The Voice of Italy: Federico Russo, ci svela la novità del talent e dei giudici

Dal 12 marzo, toma in prima serata su Raidue The Voice of Italy, il programma che premia i giovani talenti nel canto. Quest’anno, al posto di Fabio Troiano, alla conduzione troveremo Federico Russo che, con grande emozione ed entusiasmo, ha accettato questa grande opportunità professionale senza pensarci due volte. Aria di novità anche tra i quattro coach: oltre alla riconferma di Raffaella Carrà, Piero Pelù e Noemi, fa il suo ingresso in giuria il rapper J-Ax. «Siamo diversi dagli altri» Federico, come sarà la tua conduzione di The Voice? «Avendo studiato tanto non farò errori di grammatica (ride, ndr). Inoltre, cercherò di essere il più naturale possibile. Mi auguro che il mio stile sia adatto a questo talent». Passi da spettatore a conduttore di The Voice: cosa ti piace di più del format? «Mi entusiasma molto la prima fase, quella delle “blind audition” (nelle audizioni al buio, il cantante entra in scena, vede le quattro sedie di spalle e inizia a cantare. Il coach ascolta, se vuole sceglierlo preme un pulsante e la sedia si gira. Se nessuno dei coach fa girare la sedia, il cantante lascia il programma, ndr). Anche per il pubblico a casa è spontaneo immedesimarsi nelle scelte dei coach: è divertente provare a chiudere gli occhi e indovinare se quella voce è in grado di colpire anche chi segue la trasmissione in poltrona. Questa fase consente al pubblico di “vivere” l’ansia che prova l’aspirante concorrente fino al momento in cui uno dei coach preme il fatidico pulsante e lo include nella sua squadra. Questo geniale meccanismo distingue The Voice dagli altri talent show». Che sorprese ci saranno in questa edizione? «Durante la fase “battle”, ogni coach fa esibire sulla stessa canzone due artisti della propria squadra in un vero e proprio duello, al termine del quale dovrà scegliere chi passerà il turno. Grande novità di questa edizione è l’opzione “steal”, grazie alla quale il cantante eliminato in questa fase può essere recuperato da un altro coach e inserito nella sua squadra. Ogni coach ha la possibilità di sfruttare solo due volte questa opzione. Poi c’è il “knockout”, l’inedito passaggio che precede la fase finale e vede due concorrenti della stessa squadra sfidarsi su due brani diversi. Al termine del confronto, il coach elimina un partecipante che, questa volta, non può essere ripescato». Non sei nuovo ai talent show. In passato, hai partecipato come concorrente a Operazione trionfai che cosa ricordi di quell’esperienza? «Mi sono divertito molto. Credo che la mia partecipazione a quel talent sia stata fondamentale per il mio percorso professionale. Grazie a Operazione trionfo sono stato ospite in una radio nazionale, che mi ha permesso di fare il grande salto e di lasciarmi alle spalle le emittenti regionali. Ho iniziato a lavorare in radio, l’anno successivo sono entrato a Mtv, e via via la mia carriera si è consolidata». Quando hai capito che quello di conduttore sarebbe stato il tuo mestiere? «Nel momento in cui, lavorando in radio, ho cominciato a guadagnare uno stipendio che mi permetteva di vivere. Dalla radio sono poi passato alla televisione, e oggi non potrei immaginare di fare nessun altro lavoro». Torniamo a The Voice: ci descrivi con un aggettivo i quattro coach? «Raffaella è leggendaria: c’è qualcosa da imparare in ogni parola che dice e in ogni gesto che compie. È come una maestra che dispensa lezioni anche solo osservandola. J-Ax è innovativo, è la grande novità di questa edizione: il pubblico se ne renderà ben presto conto. È preparato musicalmente, non solo nel genere che produce. Piero Pelù è “il rock”, da italiani dobbiamo solo ringraziarlo per quello che ha fatto per questo genere musicale negli ultimi trent’anni: infatti, ha “diffuso il verbo”, proponendo ottima musica. Noemi è sensazionale, ha una voce soul, quasi nera: spesso, basta sentire una sola nota in radio di una sua canzone, per riconoscere la sua voce. Poi, ha un gusto musicale molto raffinato». «Sono single, ma ho tante amiche» Quali sono i tuoi gusti musicali? «Sono un appassionato della musica anni Sessanta e Settanta, che oggi è stata ripresa dalle band new wave. Poi amo la musica rock, perché a dieci anni i miei genitori mi regalarono una collezione di cd di questo genere. Casa mia è piccola, ma è letteralmente invasa dai cd. Mi piacerebbe anche collezionare i vinili ma, se iniziassi a farlo, dovrei andare a vivere in cortile!». Raffaella Carrà ha detto che quest’anno cercherà la nuova Shakira, anche se non sarà facile, perché in Italia si preferisce la musica melodica. Tu che cosa ne pensi? «Ogni Paese ha un proprio spirito musicale. Per questo, in Italia si preferiscono generi diversi rispetto all’America. Nonostante questo, non mancheranno voci originali e interessanti. Ora non so dire se troveremo la nuova Shakira, ma me lo auguro. E molto probabile che ci sarà una nuova Shakira, così come ci potrebbe essere una nuova Adele o una nuova Amy Winehouse». Che consiglio hai dato ai concorrenti alle prove? «Ho detto loro di divertirsi. Hanno un minuto e mezzo per giocarsi tutto. L’attesa dura un’eternità poi però, quando salgono sul palco e iniziano a cantare, smettono di pensare e l’ansia svanisce. E un po’ come quando un calciatore sente il fischio d’inizio di una partita importante». Qual è il tuo segreto per combattere l’ansia, prima di una diretta? «Un po’ di ansia credo sia bene averla, ma il mio segreto è cercare di godermi il momento. Sarebbe brutto salire sul palco annoiati e senza aspettative. Invece, è bello salirci respirando a pieni polmoni e facendo due saltelli per smorzare la tensione». Passiamo al tuo privato: sei innamorato in questo momento? «Purtroppo no! Sono single da un anno». Che qualità deve avere la tua ragazza ideale? «Non ho avuto tante fidanzate. Comunque, non ho un tipo di donna ideale: spesso sono il primo a sorprendermi di essere affascinato da una ragazza che mai avrei pensato potesse attirare la mia attenzione. Quello che è certo, è che alla base di un rapporto ci deve essere una reciproca complicità». Quali sono i vantaggi del tuo attuale stato di single? «Mi diverto con i videogiochi e vedo le partite di calcio quando mi pare. Ho la libertà di dedicarmi ai miei interessi senza pensieri. Stare da solo in alcuni periodi della mia vita non mi è mai dispiaciuto. Non mi mancano gli amici e le amiche: loro mi permettono di avere un equilibrio personale che va al di là di un rapporto di coppia». Chi è Federico Russo? «Mi definisco un cantante mancato!».