Traffico web gonfiato sul Corriere.it Giornalisti in rivolta

best essay services By on 7 giugno 2014

http://twogethercoaching.com/?p=help-me-rephrase-my-thesis-statement L’accusa è pesante e ha riacceso lo scontro fra i giornalisti e il vertice di Rcs. Secondo la rivista Wired , il Corriere della Sera avrebbe gonfiato il traffico del proprio sito internet cor – riere. it con l’acquisto di clic creati in automatico. “Oltre a generare pagine e utenti in realtà inesistenti, tale pratica ha provocato anche l’erogazione a vuoto di banner pubblicitari sulla homepage del Corriere della Sera e di preroll, gli spot video, su Corriere Tv. Gli inserzionisti hanno dunque commissionato (e pagato?) campagne almeno in parte invisibili”. Difficile quantificare quanto traffico fasullo sia stato generato. Tuttavia il 17 aprile è uno dei giorni in cui si è verificato il sorpasso ai danni di repubblica. it : 2 milioni 615mila utenti contro 2 milioni e 600 mila, 33 milioni di pagine rispetto a 31. Alla richiesta di Wired di spiegazioni in proposito, Rcs ha dichiarato che quanto accaduto è una pratica “molto poco pertinente ed estranea alla nostra cultura” e che “non c’è stato nulla di fraudolento da parte nostra. Abbiamo comprato traffico in modo trasparente per far conoscere il prodotto. Il fornitore ha deciso a nostra insaputa di accelerare l’erogazione nei giorni di Pasqua. Quando ci siamo resi conto che non si trattava di quel che avevamo concordato abbiamo interrotto la fornitura”. L’amministratore delegato di Rcs Mediagroup, Pietro Scott Jovane, da parte sua ha precisato: “Trattandosi di un tema di marketing non ero a conoscenza dell’accaduto”. Ma la difesa non ha convinto i giornalisti, anzi. Con un comunicato pubblicato ieri sul Corriere della Sera, il comitato di redazione di via Solferino ha sottolineato come un conto sia intercettare contatti aggiuntivi ed effettivi, un altro gonfiare fraudolentemente i volumi di traffico. Per questo il cdr ha chiesto all’azienda un chiarimento formale individuando eventuali responsabilità, riservandosi di assumere ulteriori iniziative di protesta. “Del resto – viene poi aggiunto nel comunicato sindacale – stupiscono i continui errori di comunicazione dell’amministratore delegato. In una recente intervista ha sostenuto, sempre per restare in tema di online e dintorni, che repubblica. it sarebbe il “benchmark”, cioè il modello di riferimento del Corriere . Come può l’amministratore delegato di una delle più grandi aziende editoriali europee coltivare questa sudditanza culturale nei confronti del proprio diretto concorrente? “. Intanto, nella battaglia fra il direttore Ferruccio de Bortoli e Scott Jovane, il caso dei “clic fantasma” segna un punto a favore del primo.

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