Telecom,Blackrock raddoppia al 10,4%

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Telefonica lascia il consiglio di Telecom Italia e il più grande fondo di private equity del mondo, Blackrock, raddoppia salendo nel capitale al 10,4%. A meno di una settimana dall’assemblea per la revoca del consiglio del gruppo telefonico lo scenario si complica ulteriormente, tanto che i grandi soci di Telco hanno messo in agenda una riunione a ridosso dell’appuntamento con gli azionisti. Con una mossa a sorpresa ieri sera da Madrid il gruppo spagnolo ha reso noto che il presidente Cesar Alierta e il vice Julio Linares hanno rassegnato le dimissioni e che la società «ha deciso di non esercitare per il momento il suo diritto di nominare o proporre due consiglieri di amministrazione per il board Telecom». Il passo indietro è da ricondurre al braccio di ferro in corso in Brasile con il Cade, l’autorità antitrust, che ha ritenuto incompatibile l’incremento della quota del gruppo spagnolo in Telco, holding che detiene il 22,4% di Telecom, con gli impegni assunti per sterilizzare il conflitto tra Tim Brasil e la concorrente Vivo, controllata da Telefonica. Nella nota il gruppo spagnolo contesta la decisione del Cade e annuncia che valuterà il ricorso. Intanto, però, si è messa al riparo dal conflitto. La decisione degli spagnoli aggiunge incertezza alla scenario che si sta componendo in vista dell’assemblea che venerdì prossimo dovrà votare la revoca del consiglio di Telecom, chiesta dalla Findim di Marco Fossati, socio al 5%. Se non bastasse, a rendere ancora più incerto il quadro, arriva ora l’incursione di Blackrock. Il fondo americano ha comunicato il 9 dicembre alla Sec, la Consob americana, di controllare il 10,4% del capitale del gruppo italiano, rispetto al 5% noto finora. Gli acquisti sono stati finalizzati il 29 novembre e quindi non è detto che la quota non sia ulteriormente salita. Il voto di Blackrock potrebbe essere determinante in assemblea. Sul mercato la sensazione è che il board resterà in sella, anche se il margine è ristrettissimo e non era stato messo in conto il passo indietro degli spagnoli, candidati ad assumere il controllo di Telecom, secondo gli accordi sottoscritti in Telco con Intesa, Mediobanca e Generali. Ieri sul futuro del gruppo è intervenuto il presidente della Consob, Giuseppe Vegas per il quale è indifferente «che Telecom sia italiana o spagnola», ha detto in un’intervista a l’Espresso. Per il numero uno della Commissione il riassetto migliore dovrebbe passare per il mercato: «Se arriva Vodafone o un altro, ha i soldi e lancia un’Opa, ben venga». L’esito dell’assemblea dipende tutto da quanti soci si presenteranno. Se la quota resta sotto al 50% Telco, con il 22,4% dei voti, dovrebbe farcela. Se l’affluenza sarà superiore aumentano invece le incertezze. Che riguardano anche l’eventuale composizione del nuovo consiglio. In lista ci sono 11 candidati per 15 posti disponibili: una candidatura spontanea è arrivata ieri sera dal socio Massimo Consoli, si aggiunge ai 7 nomi indicati da Assogestioni e ai 3 di Telco, tra cui Linares che però ora si è reso indisponibile. La lista sarà quindi ridotta a due: l’attuale amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano e la giurista Stefania Bariatti. Telco ha convocato il consiglio il 19 dicembre per decidere gli altri nomi che, qualora dovesse passare la revoca, andrebbero proposti per integrare il board. L’orientamento sarebbe quello di presentare solo indipendenti. Generali non riproporrà Gabriele Galateri di Genola, anche nel caso in cui non dovesse passare la revoca e si arrivasse alla scadenza naturale di aprile, in linea con quanto l’amministratore delegato Mario Greco ha già fatto con Pirelli, Intesa Sanpaolo, Terna e Rcs Mediagroup (editore del «Corriere dell Sera») dove Trieste ha scelto candidati indipendenti.