Tomaso Trussardi: “Il confronto tv con Briatore? Lui ha il doppio dei miei anni”

Sarà per colpa della deformazione professionale. Ma Tomaso Trussardi, amministratore delegato dell’omonima prestigiosa casa di moda italiana nonché compagno della showgirl Michelle Hunziker (che lo scorso 10 ottobre gli ha regalato la gioia di diventare padre della piccola Sole), non ama particolarmente le “etichette”, almeno quelle che gli altri cercano di affibbiargli. Anche se, soprattutto adesso che è un personaggio televisivo, ha il dovere di passarci sopra. Una prova del suo invidiabile savoir-faire llia offerta durante la conferenza stampa di lancio di Project Runway Italia (in onda su Fox Life), la versione nostrana del noto talent show sulla moda nel quale veste i panni di giudice al fianco della stilista Alberta Ferretti e della top model Èva Herzigova (che è anche la conduttrice). Se la sua relazione con Michelle, lo ha portato, in questi mesi, a essere etichettato con il poco gratificante (almeno per lui) appellativo di “Mr. Hunziker”, la decisione di entrare da protagonista nel mondo della tv, terreno finora di stretta competenza della brava compagna, gli ha fatto conquistare la fama del “cattivo di turno”. «Le mie origini un po’ influiscono… Sulla scia di altri casi eclatanti di imprenditori di successo diventati “temibili” personaggi televisivi, come Flavio Briatore o Joe Bastianich, rispettivamente il temibile “boss” di The Apprentice e il giudice senza scrupoli di MasterChef Italia 3. Lui, però, non fa una grinza, accetta il gioco e tira dritto come un fuso. L’unico marchio che Tomaso accetta davvero di buon grado è quella di futuro sposo, come confermano i preparativi di un evento che pare essere in dirittura d’arrivo e che fuga ogni dubbio sulla solidità della relazione con Michelle. Anche il suo giorno più bello, peraltro, avrà la sua “etichetta”: quella di Trussardi, visto che, come lui stesso ci ha confermato, l’abito da sposa di Michelle sarà disegnato da sua sorella Gaia, direttore creativo dell’azienda. Tomaso, tra “Mr. Hunziker” e “giudice cattivo” quale etichetta ti dà sinceramente più fastidio? «Possono chiamarmi come vogliono, io resto sempre me stesso. Per quanto riguarda in particolare la fama di cattivo, sono nato a Bergamo e un po’ le mie origini influiscono nel farmi apparire più duro di quanto non sono realmente. Nel programma sono molto esigente ma soprattutto cerco di essere il più naturale possibile e di comportarmi come se stessi svolgendo il mio lavoro di ogni giorno. In ogni caso, tutte le mie critiche sono costruttive perché l’obiettivo mio e della produzione è di offrire ai concorrenti ima occasione reale di fare carriera nel mondo della moda». «Ho scelto in totale autonomia…» E del paragone con Flavio Briatore o Joe Bastianich che ne pensi? «Il confronto non sussiste. Briatore ha più del doppio dei miei anni ed è un imprenditore di successo, che ha già dimostrato tanto. Io sono ancora giovane e ho tanta strada da fare. Il suo programma The Apprentice, poi, è costruito attorno al suo personaggio e senza di lui non potrebbe esistere, mentre Project Runway è un format già affermato che funziona da solo a prescindere dai giudici. Joe Bastianich fa completamente un altro lavoro, quindi il paragone proprio non sussiste». Qualcuno sostiene che la tua decisione di entrare nel mondo dello spettacolo possa alterare gli equilibri di coppia tra te e Michelle. Non c’è un rischio di sovrapposizione fra voi due? «Io e Michelle siamo due personalità ben distinte, di conseguenza non ci saranno sovrapposizioni di nessun tipo. Non dimentichiamoci comunque, che il mondo della moda e quello dello spettacolo sono collegati l’uno con l’altro». Quindi, ribaltando il punto di vista, se Michelle decidesse di entrare nel fashion tu saresti contento? «Se guadagnasse bene e avesse successo, certo. Perché no?». Che consigli ti ha dato, se te ne ha dati, Michelle su come vincere l’ansia del debutto in un programma televisivo? «Partiamo dal presupposto che non vado a condurre Striscia la Notizia, ma partecipo a un programma in cui mi si chiede di svolgere attività a cui normalmente mi dedico nella vita di tutti i giorni. AlFintemo del nostro focolare domestico ovviamente ne abbiamo parlato e lei ha appoggiato la mia decisione, anche se poi ho scelto in totale autonomia. Poi mi ha dato qualche consiglio su come essere più spigliato davanti alla telecamera e su come gestire i tempi televisivi, ma niente di più». La vostra relazione appare più salda che mai. Tanto è vero che state già parlando di matrimonio. Avete fissato ima data? «Non abbiamo ancora organizzato nulla e, anche se così fosse, dovrei comunque dire “no comment”. L’unica cosa certa è che l’abito da sposa di Michelle sarà disegnato da Trussardi. Peraltro, mia sorella Gaia, il direttore creativo della nostra azienda, ha già disegnato il vestito che Michelle ha indossato per condurre la quarantanovesima edizione dei Die Goldene Kamera, cioè gli Oscar tedeschi».