Streaming F1 Spa- Belgio 2013 come vederla in Diretta Live

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LEWIS Hamilton vince la lotteria alla pista dei campioni. E stavolta ammette la propria fortuna. Che lui però è capace di cogliere. Perché senza le condizioni di pioggia intermittente e mai pesantissima, ebbene stavolta la Mercedes che approda all’ottava pole del 2013 (su 11 possibili) non sarebbe partita davanti a tutti. Lui, intanto, si conferma pilota di qualità enormi. E di cuore, sangue più che freddo. Quattro pole consecutive, roba per pochi davvero. Cinque su 11. La fidanzata l’ha lasciato, il suo cane è malato, ma lui può ritrovare il sorriso, urlare, alzare i pugni verso quel cielo plumbeo che l’ha aiutato. Perché lui lo merita per audacia. E perché la Mercedes sa azzeccare le strategie.

STUDIO Emblematica è la faccia del “tinto” al suo fianco. Pannocchia Vettel si sofferma quasi per un minuto, proprio mentre le telecamere lo riprendono, a osservare, studiare la Mercedes. Il volto è scuro come il cielo, in netto contrasto con i capelli. Poi, i due si incontrano e trovano modo per sorridere.

CONFUSIONE Lotteria, confusione, decisioni da prendere in un istante, perché questo è davvero uno sport di attimi, basta vederli passare sul traguardo mentre il tempo volge al termine, alle tre del pomeriggio, basta sentirli commentare il loro duello. «Io non sapevo davvero cosa stesse succedendo. Sono stato davvero sorpreso quando ho passato la linea, sono stato davvero fortunato a trovarmi qui. Avevo commesso un errore alla prima curva e credevo di aver sprecato tutto, passando un po’ largo. Evidentemente è andata bene, merito del team che ha fatto tutto nel modo migliore». E grazie a un Q2 pazzesco di Luigino. Che per la seconda volta consecutiva strozza l’urlo in gola al tri-campione tedesco, appena transitato sul traguardo. «La sensazione è la migliore possibile, perché pensi di aver tratto dalla macchina anche più di quanto c’era». E in più Nico Rosberg ha dimostrato che sul passo non siamo affatto male. Red Bull e Ferrari sembravano migliori in qualifica, però tocca a noi partire davanti».

MIGLIORE Lewis, poi, come spesso gli accade, tende a esagerare: «Non mi sono mai sentito meglio in vita mia. Credo di non aver mai guidato meglio. Sto cogliendo ogni opportunità, sfruttando il massimo. Eppoi è la mia trentunesima pole eppure mi sento sempre come fosse la prima». E invece adesso è lui il re della pole

VETTEL E Vettel? Il tedesco guarda la prospettiva. «Quando ha smesso di piovere il circuito si è asciugato rapidamente ed è andata bene, io e Lewis siamo arrivati vicini. Peccato per la pole persa, ma sono soddisfatto e nel complesso è un buon risultato per il team. Siamo nella condizione di correre per la vittoria e questo conta». Anche se ha trovato un rivale vero, la Mercedes condotta dall’inglese, per la sua esposizione mediatica. «Soprattutto in qualifica la Mercedes è stata velocissima dall’inizio della stagione. E continua ad esserlo. Nel secondo settore Lewis è stato pazzesco, forse il fatto di essere alle mie spalle lo ha aiutato. Non saprei. In queste condizioni tutto è possibile. Sarà un bel Gran premio, impronosticabile, visto il clima. Ma anche Mark è vicino a me. E dobbiamo badare anche alle Ferrari e alla Lotus».

DI RESTA Alla fine, il vero deluso potrebbe essere Paul di Resta. Lo scozzese aveva azzeccato il momento per sfruttare le gomme e subito dopo la pioggia era aumentata. Ma dopo neppure 2’ tutto è di nuovo cambiato. Quinto con la Force India è un grande risultato, ma la pole sarebbe stata ben altro.

NON sono tutti uguali, gli errori. Nemmeno nello sport. E questa qualifica tra gli alberi e le piogge delle Ardenne è come una finale ai rigori. Non sono tutti uguali gli errori, soprattutto, se a sbagliare non ti ritrovi in compagnia. Perché la vita non è un lungo fiume tranquillo. Non c’è un momento uguale all’altro, nemmeno per chi insegue l’abitudine. Fernando Alonso è universalmente considerato tra i migliori piloti al mondo, il più forte per completezza. Eppure la quinta fila da cui scatta oggi a Spa è in buona parte sua responsabilità. All’inizio del Q3, nelle peggiori condizioni possibili che peraltro spesso rappresentano la norma di Spa Francorchamps, l’asso spagnolo è andato in testa coda. Un attimo, al mattino era capitato ad altri, come al poleman Hamilton . Semplicemente non in quel momento. Lì per lì Alonso non ha perso nulla, ha semplicemente finito un giro lento. Che però, causa le condizioni climatiche mutevoli, gli è costato la possibilità di effettuare un ultimo giro con pista migliore, come invece capitato a Mark Webber , Sebastian Vettel e Lewis Hamilton , piazzatisi in ordine inverso al passaggio sul traguardo. Ecco, Fernando li avrebbe seguiti. E dunque, se non pole, sarebbe stata prima-seconda fila nell’ipotesi peggiore.

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