Una grande famiglia 2: Primo Reggiani fa un paragone tra la sua vita e quella del personaggio che interpreta

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Avrebbe dovuto debuttare al teatro Sala Umberto di Roma con Lo sfascio, uno degli spettacoli più attesi della nuova stagione. Ma la recente perdita di suo padre Aldo, scomparso il 26 settembre, noto per aver interpretato numerosi successi tra cui La freccia nera al fianco di Loretta Goggi, ha spinto Primo Reggiani a rinunciare al suo ritorno sul palcoscenico e a prendersi una pausa dal lavoro. «Diventerà più responsabile» Ma i suoi fan hanno comunque di che consolarsi: infatti, è su Raiuno tra i protagonisti di Una grande famiglia 2, che vede nel cast, tra gli altri, Alessandro Gassmann, Stefania Sandrelli, Gianni Cavina, Stefania Rocca e Sarah Felberbaum. «Sul set siamo stati tutti molto bene. Ho avuto l’opportunità di collaborare con un gruppo affiatato di straordinari professionisti», racconta Primo, che abbiamo incontrato alla conferenza stampa di presentazione della seconda stagione della fiction. E che, di recente, è stato “pizzicato” in teneri atteggiamenti con l’ex Velina bionda Giulia Calcaterra. Puoi anticiparci che cosa accadrà a Stefano Rengoni, il tuo personaggio in Una grande famiglia 2? «Verrà finalmente responsabilizzato dalla famiglia. Nella prima serie, invece, era protetto da tutto quello che gli succedeva intorno. Sarà sempre più coinvolto da suo fratello maggiore, Edoardo (Alessandro Gassmann, ndr), in un progetto, e per questo avrà un ruolo molto importante in tutta la storia. Inoltre, troverà anche l’amore grazie a un misterioso personaggio che entrerà in scena». Ci racconti un episodio curioso accaduto durante le riprese della fiction? «Sono successe talmente tante cose! Tra la prima e la seconda stagione abbiamo girato per ben dodici mesi. Ricorderò sempre la serenità che si respirava sul set. Spesso, specialmente durante la lavorazione di progetti a lunga serialità, capita che, verso la conclusione, il regista cominci ad agitarsi, magari a causa di eventuali pressioni che gli arrivano dalla rete. A noi non è accaduto: anche durante la preparazione delle ultime puntate conservavamo l’entusiasmo che avevamo a inizio riprese. Questo mi ha sicuramente aiutato a fare bene. Per poter esercitare al meglio il proprio mestiere, un attore deve essere messo in una condizione di tranquillità assoluta». «Un nucleo così unito è raro» La prima stagione di Una grande famiglia ha avuto successo, e anche le prime puntate della seconda serie stanno mettendo a segno ottimi ascolti. Come mai questa fiction è così amata dal pubblico? «A mio parere, la serie piace perché la trama ruota intorno a una famiglia molto unita. E credo che sia raro trovare un nucleo familiare così complice, al giorno d’oggi…». Quanto ti assomiglia Stefano? «In tutti i ruoli che ho avuto modo di interpretare finora, ho messo sempre qualcosa di me. Allo stesso modo, mi rimane sempre qualcosa dei personaggi che ho portato in scena. In particolare, Stefano è cresciuto nella bambagia e in questo non mi riconosco assolutamente. Da parte della mia famiglia non ho avuto la stessa protezione che ha ricevuto lui dalla sua». «Sono in pausa di riflessione» Oggi sei diventato un attore molto popolare. Hai faticato tanto per ottenere la notorietà? «In realtà, io non mi sento “arrivato” da nessuna parte. Non ho mai considerato il mio percorso professionale come se fosse una pista con un traguardo da raggiungere. Cerco semplicemente di vivere, dedicandomi anche al mio lavoro. Sono nato in una famiglia di attori (sua madre, Caterina Costantini, è molto apprezzata a teatro, ndr), di artisti, di persone che hanno una visione della vita più colorata rispetto agli altri. E questa è sicuramente una grande fortuna». Quale traguardo professionale ti auguri di raggiungere? «Mi piacerebbe, almeno una volta nella vita, ricevere una nomination al Premio Oscar. Sto scherzando, ovviamente! Però, più che pormi degli obiettivi di lavoro, direi che non mi sono posto limiti». Come guardi al tuo futuro? «In questo momento della mia vita mi sono volutamente concesso un paio di mesi di pausa per riprendere contatto con la realtà. Vorrei fermarmi un secondo. E poi, quando tornerò sulla terra, vi farò sapere…». Pubblico e addetti ai lavori, ti riconoscono una straordinaria umiltà. E un valore che ti ha insegnato la tua famiglia? «Credo che sia un fatto di carattere. Certo, ho avuto la fortuna di crescere con dei genitori che mi hanno sempre fatto vivere in questo ambiente, senza mai considerarlo come una cosa speciale. Per il resto, ho sempre cercato di mantenere le amicizie di sempre e di non farmi accecare dai flash».