Tv pieghevoli e sensori Ecco le tecnologie su misura

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Da mamma-tv a mamma digitale che dalla tv ci parla. I sensori elettronici stanno cascando a pioggia nella nostra quotidianità, e nel caso del gadget Mother della francese Sen.se assumono proprio il rassicurante aspetto genitoriale, e ci parlano attraverso la miriade di schermi che ci circonda. Schermi che non solo si moltiplicano come numero, ma stanno anche cambiando forma. Se gli smartphone prima e i tablet dopo hanno raddoppiato il nostro rapporto con una finestra aperta su una realtà alternativa a quella che ci circonda, esclusiva assoluta della tv per decenni prima dell’arrivo dei computer, a cominciare dagli orologi per arrivare a occhiali, braccialetti e cruscotti d’auto «smart», la nostra attenzione sarà richiamata da informazioni che ci arrivano in continuazione su schermi che vanno dai due agli oltre 100 pollici. Schermi che stanno prendendo tutta un’altra piega, letteralmente: anticipato nei mesi scorsi da Samsung ed Lg con i primi televisori e smartphone, il trend della fiera dell’elettronica di Las Vegas, destinato a uscire dai padiglioni del Ces (Consumer Electronic Show) per arrivare nelle nostre vite entro qualche settimana, è quello degli schermi curvi. Ma i due colossi coreani, nella classica marcatura a uomo che li contraddistingue, sono voluti andare oltre presentando al pubblico anche i primi schermi «pieghevoli». Non parliamo ancora di tv che si racchiudono su se stesse per essere messe in valigia (la direzione è quella e di questo passo ne parleremo tra un anno), ma di tv che con un tocco sul telecomando passano dall’essere piatte a diventare curve, e viceversa. La mossa a sorpresa della fiera è stata eseguita dalle due multinazionali probabilmente per confermare di essere leader del settore, un passo ancora avanti rispetto ad altri marchi che in Nevada hanno portato televisori curvi, come le cinesi Haier e Changhong. Mentre il prototipo da 77 pollici è stato presentato da Lg in sordina, Samsung ha voluto, e ottenuto, gli applausi quando il suo 85” Oled, senza neanche un ronzio, da piatto si è curvato su se stesso. In attesa di capire quali benefici di visione questi schermi curvabili (e quelli curvi in generali) possano davvero portare al pubblico di casa, il colpo di teatro dei manager di Seul ha almeno in parte cancellato la pessima figura fatta da Michael Bay: il regista di Transformers, salito come testimonial sul palco di Samsung, ritrovandosi senza l’aiuto del gobbo, è rimasto letteralmente senza parole ed è fuggito farfugliando delle scuse. Se non lui, dunque, saranno almeno i suoi film adrenalinici a riempire di contenuto questi televisori. Ma programmi e serie tv, rigorosamente con qualità 4K, l’ultima frontiera della risoluzione video — proposta quest’anno a Las Vegas anche da Netflix, il servizio in streaming che nel 2014 arriverà anche in Italia —, non saranno l’unico materiale a fare capolino dagli schermi. Saremo noi stessi a rimpolpare il «palinsesto », e non parliamo solo di foto e video che escono dalla nostra creatività espressa attraverso telefoni, smartwatch ed action cam, ma delle informazioni su di noi raccolte, elaborate e veicolate dalla miriade di sensori che ci circonda. Ne indosseremo — su telefoni, orologi e vestiti — e ne useremo — annegati in gioielli, spazzolini da denti e racchette da tennis — sempre di più e sempre più spesso. E gli oggetti «smart» e connessi alla Rete raccoglieranno i nostri dati per poi raccontarci sugli schermi come stiamo fisicamente o se la nostra apertura sul dritto è abbastanza anticipata. Un concetto interessante che esce dal Convention Center è quello di «Personalizzazione di massa», il nuovo passaggio della rivoluzione digitale. Non solo il riscaldamento e l’illuminazione di casa che si adeguano alle nostre esigenze, raccolte attraverso i sensori, ma il «taglio su misura» degli oggetti che usiamo. Che siano gadget elettronici, è il caso dello smartphone personalizzabile di Motorola, oppure di arredi per la casa o giochi per i bambini. A questo pensano le stampanti 3D, da quelle casalinghe sempre più economiche e facili da usare, a quelle professionali e ai servizi online che raccolgono i nostri progetti in digitale per poi recapitarli, realizzati, direttamente a domicilio.