Terence Hill, protagonista di Don Matteo, rivela la sua passione

Don-Matteo

E pronto a percorrere in lungo e in largo l’Umbria in sella alla sua inseparabile bicicletta e a risolvere i misteri più intricati. Don Matteo toma in Tv con la nona stagione, in onda su Raiuno dal 9 gennaio e Terence Hill, che veste i panni del prete detective, si racconta con simpatia a Vero. Terence, con che spirito affronti questa nuova stagione di Don Matteo? «C’è emozione, oltre che la volontà, l’impegno e il desiderio di fare sempre meglio. I nostri sceneggiatori hanno elaborato nuove storie e spetta a noi attori portarle in Tv nel miglior modo possibile». Don Matteo in ogni stagione guadagna punti di share; a che cosa è dovuta questa crescita? «È un risultato che ci lusinga e ci inorgoglisce. Questo dipende dall’impegno, dalla dedizione e dalla passione con cui tutta la squadra che sta dietro Don Matteo affronta il proprio lavoro. Così il pubblico non resta mai deluso. Anche all’epoca in cui facevo i film con Bud Spencer, il segreto del nostro successo risiedeva nell’apportare piccoli cambiamenti, senza quasi che il pubblico se ne accorgesse». Spesso arrivano pullman di fan sul set per conoscervi. Che cosa vi dicono, in genere? «Ci raccontano cose belle, spesso commoventi. Ma sono capitate anche storie divertenti. Anni fa eravamo impegnati nelle riprese della seconda serie e mentre ero seduto in attesa di girare una scena, mi si è avvicinata una signora che mi ha chiesto se potevo confessarla. Si, voleva essere confessata proprio da don Matteo! Così le ho dovuto spiegare che non ero un prete vero e che non potevo farlo». Sono arrivate anche delle new entry. Una di queste è Giorgia Sunna, che veste i panni di Bianca, Pubblico Ministero, amica di vecchia data del capitano Tommasi… «Di Giorgia non posso che dire tutto il bene possibile. È un’attrice con carisma, è riuscita a entrare nel clima della serie. Uunico rimpianto è che abbiamo poche scene insieme!». «Che ricordi, il primo Natale con la neve…» Altro nuovo innesto nel cast è Andrés Gii… «La nuova serie inizia con il suo personaggio, Tomas, che bussa alla porta del convento e chiede ospitalità. Questo ragazzo è sporco di sangue e ha con sé il portafogli di un uomo assassinato. Ha una storia drammatica alle spalle e verrà affidato a Don Matteo. Andrés è bravo e ha un grosso seguito di fan, E poi c’è Nadir Caselli, che veste i panni di Lia, nipote del maresciallo Cecchini, che porterà scompiglio nelle vite dei protagonisti». Gli attori che recitano al tuo fianco ti definiscono un pròfessionista generoso sempre pronto ad aiutare chiunque. «Molti si sorprendono, ma io sono davvero così. E poi, da un punto di vista professionale, è mio interesse che gli altri lavorino bene al mio fianco. Conviene anche a me. insomma. Se crescono e migliorano, lo stesso accade a me e ai prodotto che andiamo a realizzare». Come hai passato le Feste? «Come sempre nel mio cottage in Massachusetts, circondato da quindici ettari di terreno insieme alla mia famiglia». Che ricordi hai delle Feste di quando eri bambino? «Il ricordo più bello è quello del primo Natale con la neve, quando vivevo con i miei genitori a Dresda, in Germania». Che cosa ti piace fare quando 11011 sei impegnato sul set? «Il contadino! Ho piantato tanti alberi: betulle, meli, peri. Quando sono arrivato nel Massachusetts avevo un manuale per piantare gli alberi, ma era della California, che è completamente diversa. Ogni volta che scavavo trovavo acqua. Alla fine, perà ce Pho fatta».