Streaming Formula 1 GP d’Italia Monza in Diretta Live

Il film è datato (1969), ma indimenticabile: Prendi i soldi e scappa , di Woody Allen. La scena è quella della tentata rapina: il malvivente scrive un biglietto: «Agite con calma, vi tengo sotto tiro». Ma la calligrafia non è chiara, l’impiegato chiede spiegazioni: «Cosa significa vi tengo sotto giro?». «No, guardi bene, ho scritto tiro». Arriva un altro impiegato: «Si, c’è scritto tiro. Ma cosa significa “apite” con calma». «No guardi, è “agite” con calma. L’ho scritto io». E via discorrendo.
ERRORI Bene, ieri al box della Ferrari ci sono stati attimi dal forte contenuto emotivo, com’è normale che sia in un momento cruciale per il campionato e la stagione, basati (anche) su una disquisizione linguistica. Non sono stati commessi errori marchiani, perché in nessun modo sarebbe stato possibile porre un freno allo strapotere della Red Bull. In fondo, il dato di fatto è che anche a Monza – nel giorno delle qualifiche – la squadra campione del mondo ha spaventato tutti, permettendo a Vettel di conquistare la pole e al suo compagno Webber di ottenere il secondo tempo. In più, nelle posizioni di vertice s’è inserito a sorpresa il tedesco Hulkenberg , mentre le Rosse sono dietro. Quarta la prima delle due F138, quella di Massa . E solo quinta l’altra, quella di Alonso .

TRANCE Detto questo, nei momenti concitati del “Q3”, quando scorrono secondi che paiono secoli, è normale che prevalga la “trance” agonistica. Anzi, senza adrenalina non si parla di corse, caso mai di una pausa caffè. Possono scappare frasi tese oppure vengono usati toni concitati. Appunto quel che è successo. Nelle brevi tracce audio che la regia internazionale manda in onda, si sente Alonso protestare in italiano: «Quindi c’era da farlo passare, veramente siete “dei scemi”, mamma mia ragazzi!». Scemi? Ma no, giurano alla Ferrari (e Alonso ribadisce con fermezza) è il file audio che non è chiaro. La parola è “geni”. Anzi, puntualizzano, Fernando conosce bene l’italiano e avrebbe detto “degli” scemi, quindi è indiscutibile che abbia detto “geni”. Così un pomeriggio si avvita su un dettaglio (il succo è che fermare la Red Bull sarà difficilissimo) e spuntano persino diversi file. In uno si sente “scemi”, nell’altro “geni”. Ma in fondo sempre si tratta di una parola italiana pronunciata da uno spagnolo, via radio, sotto il casco, tra rivoli di sudore…
BOCCA I calciatori hanno imparato a parlare mettendosi una la mano davanti alla bocca, perché le telecamere non intercettino il cosiddetto labiale. Un tempo le comunicazioni via radio tra box e pilota erano segrete, adesso sono pubbliche. Ed è giusto che sia così: aggiungono colore, mettono pepe, tengono desto l’interesse degli spettatori. Però, appunto, può verificarsi un incidente. Anni fa un pilota “sparò” una parolaccia (in inglese) che suscitò l’indignazione del pubblico d’Oltremanica. Da allora le comunicazioni vengono ascoltate da un’apposita regia e poi trasmesse con un breve ritardo, per evitare incomprensioni.

SFOGO In fondo che Alonso dica “scemi” o “geni” è cosa di poco conto, il sarcasmo c’è comunque. E’ lo sfogo di un momento. La ragione del contendere è squisitamente tecnica: scendere in pista prima o dopo il sopraggiungente avversario (ossia Rosberg: il “farlo passare” è riferito a lui)? Questione di scie aerodinamiche. Già, perché la Ferrari, sull’unica pista dove ancora contano le scie, ha tentato in ogni modo un gioco di squadra, mandando in pista Felipe Massa davanti ad Alonso, perché il brasiliano “fendesse” l’aria per lo spagnolo. Però non tutto è filato liscio. In più Felipe Massa (un po’ seccato di dover interpretare il ruolo del gregario) ha trovato lui la scia giusta (quella di Webber) e ha battuto Alonso.
SCENARIO Alla fine, tutto è stato ridimensionato e ricondotto a un momento d’ira. Che forse non giova o magari sì, se serve a dare una scossa. Resta il fatto che Vettel ha un vantaggio di quattro decimi, cosa non da poco. Siamo al replay del copione di Spa: se Alonso parte bene (cosa possibile), se Massa si presta a un gioco di squadra (probabile, anche se ha capito che sta per essere congedato), se Hulkenberg non combina guai alla prima variante (probabile anche questo: il tedesco è giovane, ma non inesperto), Alonso si metterà in caccia delle Red Bull. Bene in senso assoluto, ma insufficiente se si pensa al Mondiale. Fernando ha la necessità di arrivare davanti a Vettel, per evitare che nel giro di poche gare il tedesco possa chiudere la questione e vincere il quarto titolo di fila. E’ uno scenario più grande, all’interno del quale i dettagli (”scemi” o “geni”) pesano poco.

