Tempesta d’amore: «Nella soap opera sono padre Martin, coinvolto in un triangolo amoroso», racconta David Paryla

Tedesco di nascita, ma italiano d’adozione, David Paryla è tra le rivelazioni della soap Tempesta d’amore, dove il suo personaggio, il parroco Martin Windgassen, piace sempre di più, soprattutto al pubblico femminile. Vero TV lo ha incontrato a Napoli, in occasione dell’European Soap Fan Day, festival dedicato al mondo delle telenovelas, nel corso del quale ha ritirato, con la collega Mona Seefried, il premio per la migliore soap straniera. «Ormai mi sento anch’io italiano» David, ci racconti qualcosa del tuo personaggio? «Interpreto Martin Windgassen, il nuovo e affascinante parroco del paese, che si troverà coinvolto suo malgrado in situazioni scomode». Ti rispecchi in lui? «Abbastanza. Nella vita sono più giocherellone, amo fare gli scherzi, mentre Martin è più preciso e controllato. Insomma, sono più estroverso, ma mi ritrovo molto in lui». Come sei stato scelto? «Mona Seefried, che interpreta Charlotte Saalfed, è un’amica di famiglia e mi ha avvertito che stavano cercando degli interpreti per nuovi personaggi. Mi stimola recitare la parte di un prete in stile Uccelli di rovo, coinvolto in un triangolo amoroso». Sei figlio d’arte? «Sì, mia madre, Karla Christine Ludwig, è tedesca ed è una cantante lirica. Mio padre, Nikolaus Paryla, è austriaco ed è un attore e regista teatrale. Sono nato a Monaco, ma quando avevo cinque anni mi sono trasferito in Italia con mia madre e mia sorella e lì sono cresciuto. Mi sento italiano. Era inevitabile che diventassi anch’io un attore». Quando hai iniziato a recitare? «Terminato il liceo, circa quindici anni fa, non sapevo cosa fare e mi sono trasferito a Londra. Dopo un po’, sono tornato a casa più depresso di prima. Grazie a mia madre, andai dal celebre attore Gabriele Ferzetti e cominciai a frequentare la Libera accademia del sogno diretta da Anna Mazzamauro, Ennio Contorti e Paolo Ferrari. Così, ho iniziato a lavorare in vari spettacoli teatrali con Giorgio Albertazzi, Giancarlo Sepe e Glauco Mauri e ho fatto un bel ruolo ne I Cesaroni. Sono anche un doppiatore e poi è arrivata Tempesta d’amore». Come ti trovi a lavorare in una soap opera? «All’inizio non bene. Vengo dal teatro, in Italia gli spettacoli finiscono molto tardi, poi si va a mangiare e si fanno le due ogni notte. Qui è tutto l’opposto, si inizia all’alba e si finisce la sera. Poi, i testi da imparare da un giorno all’altro sono una cosa pazzesca. Però, l’ambiente mi piace. Ogni tanto ci sono delle divergenze, ma siamo come una grande famiglia».