Strage in villa, c’è un altro sospetto Il figlio riporta una tazzina da caffè

Certo, c’è una tazzina, c’è una caffettiera e c’e un guanto in lattice. E c’è la stranezza che a trovarli per caso in una buca vicino alla casa della strage sia stato proprio il figlio che stava portando i suoi cani a passeggio. Cosa che ha indotto qualcuno a pensare al giallo di Avetrana, dove Michele Misseri diceva di aver trovato casualmente il cellulare della nipote e vittima Sara Scazzi. Ma al di là dei singolari ritrovamenti di ieri, gli inquirenti stanno cercando di stringere il cerchio sull’assassino attraverso un’indagine molto più tecnica, quella sul traffico telefonico. In particolare, è stata analizzata la cella telefonica che aggancia i cellulari della villa di Caselle Torinese teatro del triplice omicidio di Claudio Allione, di sua moglie Mariangela Greggio e della madre di lei, Emilia Dall’Orto. Gli uomini del comandante Domenico Mascoli hanno infatti notato come fra venerdì e sabato scorsi, giorni nei quali è stato commesso l’efferato delitto, la zona sia stata frequentata in modo anomalo da alcune persone che non abitano a Caselle ma che hanno avuto rapporti con la famiglia Allione. Diretti o indiretti, cioè attraverso qualche parente. E’ incrociando questo dato con le dichiarazioni di Maurizio Allione e il suo strano ritrovamento che sono state fatte alcune verifiche nella tarda serata di ieri al termine del secondo interrogatorio fiume del giovane nel quale lo stesso ha cercato di dare una spiegazione al mistero, accompagnato in caserma dalla fidanzata Milena e dal suo difensore, l’avvocato Stefano Castrale. Su quella tazzina, su quella caffettiera e su quel guanto potrebbero infatti esserci proprio le impronte del carnefice, di chi cioè ha prima bevuto un caffè con le sue vittime, forte della conoscenza con loro, per poi uccidere e liberarsi della prova che lo poteva schiacciare. Un’ ipote s i . Chi, dunque, può essere costui o costei? A questo punto gli investigatori hanno ripreso in mano il puzzle dell’indagine e hanno notato che oltre agli anomali movimenti svelati dalle celle telefoniche, per qualcuno l’alibi non era esattamente di ferro, essendo già stato sentito come persona informata sui fatti. Ecco perché gli inquirenti hanno deciso di affondare un po’ il colpo, battendo una nuova pista investigativa. «Non ci sono per il momento indagati, c’è però qualche nuovo sospetto su altre persone che nulla c’entrano con Maurizio e i suoi amici», sussurrava ieri sera un investigatore senza escludere importanti sviluppi nella nottata. Cioè: un’iscrizione nel registro degli indagati e un fermo. E’ solo una possibilità ma anche una speranza, considerato che su questo le pressioni sono molte e una soluzione a breve sarebbe di sollievo per gli inquirenti. Ma quali sono esattamente le persone verificate dai carabinieri di Torino? Quelle indicate dallo stesso Maurizio, nel corso della sua prima deposizione. A partire dalla signora delle pulizie e dal marito della stessa. La signora era stata allontanata perché mamma Mariangela aveva avuto il sospetto che avesse rubato una collanina. «Mia madre l’aveva mandata via per questo motivo » aveva detto Maurizio nel corso della prima audizione ricordando che a rivelarglielo era stata addirittura la sua fidanzata, Milena, evidentemente in confidenza con la signora. Ebbene, da un primo esame delle celle risulterebbe una strana presenza del marito a Caselle, quando entrambi vivono a Torino. «Ma questo, sia chiaro, non è una prova di colpevolezza, bisogna mettere insieme molte cose». Pare che l’alibi dell’uomo non fosse granitico: «Ma anche questo non è abbastanza ed è tutto da verificare», insistevano prudentemente gli inquirenti fino alle 11 di ieri sera. Nella lista di Maurizio c’è anche un impresario che aveva eseguito i lavori di ampliamento della casa e che a suo dire avrebbe preteso più soldi del dovuto; e c’erano i vicini che la signora Mariangela aveva portato in tribunale per ingiurie. Ma su questi ultimi nessun sospetto sembra gravare. Fin qui, la nuova pista investigativa. Che un po’ rende meno interessanti i filoni seguiti fino a ieri. Come l’analisi bancaria dei conti correnti e i buchi nel racconto del giovane. Sempre dal lavoro sui flussi telefonici sembra infatti che la sua versione dei fatti non corrisponda esattamente a quella che emerge dai brogliacci. C’è molta attesa invece per i risultati delle analisi del Ris, che dovranno dire chi c’era nella casa di Caselle quella notte e chi ha bevuto quel caffè. Rimangono un paio di dubbi: possibile che l’assassino si sia disfatto della prova del delitto in un modo così sgangherato? E possibile che proprio Maurizio lo abbia scoperto? Curiosità: quella notte era andato a giocare a risiko con gli amici, un gioco di strategia. Oggi l’autopsia dirà di più.