Tale e Quale, Cristian De Sica: Giudicare i colleghi è difficile, ma una giuria deve essere spietata

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Finalmente con questo programma stiamo capendo che fare le imitazioni non vuol dire non avere personalità, ma, anzi, tu sei tutto e di più. Come ci diceva Loretta Goggi, giurata severa ma simpatica del programma condotto da Carlo Conti con i vip che si cimentano in imitazioni clamorose “se arrivi qui aggiungi qualcosa anche come attore, perché gli attori non studiano i ruoli? Poi ognuno coglie quel che vuole in una persona, in un personaggio”. Parole sacrosante, che ribadisce con affetto e verve Christian De Sica, altro giurato di ferro insieme a Loretta e a Claudio Lippi. “ È bello farle e vederle fare, le imitazioni” commenta Christian. De Sica, ma lei che rapporto personale ha con l’imitazione? Tutti siamo imitatori, io per una vita mi sono sentito dire di aver sempre imitato mio padre, ma come, e io che invece ho sempre imitato Alberto Sordi! Sordi m’ha detto una volta: ogni volta che vedi una foto mia ce devi mette’ un moccoletto (candela votica. ndr) sotto, per dirmi grazie. Ma chi dovrei imitare, Pippo Franco? Perché, mio cognato (Carlo Verdone, ndr) non imita pure lui? Che cosa le piace di più di Tale e quale Show? La cosa bella della trasmissione, a parte la simpatia di Carlo Conti, è che sono tutti amici, ma è anche un guaio, si fa per dire, perché quando sono tutti così amici poi come fai a giudicarne l’esibizione, come fai a dirgli la verità? Si esibiscono e gli dici “sei stato straordinario”, poi li bocci e non puoi dirgli “fai schifo”, no? Però quest’anno i ragazzi sono bravi ed è una passeggiata di salute e divertimento. Com’è trovarsi al di là del bancone a dar giudizi? Non facile, partono le liti. Scherzo, ma non sempre è semplice, criticare uno che conosci bene… Giudicare i colleghi è difficilissimo e invece una giuria deve essere spietata. Non è una gara, in realtà, vera e propria, ma dà la possibilità ai cantanti di diventare attori e viceversa. Questo è il bello della trasmissione. È una bella vetrina e il pubblico si diverte perché è anche un autentico varietà, nel senso più pieno del termine. E che non si fa più. Chi imiterebbe a Tale e quale se fosse un concorrente? Mmm, ci debbo pensare… beh, Frank Sinatra, il mio idolo. E Sordi ovviamente. E se si volesse cimentare addirittura, così, per scherzo o sfida, con una voce femminile? Wanda Osiris, no, sto scherzando! Forse Judi Garland o Liza Minnelli. Ma è così difficile fare le imitazioni come si deve? È fare che è difficile. Giudicare, invece, è avere tutti contro. Dopo una puntata ho ottomila telefonate, sono perseguitato. In famiglia si divertono. Io sono un pò discolo, Claudio (Lippi) e Loretta (Goggi) a volte mi riprendono, perché magari me ne esco con un ma chi è Mengoni? Io posso dirvi al massimo chi è Jula de Palma… conosco poco della musica leggera contemporanea. Che cosa bolle nella sua pentola altrove? Ho appena finito di girare a Trento il nuovo film di Natale. Per darmi la possibilità di venir qui a Tale e quale mi hanno permesso di girare nei weekend. Nessun’altra ”bollicina”? Va bene, sto finendo di scrivere un musical, che debutterà a Bergamo a gennaio, poi lo porto agli Arcimboldi di Milano e a marzo sarò a Roma, al teatro Brancaccio per cinque settimane. Si intitola Cinecittà, la Cinecittà che ho conosciuto io, non mi permetto di raccontare tutto, perché è una “roba” enorme. E da dove partirà il racconto? Dalla prima pietra posata da Mussolini quando venne edificata a… la Hollywood sul Tevere, come veniva chiamata dagli americani; quel che è stata per mio padre; più tardi i cinepanettoni… Tante belle cose. Si può raccontare il Paese, attraverso la storia di Cinecittà, perché Cinecittà è famosa quanto Hollywood. È celebre in tutto il mondo. Pensiamo solo ad un fatto: nessuno o quasi sa come si chiamano gli stabilimenti, gli studios, per esempio in Francia o in Inghilterra o in Germania. Cinecittà è qualcosa che abbiamo esportato, come Armani, come la Ferrari, come la pizza. È un marchio. E racconti pure l’oggi, perché a Cinecittà c’è Maria De Filippi, c’è il Grande Fratello. Stiamo parlando di polvere di stelle o di altri tipi di stelle? Anche quello, e ancora i telefoni bianchi, i film con mia madre… A Cinecittà c’è tutta l’Italia.