Tagli e emergenza economia Renzi ammette: “Dramma ”

diWanda Marra Domani Expo. Poi Napoli (Città della scienza, Bagnoli), Reggio Calabria e la Sicilia. E intanto qui si lavora allo # sbloccaitalia #italiariparte”. Puntuale di pomeriggio arriva il tweet. Sono giorni di comunicazione per il premier. Se qualcuno pensava che Matteo Renzi si sarebbe fermato la settimana di Ferragosto s’è sbagliato. Da lunedì è chiuso a Palazzo Chigi a lavorare sui dossier economici, oggi e domani sarà in tour, in giro per l’Italia. E ieri ha fatto il “suo” punto della situazione, in un’intervista a Millennium (Rai Tre). Seguita da un altro tweet, in cui conferma di fatto che la manovra sarà da 16 miliardi: “Ab – biamo già iniziato” a tagliare le tasse “sia con gli 80 euro che con il 10% di Irap. Il taglio di spesa 2015 sarà di 16 miliardi”.

PD: RENZI, C'E UNA SINISTRA OSSESSIONATA DA DENAROMA, SPIEGA, è in arrivo una sorpresa: “Il punto è capire dove mettiamo i soldi, perché su alcune voci come la scuola e gli insegnanti bisogna metterne di più. Su questo ci sarà una sorpresa a settembre”. Dopo i dati del Pil e quelli dell’agenzia Moody’s, le misure economiche sono diventate sempre più urgenti. Per il 29 agosto è previsto un Cdm proprio per varare lo Sblocca Italia. E il premier è ripartito tipo ariete di sfondamento. Ecco la promessa/minaccia: “La riforma del Senato è molto importante perché finalmente iniziamo a mandare a casa un po’ di politici. Dopodiché posso andare in faccia al burocrate, al dirigente, all’imprenditore, al sindacalista e dire: ragazzi, la musica è finita”.

IN AGENDA c’è l’incontro con Napolitano. Si attende per oggi, dopo la visita del premier a Milano: tanto a Roma ci deve tornare per salutare il Papa in partenza per la Corea. Nei primi mesi di governo, il presidente della Repubblica è stato un alleato per lui prezioso, intervenendo con tutto il peso della sua autorità ogni volta che il governo arrancava. Renzi spera di averlo dalla sua parte anche nelle prossime partite, quando si tratterà di ridiscutere il rigore con l’Eu – ropa. Intanto, ieri smentisce di nuovo una manovra aggiuntiva e di nuovo ribadisce che “prova” ad allargare la riduzione del cuneo fiscale, ma non è sicuro di riuscire. Ancora, “tira”Draghi dalla sua parte: “Ad avercene come lui… Non ha parlato in collegamento tra la parola cessione di sovranità e le riforme dell’Italia”. Poi, l’articolo 18, protagonista delle polemica d’agosto, con Ncd pronto a reclamarne l’abo – lizione. Se era una prova di esistenza in vita, il partito di Alfano ne esce male.

È sprezzante Renzi: “Un simbolo. Un totem ideologico. Proprio per questo trovo inutile stare adesso a discutere se abolirlo o meno”. Sul lavoro, “c’è il dl Poletti. Inoltre si è fatta una legge delega. È giusto riscrivere lo statuto dei lavoratori? Sì, lo riscriviamo”, spiega il capo del governo, “e riscrivendolo pensiamo alla ragazza di 25 anni che non può aspettare un bambino perché non ha le garanzie minime. Non parliamo solo dell’articolo 18. Parliamo di come creare posti per le nuove generazioni”. Insomma, il tema non esiste, perché verrà superato dalle riforme messe in cantiere. “Vu’ comprà?”. “È un termine che non avrei usato”: altro colpo ad Alfano. Lui per ora rimane al Viminale, ma verrebbe da dire # angelinostaisereno , in vista del rimpastone annunciato per l’autunno. Peraltro, ieri Renzi ha ribadito che l’asse portante della sua azione di governo, è quella con Forza Italia, pur ridimensionandone il ruolo per economia e lavoro.

“I dossier degli altri li leggo sempre, ma per noi l’accordo è su due punti: riforme istituzionali e legge elettorale”. Varie ipotesi aperte sul sistema di voto: “O facciamo i collegi, uninominali o plurinominali piccolini o mettiamo le preferenze”. Amaro su Tavecchio: “Il capo del governo deve stare zitto”. Ma infine chiude il cerchio, nel segno dell’ottimismo: “Che io stia a Palazzo Chigi a Ferragosto è un buon segno, ci sono molti cantieri da far partire per ritrovare slancio e speranza, contro tutti questi profeti del pessimismo, i gufi, gli sciacalli, gli avvoltoi: ormai potremmo fare uno zoo”. Anche se per la prima volta ammette: la situazione “è drammatica, anche se non siamo un Paese sgangherato”.