Terry Richardson: Il fotografo più trasgressivo e conteso del momento

LADY-GAGA-x-TERRY-RICHARDSON-1Wow per la clutch e doppio wow per i sandali in pendant Ma quelle manone con avambracci iper tatuati al seguito che li sorreggono di chi sono? Tutti ce lo siamo chiesti, guardando la nuova pubblicità di Valentino. Risposta: di Terry Richardson, professione fotografo, che in questo momento troviamo OVUNQUE. Sua la campagna make up di Yves Saint Laurent con Cara Delevingne. Sua quella di Bulgari con Carla Bruni. Sue quelle di Mango con Kate Moss e Miranda Kerr. Sue quelle di H&M e Aldo Shoes e quelle di Philipp Plein e David Webb, per le quali fa lui stesso da modello, in un’apoteosi narcisistica. Sua la responsabilità di avere trasformato Miley Cyrus, l’innocente Hannah Montana, in questa tizia sempre in mutande e rossetto lacca, che ha diretto nel video Wrecking Ball facendola salire a cavalcioni di una palla da demolizione per cantieri. Prima di lei però nude Terry (zio Terry, così si fa chiamare sui set) si è divertito a “traviare”, fotograficamente parlando, Britney Spears e Lindsay Lohan, altre due ex Disney passate nel girone delle bad girl. Del resto Richardson la trasgressione e il talento li ha nel Dna. Suo padre, Bob, è il numero uno dei fotografi di moda negli anni Sessanta. Lo vogliono Voglie e Harper’s Bazaar. Lo vuole anche l’allora 17enne modella Anjelica Huston. Per lei Richardson senior molla figlio e moglie. Ma deve fare i conti con schizofrenia e dipendenza da droghe e finisce, lui che prendeva 12 mila euro a immagine, a fare il barbone. Terry cresce con la madre, tra Los Angeles e Woodstock. Un’infanzia non convenzionale, la sua: in casa girano Jimi Hendrix ed Eric Clapton, sostanze stupefacenti come fossero caramelle e si pratica l’amore libero. Richardson ha la prima esperienza all anni, con due modelle appena maggiorenni e destinate al mito: Veruska e Penelope Tree. La folgorazione per la fotografia arriva a 18 anni, ma quando mostra i suoi primi lavori al padre, lui lo stronca, tanto che Terry getta via la macchina. Passano sette anni prima che ci riprovi. A 25 anni si trasferisce a New York in un monolocale con il padre, che nel frattempo si è riciclato come insegnante. È da lui che impara tutto ciò che deve sapere sul mestiere. L’occasione arriva con la rivista Vibe, che chiede a papà e figlio un servizio di moda a doppia firma. La sera prima del lavoro Terry si impone: «Vado solo». «Non sei in grado», gli risponde Bob. Ha ragione Terry, che dopo quel primo set viene chiamato dai più grandi: Katherine Hamnett, su su su fino a Miu Miu, Gucci, Costume National, Tom Ford, per il quale realizza una campagna choc, poi censurata, con la modella coperta solo da una boccetta di profumo ad altezza pube. Chiamato da Sisley, brand per le brave ragazze, si diverte a fotografare signorine che bevono il latte direttamente dalla mammella di una mucca o mentre sniffano una borsa. Parola d’ordine: scandalizzare. Entra nell’Olimpo dei grandi nel 2010, quando viene chiamato per realizzare il calendario Pirelli, che interpreta a modo suo: reintroduce il nudo negli scatti. E ci aggiunge pure un ammiccamento piuttosto spinto, alla sua maniera. Una maniera che conquista, perché, da Obama a Madonna a Paris Hilton, non ce celebrities che non si metta buona buona a fare anticamera pur di essere immortalata da lui. E nemmeno certe accuse di molestie, sollevate da un paio di modelle, ne hanno intaccato la fama. Tutti vogliono andare al numero 155 di Sixth Avenue, New York, nel suo studio, a posare davanti a un semplice muro bianco per uncle Terry. Che alla fine degli scatti ti mette sul naso i suoi maxi occhiali e click: entri anche tu a far parte dell esclusivo club Richardson.