Non basta lo sfogo via radio di Fernando Alonso a rovinare alla Ferrari una qualifica migliore del solito, che tiene vive le speranze rosse nel gran premio di casa. A mettere altra carne sul fuoco ci pensa pure Flavio Briatore , che prende in contropiede l’amico Luca di Montezemolo , il quale ancora ieri ha negato che qualsiasi decisione di mercato sia stata presa. Come? Confermando invece di fatto l’arrivo di Kimi Raikkonen al posto di Felipe Massa per affiancare il suo pupillo in una coppia potenzialmente hot. E per di più mettendo subito in chiaro quelle che per lui devono essere le gerarchie. «Ho sempre detto che due galli nel pollaio…? Sì, ma Kimi non è un gallo. I numeri uno sono altri. Oltre Alonso vedo solo Vettel e Hamilton ».

I CONSIGLI Boom. Abbastanza per animare ulteriormente il sabato del paddock, anche se a smorzare il caso sollevato dall’ex boss della Renault iridata (due volte, e con Fernando) ci pensano subito Montezemolo («Briatore? E’ simpatico. Detto questo ognuno la pensi come vuole») e lo stesso Alonso: «Flavio? Non lo vedevo da tempo. Abbiamo parlato di suo figlio, del suo resort, di amici. Non di Formula 1. Con lui ho un buon rapporto, ma da tempo si occupa di altro». Sarà, ma intanto tutti sanno che, anche se il manager che segue passo passo l’asturiano e il connazionale barbuto Luis Garcia Abad , Briatore resta un uomo di riferimento importante. Il consigliere delle scelte importanti. Qualcuno dice addirittura una delle persone che più di tutti in questi mesi ha portato avanti in Ferrari il Fernando Furioso pensiero.
LA RIUNIONE Di certo ieri a seguire Alonso come un’ombra nel suo ingresso ai box prima delle qualifiche è stato il buon Flavio, che s’è presentato al paddock di buon’ora (anticipando anche Montezemolo) insieme all’amico Bernie Ecclestone a bordo di un van nero e di blu vestito. Molto casual: jeans, t-short a “v” e giubbotto di cotone. Come non è passato inosservato l’incontro che c’è stato nel motorhome della Ferrari tra Montezemolo, Briatore, Abad e – qualcuno dice – per una porzione anche lo stesso Alonso. Una riunione che sa tanto di un vero e proprio summit di mercato. «Pensiamo a Monza, della scelta dei nostri piloti per il prossimo anno ci occuperemo la prossima settimana» dice il presidente della Ferrari. Ma da tante cose si capisce che i giochi ormai sono fatti e che il ritorno di Kimi a Maranello verrà annunciato a breve. Forse martedì o al massimo mercoledì.

CIAO MASSA Lo dice la faccia di Felipe Massa, come la sua voglia matta di stare davanti nelle qualifiche: prima fa fuori proprio la Lotus di Raikkonen all’ultimo attimo del Q1, quindi con un giro della morte finale precede Alonso (che per altro ha sempre tirato), infine replica agli sfoghi via radio del compagno («non si deve lamentare di me, perché l’ho sempre tirato e sono stato semplicemente più veloce di lui»). Ma lo dicono anche le parole di Briatore, che a suo tempo (ovvero mica tanto fa) aveva stoppato con forza l’ipotesi dell’arrivo di Sebastian Vettel proprio con la frase «due galli nello stesso pollaio non vanno bene», ma che ora apre a una convivenza tra campioni del mondo. «Kimi? Non so cosa deciderà Luca (Montezemolo, ndr), ma Fernando non ha problemi. Non dice “quello non mi piace” o “quello non lo voglio”. Fernando deve pensare a fare il suo lavoro. Poi però è vero che deve avere un partner che l’aiuti nello sviluppo. Due piloti competitivi migliorano la crescita dell’auto. E comunque il più forte sta davanti, qui non ci sono tante tattiche».
LE GERARCHIE Una spinta nel burrone a Massa alla quale però segue una messa in chiaro delle gerarchie in previsione dell’arrivo di Raikkonen. «Come la metto con la famosa questione dei due galli nello stesso pollaio? Non credo che Kimi sia un gallo. I numeri uno sono altri. Se parliamo di numeri uno parliamo di Fernando. In giro non ne vedo altri. A meno che vi riferiate a Vettel e Hamilton. Kimi è un ottimo pilota e in Ferrari lo conoscono molto bene. Ma Fernando non ha problemi a guidare con qualsiasi inquilino. Come sempre». In realtà solo una volta ha avuto un compagno ingombrante: nel 2007 in McLaren con l’esordiente Lewis Hamilton. E sapete tutti com’è andata a finire.