Tragedia nel giorno del Sic,morto Romboni

http://marylanduniqueproperties.com/?p=essay-about-career-goals By on 1 dicembre 2013
Sic SupermotoDay 30 novembre e 1 Dicembre

http://localleadermarketing.com/?q=homework-help-figurative-language Doriano Romboni era un pilota coraggioso. A 44 anni, anche se non correva più dal 2004, non aveva cambiato lo stile e l’atteggiamento che lo avevano portato a una bella carriera nel Motomondiale, sei Gp vinti, un titolo iridato sfiorato, sfide epiche con Biaggi e Capirossi, la stima di tanti tifosi che in lui hanno sempre ammirato il rider di carattere e di cuore. Così, quando ieri al kartodromo Sagittario di Latina, in una giornata di sole che sembrava fatta apposta per correre, ha perso il controllo della sua moto, Doriano ha provato a restarle attaccato. Forse, lasciandola, si sarebbe salvato. Forse. Ma in quesi casi comanda l’istinto. Lo stesso che guidò Marco Simoncelli a Sepang il 23 ottobre 2011, quando restò aggrappato alla sua Honda, scivolò all’interno della pista e venne investito da Valentino Rossi e Colin Edwards, morendo sul colpo a 24 anni. Doriano ieri era lì proprio per ricordare il Sic: una gara di beneficenza in Supermotard per la Fondazione Simoncelli, un giorno di ricordi e sorrisi con gli amici e il papà di Marco che sarebbe arrivato oggi per assistere alla gara. Invece, alle 13.50, il dramma, in un perverso remake della scena di Sepang. Durante il secondo turno di prove, Romboni fa un errore nel cambio di direzione, scivola, esce di pista, attraversa il prato—un piccolo tratto di 4/5 metri, senza protezioni— e piomba dentro l’altro tratto che corre parallelo al primo in senso inverso. È un attimo: Gianluca Vizziello, 33 anni, non può farci niente. L’impatto è terrificante. «Non l’ho praticamente visto — dirà sconvolto —. Ho sentito solo un colpo fortissimo ». E letale. La gara si ferma subito, Romboni viene sottoposto a massaggio cardiaco per undici minuti poi, intubato, viene portato in eliambulanza all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. La Tac riscontra un edema cerebrale, Doriano è in coma, nell’unità di rianimazione tentano l’impossibile. Al kartodromo Sagittario crescono tensione e paura. Max Biaggi—ex rivale di Romboni negli anni Novanta, quelli delle battaglie in 250 insieme a Capirossi e Reggiani, magnifici attori della generazione più bella del nostro motociclismo—è anch’egli presente alla manifestazione e twitta: «Ragazzi disastro alle prove della gara di Latina Sic Supermoto day. Romboni caduto in pista è in coma. Ora in ospedale, io prego che si risolva ». Speranza vana. Poco prima delle 18 arriva infatti la notizia della morte: Doriano lascia la moglie e tre figli, due dei quali presenti a Latina. Gli organizzatori avevano deciso di far disputare comunque la gara per sostenere la famiglia di Romboni. In serata però la Federazione motociclistica italiana ha deciso di annullarla «in doveroso segno — ha dichiarato il presidente Paolo Sesti—di lutto e di rispetto per Doriano e la sua famiglia, alla quale siamo vicini nel dolore. Con Doriano perdiamo un generoso pilota, una persona di assoluto valore e un grande tecnico amato e apprezzato da tutto l’ambiente internazionale ». Restano le consuete polemiche sulla sicurezza: «In quel punto la pista non è molto sicura — ha detto Danilo Petrucci, pilota di MotoGp che era in pista con Romboni —. Tra un tratto e l’altro ci saranno quattro metri: finire contromano è facilissimo. Non so se si può parlare di fatalità. Secondo me l’incidente si poteva evitare». Il dibattito continuerà. Ma ormai è troppo tardi.

http://cheapfetish.com/?q=complete-dissertation-quickly