Terence Hill ci racconta l’incidente di cui è stato vittima sul set di Un passo dal cielo 3

La prima cosa che abbiamo fatto arrivando sul set di «Un passo dal cielo 3» è stata accertarci che Terence Hill stesse bene. Perché nei primi giorni di riprese in Val Pusteria (Bz) un cavallo troppo esuberante gli ha giocato un brutto scherzo. Basta guardarlo mentre mi viene incontro sorridente e atletico come al solito, per capire che l’incidente è acqua passata. Indossa la divisa di Pietro, il capo della squadra del Corpo forestale di San Candido che interpreta nella serie targata Lux Vide e Rai Fiction che andrà in onda l’anno prossimo. E mi rassicura: «Sto bene». Un bello spavento, però. «Direi proprio di sì. Purtroppo il cavallo che era stato scelto per questa stagione e che io avevo già avuto modo di conoscere e cavalcare in passato, di recente era stato addestrato per il “reining”, una disciplina equestre che prevede che l’animale si esibisca, tra l’altro, in prove di rotazione e dietrofront improvvisi. Perciò, fin dall’inizio non è stato facile lavorare con lui. Andavamo in una direzione e lui, di colpo, si voltava e andava da un’altra parte. Il giorno dell’incidente stavamo girando una scena vicino a una grotta, dalla quale doveva uscire, correndo, una persona vestita di rosso. Non so se sia stata la corsa o il colore rosso, ma il cavallo si è girato improvvisamente.

CatturaHo capito subito quello che sarebbe potuto accadere, così ho provato a scendere, ma lui non mi ha dato il tempo di allontanarmi e mi ha tirato un calcio sulla gamba». E cosa è successo? «Lì per lì non ho detto niente a nessuno e ho continuato a lavorare, nei tre giorni successivi, come se niente fosse. Però la gamba si è gonfiata sempre di più e ho dovuto fare degli accertamenti». Dai quali è emerso? «Che il calcio mi aveva incrinato l’osso. Sono dovuto stare cinque giorni fermo, con la gamba sollevata, e poi ho ricominciato a lavorare». E il cavallo? «È stato cambiato. Quello che ho adesso è molto più tranquillo». Parliamo di «Un passo dal cielo 3». «Anche il mio Pietro sarà più tranquillo. Dalla prima serie sono passati alcuni anni e le sue ferite si sono rimarginate. Continua a lavorare nei boschi e a battibeccare con il commissario Nappi (Enrico Ianniello, ndr) che, nel frattempo, è stato lasciato dalla fidanzata». Nella seconda stagione c’era una spruzzata di thriller, legata a Natasha, una giovane ucraina, e al traffico di donne dall’Est. Continuerete sulla stessa linea? «Sì, ancora con una storia legata a Natasha, che scoprirà che il figlio che ha dato alla luce è vivo e non morto come le avevano fatto credere i suoi aguzzini». Naturalmente non mancherà la commedia. «Assolutamente no, anche grazie all’arrivo di Rocio Muñoz Morales che interpreta una ex-modella e che ha portato una ventata di divertimento». Fino a quando rimarrete in Val Pusteria? «Le riprese dureranno fino a novembre. Sono posti straordinari da cui non vorrei mai venire via. È una bellezza a cui non si resiste. Anche se hai pensieri o tormenti dentro di te, non puoi fare a meno di sentirti felice».