Striscia La Notizia: Antonio Ricci difende la scelta dei Velini

E’ la mente del tg satirico più amato d’Italia, appena ripartito con una ricca serie di novità. Novità che Antonio Ricci ha voluto con forza. Lo abbiamo incontrato a Milano nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione di Strìscia la notizia, e lui ne ha approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Obiettivo: i “soliti” detrattori del programma. Antonio, quest’anno sono tantissime le novità che riguardano il tuo giocattolo. Da che cosa cominciamo? «Siamo arrivati alla 26esima edizione e abbiamo voluto rifarci il look con uno studio totalmente rinnovato e new entry fra gli inviati, con il comico Marco Della Noce e Davide Rampello, il neodirettore artistico di Expo 2015 che ci porterà in giro per lo Stivale a scoprire le eccellenze italiane. E, poi, linfa nuova con le due meravigliose conduttrici che, fianco a fianco, hanno dato l’avvio alla nuova stagione, spalleggiate, e questa è un’altra novità, dai due Velini». «Diamo un segno di rinascita» Ci sarà anche una ricca alternanza alla conduzione. «Sì, dopo la Raffaele, dal 14 al 28 ottobre, affiancherà la Hunziker Piero Chiambretti, che successivamente cederà il testimone a Ezio Greggio. Poi, da gennaio e fino a marzo, ci sarà l’accoppiata classica Greggio-Iacchetti. Infine torneranno Ficarra e Picone». I più maligni hanno insinuato che tutti i cambiamenti siano stati dettati da una crisi di ascolti nell’ultma stagione. E così? «Nulla di più falso. Strìscia non ha alcuna crisi di ascolti, tant’è che sui target commerciali più interessanti siamo stati costantemente avanti rispetto ai nostri competitor. Purtroppo, da parte di alcuni, contro il nostro tg è da sempre in atto una campagna di fango, ma noi non ci pieghiamo e andiamo dritti per la nostra strada, sopravvivendo mentre tutto intorno è il caos». Perché avete dato come sottotitolo al programma “La voce dell’irruenza”? «In un mondo sempre più popolato di noiosi talk show, in una realtà sempre più piatta, in cui c’è tanta disperazione, noi vogliamo dare un segno di rinascita, vogliamo continuare a scherzare, rimetterci in gioco e, soprattutto, non piangerci addosso». Si dice che la tua scelta di sostituire le Veline con due ragazzi sia stata fatta per mantenere fede a una vecchia promessa, e cioè quella di eliminare le ragazze da Striscia nel momento in cui la Rai non avesse più mandato in onda Miss Italia. Vuoi commentare? «L’arrivo dei Velini nulla ha a che vedere con Miss Italia e con le vecchie polemiche sul “velinismo”. La nostra è stata solo una scelta provocatoria, punto. Che, però, ha scatenato un dibattito: tutti si chiedono se ora sarà l’uomo a diventare oggetto del desiderio, e ciò equivarrà a una sorta di rivalsa al femminile. Ma non basta questo: la vera liberazione delle donne arriva solo con la morte dell’uomo: lo dico perché ho visto vedove rifiorire in modo magnifico!». Le ragazze torneranno? «Certo, mi sento di rassicurare i nostalgici delle Veline: dopo questa fase affidata ai maschietti, torneranno ancora con noi». «Miss Italia? Ormai è vecchia» Che cosa pensi della situazione di profonda crisi che si è venuta a creare intorno a Miss Italia? «Il concorso è stato messo in crisi da se stesso, perché rappresenta un modo vecchio, logoro, di fare televisione, in cui le ragazze sono state finora delle semplici portabandiera degli sponsor. E non è un caso che noi siamo riusciti a fornire loro una bella cura omeopatica, prima con il programma Veline e, poi, con Ve/one, le cui finali, fatte con ragazze rigorosamente maggiorenni e tutte talentuose, sono state entrambe capaci di superare la finale di Miss Italia in termini di ascolti». Comunque la si metta, Striscia la notizia fa sempre parlare di sé. Come, per esempio, è successo con il gossip sulla presenza-nonpresenza della Rodriguez al fianco di Michelle… «Che Belen venisse da noi l’avevamo smentito già a giugno. Tutto il gran parlare che c’è stato è solo una storia montata dai giornali, che così hanno avuto la possibilità in questi mesi di sbattere la faccia di Belen in copertina, pensando di usarla un po’ come il miele che attira i mosconi, e come tale capace di far vendere più copie. In pratica la stessa identica questione delle Veline: i direttori vogliono in copertina sempre delle donne perché ritengono sia una scorciatoia che fa vendere di più. A mio parere questo è un approccio alquanto miope: chi è, mi chiedo infatti, il maniaco che andrebbe a guardarsi su YouTube il video dello stacchetto delle Veline, quando invece nel mare della Rete può trovare tutto il pomo che vuole?». Alla fine ci hai donato, invece, la splendida ed esilarante Virginia Raffaele. Come ti è venuta l’idea di ingaggiarla? «Virginia è meravigliosa e la seguo con attenzione da un bel po’ di tempo, perché trovo le sue parodie davvero straordinarie. Sono certo che con lei il nostro tg avrà un grande valore aggiunto».