Tiberio Timperi: “Sono un innamorato in attesa del verdetto”

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Sono un romano doc da generazioni. Sono nato all’Esquilino, un quartiere che conserva i colori e i sapori della Roma antica. Ma, quando non sono in video, ho deciso di rifugiarmi a Firenze. E ho cominciato ad amare a tal punto la città del Giglio che ho preso casa in una via poco distante da Ponte Vecchio». Tiberio Timperi, 50 anni il prossimo 19 ottobre, giornalista, scrittore (Amarsi sempre! Sposarsi? e Nei tuoi occhi di bambino), è un conduttore televisivo tra i più conosciuti e apprezzati,ed è reduce dal successo di Verdetto finale z di Unomattina in famiglia, il programma di Raiuno che ha appena compiuto il ventesimo anno di messa in onda, sempre con lui alla conduzione (ora ha accanto Ingrid Muccitelli),e trasmesso su Raiuno dall’ 11 ottobre. Timperi accoglie Visto, per cui già scrive la lubrica Genitori e figli, nella sua nuova e bella casa di Firenze, che ha arredato personalmente. Come mai, Tiberio, ha preso casa proprio in questa città? «Perché sentivo l’esigenza di respirare un’aria diversa: quella di Roma è diventata mefitica, purtroppo nella mia città oggi si vive male. Firenze, invece, è a misura di uomo. Ho una trattoria sotto casa che fa una ribollita molto buona e degli splendidi tortelli di patate al ragù. Tuttavia, ho conservato la mia casa di Roma e così sono diventato una sorta di pendolare sul treno Roma-Firenze-Roma. Tre o quattro giorni ogni settimana li passo qui, nella mia nuova casa.

Torno a Roma solamente per i miei impegni di lavoro in Rai».Coni’è stata l’esperienza al timone di Verdetto fínate, che da quest’anno ha cambiato nome e si chiama Torto o ragione? e viene condotto da Monica Leofreddi su Raiuno? «È stata un’esperienza umana interessante, perché il centro di produzione di Napoli è meraviglioso, senza voler togliere nulla agli studi di Roma. Ho portato a casa buoni risultati in termini di ascolto, ma ho preferito non continuare». Perché? «Fin dall’inizio ho fatto presente alla produzione che la mia disponibilità era limitata: sapevo che rimanendo a Napoli per settimane avrei avuto problemi nel frequentare mio figlio Daniele, cosa che poi si è verificata. Per cui ho fatto presente che, anche se a Napoli ho vissuto un’esperienza bellissima, tra un progresso nella mia camera e mio figlio avrei scelto Daniele». Quante volte al mese vede suo figlio? «Tredici giorni e dieci notti sono la mia quota di genitore divorziato. Troppo poco tempo, non potevo permettermi di perdere anche questi giorni». Con Daniele, che presto avrà 10 anni, ha lo stesso rapporto che ha 1059505-tiberio_timperiavuto con suo padre? «Per mio padre Flavio che, purtroppo, è scomparso due anni fa, ho avuto il privilegio di nutrire un grande affetto e rispetto. Ho cercato di far crescere Daniele tra questi stessi valori, nonostante fosse figlio di genitori separati. A causa della separazione, e poi del divorzio da mia moglie, ho dovuto arrampicarmi come se fossi Uomo ragno per costruire un rapporto con mio figlio. Daniele ha risposto molto bene. È un bambino molto intelligente, sensibile e ironico.

Credo che mi assomigli anche fisicamente. Daniele ha un grande cuore e ciò mi rende felice». A proposito di cuore: è vero che c’è una nuova donna nella sua vita? «Dopo tanti anni passati nella solitudine mi sono innamorato e oggi posso dire che c’è una nuova persona nella mia vita. Ma è ancora presto però per cantare vittoria. Preferisco essere molto prudente e aspettare. Siamo all’inizio della relazione, l’età è quella giusta, i rispettivi percorsi emotivi altrettanto. La nostra storia va avanti lentamente e sono in attesa del giudizio del destino. Anche se sono fiducioso». È stato il classico colpo di fulmine? «Sì, ma il colpo di fulmine non basta. Voglio dire che l’attrazione immediata può andar bene per cominciare una storia sentimentale, ma non è sufficiente per costruire un rapporto, per dare vita a un vero amore. Il vero amore lo puoi scoprire solo vivendo». Il nome della fortunata? «Preferisco non fare il suo nome per proteggere la sua privacy e la nostra storia. Posso solo dire che ci frequentiamo da circa sei mesi. È un amore appena nato, fresco di giornata». Vede bene il futuro sulla vostra storia? «A essere sincero, io a questa età mi vedevo sposato con il mio posto di lavoro fisso e dei figli. Invece la realtà è questa: ho quasi cinquantanni, sono divorziato, ho una vita, mio malgrado, da zingaro, una vita che va a intermittenza, e ho dato un calcio al posto fisso tanti anni fa, quando conducevo il telegiornale. Morale: mi ero immaginato la vita in un modo, ma poi si sono scombinate le carte. Un secondo matrimonio? Mi sembra prematuro parlarne, ma se fanno il divorzio breve potrebbe essere, anche se io sono dell’idea che una firma su un foglio di carta non può codificare una convivenza». Come passa i suoi giorni di vacanza? «Con mio figlio Daniele, dividendomi tra Roma e Firenze. Mi basta poco: un’amaca sul terrazzo, un tuffo nella piscina del circolo, una visita a un museo, di cui Roma è piena. Daniele mi segue volentieri, è un bambino molto intelligente e apprezza molto le visite culturali». È vero che sta promuovendo un disegno di legge? «Sì. Sto conducendo una crociata a favore delle pari dignità sociali, sancite nell’articolo 3 della Costituzione. Sto scrivendo la bozza della “Legge Timperi“, come già la chiamano alcuni. Non sono avvocato, ma dopo otto anni di avvocati, giudici, aule di tribunale, credo di conoscere il meccanismo delle separazioni e dei divorzi. Ecco perché vorrei proporre una nuova normativa per dare a tutti pari opportunità, mariti, mogli e figli. Gli obiettivi sono: l’istituzione dei patti prematrimoniali, l’abolizione dell’istituto della separazione, e una revisione delle disposizioni vigenti, che consenta a entrambi i genitori, padre e madre, un rapporto paritario con il minore».