Una Grande Famiglia 2, Sonia Bergamasco: “Con il lavoro voglio far riflettere il problema sull’omofobia”

mla term paper By on 5 novembre 2013
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top 10 topics for research papers Tra i tanti personaggi che animano le vicende di Una grande famiglia 2, fiction campione d’ascolti di Raiuno, Laura Rengoni è sicuramente uno dei più complessi: abile avvocato, di sani e saldi principi che la vita ha obbligato a mettere sempre in discussione per le persone che ama. Un ruolo di cui va fiera la sua interprete, Sonia Bergamasco, che in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione della serie Tv con Alessandro Gassmann, Stefania Sandrelli e Stefania Rocca, ci racconta qualche aneddoto legato alla lunga lavorazione della serie. Sposata con il collega Fabrizio Gifuni, con il quale tornerà presto a recitare in teatro, e mamma di due figlie, Valeria e Maria, l’attrice ci svela le emozioni legate a una gratificante esperienza professionale vissuta quest’estate in Russia. «Laura si toglie la corazza» Sonia, nella seconda stagione di Una grande famiglia, la “tua” Laura sta mettendo in luce il suo carattere. «Il mio personaggio ha tantissime sfaccettature. È stato bello capire il mondo di questa donna così rigida, ottusa e delicata, malgrado la sua corazza. Nella seconda stagione, finalmente questo “guscio” comincia a mostrare delle crepe, in maniera tale che in lei si possano intravedere anche dei momenti di commedia». Ti aspettavi che Una grande famiglia piacesse così tanto? «Tutti quelli che partecipano a un progetto si augurano che venga amato dal pubblico, però, in tutta onestà, non mi aspettavo che Una grande famiglia potesse ottenere così tanto successo. Per lo meno, non in questa misura. Certo, sceneggiatori e interpreti ne conoscevano il potenziale e sono consapevoli di aver lavorato bene. Ognuno di noi, infatti, ha saputo soffermarsi sulla ricchezza dei particolari. Di conseguenza, sono orgogliosa di aver potuto lavorare sodo per una serie interessante e ben fatta come questa». Quanto c’è di Sonia in Laura? «Spero non troppo!». Laura, ad esempio, non divorzia perché verrebbe meno ai suoi principi religiosi… «Ecco, questo non lo farei mai. Ci sono molti punti che mi distinguono da Laura. Ma è un bene per chi fa l’attore. Se interpretassimo sempre personaggi che ci assomigliano, dalla seconda volta in poi sarebbe noioso, sia per l’interprete sia per il pubblico». Che cosa porterai sempre nel cuore di Una grande famigliai «L’incontro con un’associazione di genitori con figli omosessuali (il personaggio di Nicolò, che nella fiction è il figlio di Laura, nella prima stagione confida alla madre di essere gay. Così, nella seconda serie, la donna si rivolge a un gruppo di sostegno, ndr). Mi ha fatto molto piacere conoscere questa bella realtà». «Sono una donna* fortunata» Quello dell’omosessualità è un tema molto attuale, e i recenti casi di cronaca lo dimostrano. «Sono contenta se, grazie al mio lavoro, viene mossa anche solo un poco la sensibilità delle persone rispetto a queste tragedie e rispetto alla profonda ignoranza di molta gente. Questo vale sia per l’omofobia sia per qualsiasi altro tipo di violenza che si attua nei rapporti umani. Non so quanto possa dare, a riguardo, un personaggio e una storia raccontata in questo modo. Però, se può essere d’aiuto, sono contenta». Il tuo curriculum sembra non finire mai, tra cinema, teatro e televisione. Come nasce la tua passione per la recitazione? «E un mestiere che mi rende felice, e per questo mi considero una donna molto fortunata. Recitare mi permette di fare un lavoro che amo e che desidero continuare, malgrado le numerose difficoltà che riscontriamo. Però, fare l’attore è meraviglioso». «Ho interpretato Anna Karenina» Altri progetti professionali all’orizzonte? «Ricomincerò a portare in palcoscenico Karenina – Prove aperte di infelicità, con la regia di Giuseppe Bertolucci, uno spettacolo teatrale che è già al suo terzo anno di ripresa. In scena sarò sola e sarò in tournée per tutta Italia, dopo aver proposto lo spettacolo pure in Russia. Non solo: reciterò, sempre a teatro, anche ne Il piccolo principe insieme a Fabrizio Gifuni (suo marito, ndr) e a Rodolfo Rossi. Sono due professionisti straordinari. Anche in questo caso si tratta di una ripresa, grazie alla quale continuerò a girare per il Belpaese. E, poi, c’è un nuovo progetto a cui tengo tantissimo». Ci potresti dare qualche anticipazione? «E un audiolibro a cui ho collaborato, che è uscito di recente, tratto da II ballo di Irène Némirovsky. Successivamente, da questo stesso | progetto, nascerà anche uno | spettacolo che verrà rappresentato a teatro». DelPesperienza russa dii Karenina – Prove aperte 1 di infelicità, quale ricordo [ conservi? «Quest’estate sono statai a Jasnaja Poljana, la casa -J museo di Lev Tolstoj, autore di Anna Karenina, dove si I teneva un Festival dedicato al grande scrittore. Come si può immaginare, per me è stato davvero emozionante! portare in scena il personaggio della Karenina a ottanta j metri dalla casa di chi l’aveva inventato. Diciamo che,| per un’emozione di questo] tipo, è valso il mio viaggio fino in Russia! Avendo) studiato in modo così approfondito il romanzo di Tolstoj, una volta giuntai sul posto, mi è sembrato di conoscere da sempre quei luoghi. Ho provato una sensazione straordinaria». A proposito di Anna Karenia: il 25 novembre, sul Raiuno, Vittoria Puccini vestirà i panni del celebrel personaggio di Lev Tolsto in una fiction omonima. Ti sarebbe piaciuto cimentarti con un progetto di questo tipo? «Ci sono state tantissime trasposizioni di Anna Karenina, sia al cinema che in televisione. Ecco, la miai Karenina – Prove aperte di infelicità, se così mi è consentito dire, non è l’ennesima trasposizione della storia in breve. Non a caso, in scena, sono sola con uni pianoforte. Il mio è un racconto di come Anna nasce, non un riassunto della sua vicenda».

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