Tasse, la corsa a ostacoli per casa e rifiuti

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Tasse e mini-tasse. Mai come quest’anno la confusione su ciò che i contribuenti debbano pagare regna sovrana: file in banca, alle Poste, ai centri di assistenza fiscale e molta rabbia tra i cittadini. Tutta colpa della duplicazione delle imposte, per cui sulla casa è esistita un’Imu e una mini-Imu (ma già a giugno parleremo di Tasi) e sui rifiuti una Tares e una maggiorazione della stessa (ma parleremo di Tari). Proviamo a fare ordine partendo dalla casa. Il caos nasce dalla cancellazione nel 2013 dell’Imu sulla prima casa, l’imposta che invece nel 2012 il governo Monti fece pagare anche sulle abitazioni principali. La prima rata dell’odiosa Imu sulla prima casa nel 2013 non l’ha pagata nessuno, tranne i proprietari degli immobili di lusso. Che si scampasse anche al saldo, sembrava ormai scontato. Il governo Letta l’aveva lasciato intendere, ma la decisione fu presa dopo l’estate e i soldi trovati per coprire il mancato incasso dei Comuni risultarono sufficienti a rimborsare per intero soltanto quelli che avevano fissato l’aliquota standard (4 per mille). E tutti gli altri? La decisione è stata quella di far tornare a pagare una parte dell’Imu ai residenti nei 2.401 Comuni che avevano fissato aliquote Imu superiori al 4 per mille. Chi e come debba pagare quella che è stata battezzata mini- Imu è visibile nel primo riquadro in basso. Quanto alla data di pagamento, anche qui c’è stata confusione: la scadenza di dicembre infatti è stata modificata dalla legge di Stabilità e portata a venerdì 24 gennaio. Una data che non coincide con nessuna altra di quelle classiche di metà o fine mese. Questa è la prima fonte di disorientamento, la seconda e principale, è il metodo di calcolo che abbiamo riepilogato. La terza è la modalità del pagamento. La quarta è quello che sta per avvenire, cioè l’ennesimo cambiamento della tassazione sulla casa che ci attende a giugno, quando dovremo vedercela con la Iuc, che comprenderà per la prima abitazione la tassa sui servizi indivisibili (Tasi), sulle cui aliquote ancora si discute, e la nuova tassa rifiuti: la Tari. Le seconde case pagheranno anche l’Imu. E veniamo ai rifiuti. Dopo Tarsu e Tia il decreto salva Italia dal 2012 introdusse la Tares sia sui rifiuti che sui servizi indivisibili comunali (illuminazione, manutenzione stradale, ecc). La confusione nasce nell’aprile dello scorso anno, quando un decreto stabilisce che per il 2013, in attesa del riordino della materia e in deroga al salva Italia, i Comuni potessero prevedere il rinvio di una o più scadenze Tares, imponendo però il versamento a dicembre della maggiorazione, pari a 0,30 euro per metro quadrato, dovuto per i servizi indivisibili e destinato allo Stato. Quel riordino della tassazione è slittato a dicembre finendo nella legge di Stabilità, nel frattempo molti Comuni avevano fissato il saldo Tares al 16 dicembre insieme al pagamento della maggiorazione. Ma la legge di Stabilità ha fatto slittare il termine per quest’ultima al 24 gennaio, creando ulteriore confusione. A Roma si è scelto di far slittare alla stessa data anche il saldo Tares. I prestampati (bollettino e F24) sono stati inviati a casa ma ne mancano ancora molti. Senza contare che sul modello F24 inviato compare ancora la scadenza di dicembre… Al caos si è cercato di rimediare eliminando le sanzioni nel caso il pagamento non arrivi in tempo per il mancato invio dei prestampati.