Tomaso Trussardi: “Volete chiamarmi signor Hunziker? Fatepure, tanto io sò quanto valgo”

business plan travel agency By on 20 febbraio 2014
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Thesis Editing Services Sydney Ha il viso angelico e sguardo rassicurrante. Però Tomaso Trussardi nasconde un lato da vero “cattivo”: uscirà allo scoperto quando vedremo il rampollo di casa Trussardi vestire i panni di giudice in Project Runway, il talent show sulla moda appena realizzato e che andrà in onda dal 26 febbraio sul canale Sky FoxLife, alle 21. Il giovane imprenditore, divenuto noto al grande pubblico per la sua storia con Michelle Hunziker (lo scorso ottobre l’ha reso padre della piccola Sole), è uno dei tre giurati del programma, con la top model Èva Herzigova, che è anche conduttrice, e una stilista italiana molto amata, Alberta Ferretti. «Mi baso sulla mia professionalità» A Nuovo, che lo ha incontrato in occasione della presentazione milanese del programma, Trussardi ha parlato del suo debutto in Tv e dei progetti con la compagna: la coppia si sposerà la prossima estate e sono in tanti a scommettere che sarà uno dei matrimoni più attesi e chiacchierati dell’anno. Tomaso, che cosa ti ha spinto a tuffarti in questa esperienza televisiva? «Premetto che mi è sempre piaciuto il programma americano, di cui non ho mai perso una puntata. Quando mi è stato proposto, ho deciso di accettare la sfida perché sapevo che si trattava di un programma serio. Noi prestiamo la nostra professionalità per dare valore aggiunto a quelle persone che vogliono entrare nel mondo della moda. Però per farlo dovranno davvero dare il massimo». «Chi vincerà lavorerà con me» Tra i premi in palio c’è il contratto, della durata di un anno, nell’ufficio creativo di Trussardi. Insomma, una bella chance per un giovane… «Sfortunato chi vincerà, perché lavorare da noi non sarà certo facile (sorride, ndr)\ Questa trasmissione è preziosa perché dà la possibilità a tutti quelli che partecipano di rendersi visibili alPinterno del sistema e del mondo della moda». Sei considerato uno dei giudici più cattivi. Questa definizione ti calza a pennello o ti sembra esagerata? «Sì, dicono che sono il giudice cattivo. Io aggiungo che tutti e tre lo siamo un po’. Perché, ribadisco, siamo professionisti che hanno deciso di mettere a disposizione la loro competenza aH’interno di un programma. Siamo molto esigenti. Io sono stato, come gli altri, il più naturale possibile. Comunque obiettivamente sarò un po’ cattivo e un po’ giusto. Le critiche che abbiamo mosso sono andate nella direzione della costruzione e non della demolizione. I ragazzi sono stati seguiti e hanno dimostrato grandi miglioramenti durante le puntate». In questo periodo in Tv ci sono giudici severi come Flavio Briatore in The Apprentice e Joe Bastianich in MasterChef. Ti senti simile a loro? «Briatore ha più del doppio dei miei anni, quindi non c’è paragone. Lui è stato un imprenditore di successo molto più di me. E poi The Apprentice è concentrato sulla figura di Briatore, mentre Project Runway è un format valido che esiste di per se stesso. Bastianich, invece, fa una professione completamente diversa dalla mia». «Non ci sono invasioni di campo» Tu sei il compagno di una delle protagoniste della nostra Tv, Michelle Hunziker. Quali consigli ti ha dato per affrontare le telecamere? «Non c’è un segreto che mi ha svelato. Mi ha consigliato come pormi e, soprattutto, di essere il più naturale e spigliato possibile. Stare davanti alle telecamere è stato molto difficile. Almeno all’inizio». E se, un giorno, anche la tua Michelle facesse un’invasione di campo, dedicandosi alla moda? Tu come la prenderesti? «Io non ho invaso nessun campo, visto che non conduco Striscia la notizia! Piuttosto propongo sul piccolo schermo quello che faccio già quotidianamente, come lavoro. Ma nel nostro focolare domestico e nel corso dei vari confronti che abbiamo avuto sul mio rapporto con le telecamere e la mia partecipazione al talent, lei ha fatto diversi commenti positivi. Ne sono felice. Se lei dovesse buttarsi nella moda? Nel caso avesse successo, ben venga. Moda e spettacolo, tra l’altro, sono piuttosto collegati…». Quando vostra figlia Sole diventerà più grande, la metterai in guardia dal mondo della moda e da quello della Tv? «Non saprei. Quando comincerà ad avere le idee chiare, allora ci penserò. Però se un giorno volesse fare davvero la modella, io, da stilista, valuterò». Che cosa rispondi ai maligni quando sostengono che, se tu non fossi stato il compagno della Hunziker, non saresti mai stato chiamato dalla produzione? «Io e Michelle abbiamo due personalità e due professionalità ben distinte. Tenendo conto della qualità del programma e della qualità dell’emittente televisiva che lo propone, non credo proprio che 10 sia stato scelto perché sono 11 suo compagno…». Ti offendi se ti chiamano “signor Hunziker”? «Assolutamente no. Perché dovrei? Chiamatemi come volete». «Amiamo l’eleganza, ma… rilassata» Molto presto tu e Michelle vi sposerete. È vero che il suo abito sarà firmato Trussardi? «Ovviamente Michelle vestirà Trussardi! Come sarà l’abito? Lo vedrete al momento opportuno. Comunque la mia compagna, per la sua apparizione ai Die Goldene Kamera, ha già indossato un abito che mia sorella Gaia, direttore creativo della nostra azienda, ha realizzato apposta per lei. Sono certo che Michelle e Gaia collaboreranno anche per la scelta del vestito da sposa e ne verrà fuori una creazione degna del nostro nome». Tornando al tema della moda: che cosa, secondo te, non si dovrebbe mai indossare in Tv? «Ognuno ha il suo stile e per questo si espone a critiche positive e negative. Noi notiamo, però, che c’è sempre chi non indossa nulla e chi è troppo coperto. Io vengo da una famiglia che ha fatto dell’eleganza, negli anni, il punto di forza. La nuova generazione del marchio che rappresento sta continuando a puntare sull’eleganza attraverso uno stile contemporaneo. La chiamiamo eleganza rilassata, cioè senza sforzo». Hai un augurio per il futuro tuo e di Michelle? «Di continuare a essere sereni. Io sono molto contento di quello che ho. Ho realizzato gran parte dei miei sogni».

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