Temptation Island Il conduttore, un autore e uno psicologo spiegano il successo del reality estivo di Canale 5

Sono dieci, sono giovani e belli, cinque uomini e cinque donne. Cinque coppie di fidanzati, alcuni stanno insieme da pochi mesi, altri da anni. Tutti hanno accettato di mettersi in gioco. O meglio, di farsi tentare da questo docu-reality andato in onda per la prima volta negli Stati Uniti nel 2001. Parliamo di «Temptation Island», letteralmente «L’isola delle tentazioni», anche se poi non si svolge su un’isola ma nei pressi di Gaeta, dove le coppie, rigorosamente separate (fidanzati in un resort e fidanzate in un altro), trascorrono 21 giorni. Tre settimane a stretto contatto con aitanti ragazzi single le fidanzate, seducenti ragazze single i fidanzati, per vedere chi saprà resistere e chi invece cederà. Dopo due puntate il format ha già conquistato il pubblico televisivo dell’estate con una media di oltre tre milioni di spettatori. Il motivo? «Sono coppie nelle quali ci si può identificare, con dinamiche e motivazioni diverse» spiega Claudio Leotta, uno degli autori del programma prodotto dalla Fascino Pgt di Maria De Filippi. Non c’è, infatti, un premio finale, se non la presa di coscienza di quanto sia solida (o meno) la propria coppia. Alla fine, infatti, si saprà se fidanzati e fidanzate saranno riusciti a superare ostacoli e tentazioni e se tutte si ricongiungeranno. Nelle prime settimane le tentazioni non sono mancate, tanto che alcune scene più forti sono state «suggerite» più che mostrate (come il presumibile tradimento di Andrea o l’intraprendenza di Gabriele). Fra due settimane si svelerà chi uscirà dal reality in coppia e chi da solo. Certo è che il gioco, o l’esperimento se così lo si vuol chiamare, per ora è più che riuscito. Basti pensare che ai casting si sono presentati in oltre 12mila. La tentazione fa gola a molti. Strano, visto che da sempre «il tradimento ha una sua dignità che è il mistero, il segreto. Altrimenti che tradimento è?» spiega Marco Rossi, psichiatra e sessuologo. Ma le cose cambiano. Almeno in tv. Dove tutto si vede, anche il tradimento. CatturaE fa audience.

CLAUDIO LEOTTA L’AUTORE Un gioco? no un esperimento  Quali sono le differenze con il format originale americano? «noi abbiamo scelto una chiave più morbida, volevamo raccontare le coppie e soprattutto i sentimenti». Cosa avete «alleggerito»? «non ci soffermiamo troppo sull’aspetto della tentazione fisica e carnale. la nostra isola è più un luogo mentale». Alla fine che cosa succederà? «le coppie hanno 21 giorni per tirare le somme e poi dovranno dire guardandosi negli occhi: “confermo il mio amore per te”. oppure: “Questa esperienza mi ha fatto capire che non stavo bene con te”». Come avete reclutato le coppie? «abbiamo chiesto: “credete che il vostro amore sia forte, unico e vero e avete voglia di metterlo alla prova?”». E poi come avete selezionato le cinque coppie di concorrenti? «abbiamo escluso le coppie con figli e quelle sposate e ci siamo focalizzati sulla fascia di età dai 22 ai 35 anni, quella in cui tutto può ancora succedere». I single e le single come sono stati scelti? «con un casting in cui si cercavano ragazzi e ragazze di bell’aspetto. non sono stati chiamati a sedurre o tentare, ma a conoscere i fidanzati e le fidanzate». C’è più esibizionismo o voglia di giocare? «in questo programma mostri i tuoi sentimenti, metti a rischio un rapporto di coppia. più che un gioco lo definirei un esperimento sociologico».

FILIPPO BISCIGLIA IL CONDUTTORE  Filippo, al «Grande fratello 6» era tra i concorrenti, ora conduce questo reality… «Più che conduttore sono il “narratore”». Cosa la colpisce del gioco? «Una cosa particolare sono gli sguardi dei fidanzati alle tentatrici e viceversa. O quelli tra fidanzati e fidanzate. Uno sguardo ti può far capire tutto, tipo: “Vorrei ma non posso…”. Io sono un giocatore di poker e lì anche da un’alzata di sopracciglia capisci se qualcuno sta bluffando». Su quante di queste coppie avrebbe puntato, all’inizio? «In partenza pensavo potesse scoppiare una coppia sola, poi…». La sua tentazione più forte? «Mangiare! Mangerei sempre, e quando sono stato scelto per il programma ho dovuto fare una super dieta in 20 giorni».

MARCO ROSSI LO PSICOLOGO Il concetto di fedeltà differisce fra uomini e donne? «Un tempo la fedeltà era una caratteristica più femminile, attualmente uomini e donne sono al pareggio. Ormai il 70%-80% delle persone tradisce». La fedeltà è dunque un mito? «Non essendoci un sistema di controllo, perché il rispetto, la morale sociale, la religione sono andate incrinandosi, emerge l’istinto dell’essere umano: non essere monogamo». Tradire è diventato più facile? «Oggi è facile tradire sia nella realtà sia in Internet. Il tradimento non è più così tremendo e angosciante, diventa quasi spettacolare, come si vede in certi programmi tv». Gli uomini come seducono? «Gli uomini sono estremamente semplici, diretti e banali, e quando tradiscono si fanno scoprire facilmente». E le donne? «Le donne sono abili e strategiche, fini seduttrici». La tentazione può far bene a una coppia? «Laddove una coppia inizia a dare segni di sgretolamento una tentazione può rompere ciò che non si è ancora rotto, fa accadere più velocemente quello che è già in atto». Quando è giusto perdonare? «Se il tradimento non ha portato a un disinnamoramento, se c’è ancora passione amorosa. Chi ama veramente deve essere capace di perdonare. Il perdono è il più grande segno di amore».