TV: Addio dalla Colò alla Venier

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http://www.mainframechina.com/distinction-on-resume/ Crudele e spietato. Il mondo dello spettacolo un giorno ti o- sanna, il giorno dopo ti emargina. Ne sanno qualcosa i personaggi che sono stati pregati, più o meno gentilmente, di togliersi dal video: i giri di poltrone e le novità della prossima stagione tv sono tanti, con uscite eccellenti e feriti sul campo. Raitre ha cancellato, senza una telefonata al conduttore, La tredicesima ora di Carlo Lucarelli. Mentre Licia Colò ha perso Alle falde del Killmangiaro, ma almeno è stata avvisata prima. Grande delusione anche per Lorella Cuccarini, che già si vedeva su Raiuno in A torto o a ragione: è il programma che prenderà il posto di Verdetto finale, alla cui guida c’era Veronica Maya. Invece non è stata scelta: in questi giorni si svolgono i provini per trovare il nuovo conduttore. Che dire di Mara Venier? Dopo un anno di ascolti deludenti con Domenica in, è in una precaria attesa tra Rai e Media- set: la (sua) trasmissione è affidata a Pino Insegno e Paola Perego. Amareggiata pure Lorella Landi, tuttora incapace di accettare la grande perdita di ben due talk show: Unomattina magazine e Le amiche del sabato. «Di intoccabile non c’è più niente, soprattutto nel mondo della televisione. Alcuni personaggi sono stati miracolati per anni e, semmai, siamo noi telespettatori a essere in credito nei loro confronti», dice a Nuovo Aldo Grasso, giornali-, sta e critico televisivo del Corriere della Sera. «Se gli esclusi sono bravi, possono fare altro.

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http://casinoguider.com/?p=college-essay-on-education Licia-Colo_h_partbMi dispiace per Lucarelli, però non aveva ascolti e faceva sempre lo stesso programma. Dal punto di vista di Rai- tre è una scelta giusta. Non ci vedo nulla di scandaloso». In un mondo dove persino una colonna della Rai come Bruno Vespa deve guardarsi le spalle (pare che dovrà cedere il lunedì a Petrolio di Duilio Giammaria) pochi riescono a superare le dure prove che la selezione della specie impone ai conduttori. «Perdere la propria trasmissione è uno shock: la Tv, come tutti sanno, è una droga», spiega Carlo Freccero, appena nominato direttore artistico del Roma- FictionFest. «Per Lucarelli il problema non è grave: è uno scrittore, un saggista, uno che fa inchieste e ha un mestiere che va oltre la televisione. Licia Colò ha grandi possibilità di collocazione in qualche rete digitale come Discovery. Lorella Cuccarmi ha tutto un mondo: teatro, commedie musicali, manifestazioni. Per artisti come questi, il prezzo non è troppo pesante. Per chi, invece, non ha professionalità, si aprono scenari disastrosi». Negli ultimi anni, infatti,molti personaggi sono diventati famosi, per poi sparire dal video dopo una stagione o poco più. «Chi vuole sfondare si deve abituare a fare tanta gavetta. Io ho commesso grossi errori, dando la possibilità a persone che non sapevano fare niente di diventare star molto popolari. E loro, con il successo, si sono rovinati», racconta Lele Mora, ex grande agente dei vip dello spettacolo. Comunque è un ciclo che si ripete. A parte le meteore create dall’era dei reality show, esiste una categoria di professionisti che negli anni Ottanta e Novanta ha segnato un’epoca. Sono divi ancora amati dalla gente. Personaggi che hanno fatto la storia della Tv.

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http://sepexsemarang.com/?p=do-my-homework%2Fwrite-my-paper Come Patrizia Rossetti, a lungo il volto di Retequattro. Stakanovista del video, la conduttrice andava in onda dieci ore al giorno, quasi tutti i giorni, per 11 mesi l’anno. Nel 1996, però, il nuovo direttore dell’emittente, Vittorio Giovanelli, cambiò la linea editoriale e la Rossetti fu e- marginata. «All’inizio l’ho presa male, però alla fine è stata un’esperienza che mi ha fatto bene: non si dovrebbe essere sempre in video, si rischia di annoiare», ammette Patrizia. «Mi sono chiesta a lungo dove avessi sbagliato e, dopo un esame di coscienza, ho concluso che la mia trasmissione funzionava e mi sono assolta», prosegue. «Qualcosa di simile è successo a Licia Colò, capisco che ora lei sia arrabbiata. Ma nel mondo della Tv, quando cambiano i vertici, cambiano anche le ruote. Le raccomanderei di volersi bene, di dedicarsi alla famiglia e di stare tranquilla, perché, dopo tanti anni di grande professionalità, non sarà dimenticata». Idea condivisa da Alessia Merz, showgirl in ascesa che ha mollato tutto per sposarsi e avere bambini. «C’è un’enorme differenza tra scegliere di sparire dal video ed essere obbligati a farlo», sottolinea. «Quando la rete non rinnova un contratto, può essere molto doloroso. Forse si potrebbe vivere come un’opportunità per passare più tempo con se stessi, con il marito e con i propri bambini. Affetti che questo meraviglioso mestiere, spesso, ti porta a trascurare». A Gabriella Golia, annunciatrice di Italia 1 dal 1982 al 2002, invece, manca qualcosa ancora oggi. «Per chi è sempre stato abituato a lavorare, non è facile. Non si tratta soltanto di riflettori spenti, ti manca proprio l’impegno quotidiano», confida. «Io, poi, non ho messo le basi per un’attività alternativa.

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next E, in età giovanile, non ho sfruttato il mio nome a fini commerciali». Susanna Messaggio, conduttrice e volto storico di Canale 5, invece, ha sempre avuto pronto un piano B. «Non ho mica scelto io di allontanarmi dalla Tv. Si tratta di un lavoro molto precario, purtroppo, e c’è sempre qualcuno pronto a occupare il tuo posto. L’ideale sarebbe crearsi una doppia attività: oltre all’impegno nel mondo dello spettacolo, costruirsi una carriera concreta nel mondo reale», suggerisce la Messaggio, che oggi è titolare di un’apprezzata a-genzia di pubbliche relazioni e uffici stampa. Protagonista della Tv dal 1997 al 2001 con Furore, programma musicale della Rai, Alessandro Greco non nasconde quanto gli manchi il pubblico: «Il conduttore diventa come uno di famiglia. E sente il bisogno di creare e alimentare una relazione costante con il suo pubblico», spiega. «In mancanza di questo, si deve rimanere sereni e andare a- vanti. Ciò significa anche accettare collocazioni lontane dalle proprie corde, dimostrando così di avere una spiccata capacità di adattamento». Diverso l’approccio di Paolo Limiti, paroliere, autore, memoria storica dello showbiz internazionale e produttore tv, prestato per anni con successo al piccolo schermo come conduttore. «Se non sei malato di lucet- ta rossa (quella che si accende sulla telecamera quando sei in onda, ndr) e non ci sono le condizioni per continuare a fare televisione come ti piace, te ne vai», afferma. «Ora ci sono troppi personaggi che durano lo spazio di un mattino e altri che vanno inspiegabilmente in onda: gente che fa brutte trasmissioni con ascolti bassi. Perché? La risposta è facile, ma è meglio non darla per evitare querele…».

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