho obbedito a una voce che mi è arrivata da dentro e sono andato fino in fondo». Lunedì 9 dicembre, primo pomeriggio. Luigi sta rientrando dal lavoro quando la moglie gli chiede di fermarsi a fare un bancomat. Mentre sta parcheggiando, davanti a sé vede una donna che invoca aiuto, singhiozza, è disperata. Agita un telefonino, nel tentativo disperato di chiedere soccorso. «Ho mollato la macchina e le sono andato incontro», ha raccontato l’agente. «A quel punto ho realizzato che non era lei ad avere bisogno, ma suo figlio: il piccolino era in piedi sul davanzale della finestra, al secondo piano della palazzina dove abitano, in bilico. Pieno di terrore, non faceva che chiamare la mamma ». Lei, una donna nigeriana, era uscita a stendere i panni e Ryan, u n vivace frugoletto di quasi due anni, aveva approfittato della sua assenza p er arrampicarsi su un divano e da lì sulla finestra, riuscendo ad aprirla. Le ante che si chiudono da sé, alle sue spalle, hanno fatto il resto: il bambino si ritrova intrappolato sul cornicione a più di sei metri di altezza. «In quella posizione è rimasto per parecchi minuti, mai fermo », ricorda l’uomo. «Ho capito che stava per cadere. Ho giocato per tan ti anni come portiere di calcio e mi sono preparato a… pararlo». Ryan vola verso l’asfalto, ma il suo personalissimo angelo, Luigi, è lì ad aspettarlo e ne a ttu tisce la caduta. Arrivano i soccorsi, avvertiti dalla folla che si è radunata sul posto, ma ormai tu tto è già accaduto. «Non era leggero quando mi è arrivato addosso, ma sono riuscito a prenderlo. Insieme, siamo caduti a terra. Il piccolo si è fatto un po’ male al volto, ha sb attuto contro la mia spalla, ma non sul marciapiede ». Luigi non lo dice mai ap e rtam en te, per via di quella modestia degli uomini abituati più al fare che all’apparire, ma lui a quel bimbo dalla pelle e dagli occhi neri ha salvato la vita. È l’Italia in tera a celebrare il suo eroico gesto. Il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozzero, ha annunciato l’intenzione di volere insignire Barbanera dell civica benemerenza municipale, “perché esistono persone che hann o ancora a cuore il prossimo”, e da Roma il guardasigilli Annamaria Cancellieri ha pubblicamente elogiato l’agente e avviato la pratica per il conferimento di un encomio. Ma per Luigi, c’è da scommetterci, è la stre tta di mano di Jessica ed Ehis, i genitori di Ryan, il dono più bello. Loro che, il giorno do po, h an n o voluto rivederlo p er dirgli in un italiano ancora zoppiccante: «Grazie, grazie, grazie». Poche parole. Dal cuore. E pare proprio che il bimbo che Jessica p o rta in grembo, il fratellino di Ryan, si chiamerà Luigi. In omaggio al “salvatore” di famiglia.