Strage di migranti, sette arresti

Strage di migranti, sette arresti

sette scafisti ritenuti responsabili del tragico sbarco di lunedì mattina a Ragusa, ora sono in manette. Cinque di loro sono siriani e sono accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e di avere causato la morte dei 13 uomini affogati a pochi metri dalla riva, obbligati a gettarsi dal barcone di legno, con a bordo circa 200 persone, nonostante nonsapessero nuotare. Gli altri due uomini arrestati sono invece di nazionalità egiziana e tutti hanno un’età compresa tra 25 e i 33 anni. Intanto, restano gravissime le condizioni del migrante che è stato investito da un’auto pirata sulla Sampieri-Modica, proprio mentre tentava di scappare dalla spiaggia. È in coma farmacologico e ha numerose ferite sul corpo. Nella notte tra lunedì e martedì sono stati arrestati Saiid Mouhamed Zahir Hbous, di 25 anni, Mohamed Tarek El Kessim, di 25, Mostafa Salah Sik, di 32, Mouhamed Abdel Weheb Mez, di 31, e Houssen Mouhamed Shaboun, di 28, nonché i due egiziani Adel Mouhamed Arafat, di 33 anni, e Fakhri Mouhmed, 28. I sette si trovano adesso rinchiusi nel carcere “Piano del Gesù” di Modica. I due eritrei fermati dai carabinieri poco dopo lo sbarco, in un primo momento considerati scafisti, sono stati invece rilasciati. Nonè ancora chiaro se a carico dei sette dell’equipaggio scatterà anche il reato di omicidio plurimo; sono ancora in corso verifiche per appurare se davvero le vittime furono costrette a buttarsi sotto la minaccia di bastoni, coltelli e cinghiate, come è emerso già durante le fasi del salvataggio. Oppure se, come nel caso della analoga tragedia avvenuta a Catania lo scorso agosto, molti abbiano deciso spontaneamente di lasciare la nave arenatasi sui fondali di sabbia a cinquanta metri dalla riva. In tutto sono 180 i migranti eritrei ed egiziani sopravvissuti allo sfortunato sbarco e tutti si trovano nel Centro di primo soccorso accoglienza di Pozzallo. Erano partiti sei giorni fa da Tripoli in Libia e avevano pagato 2.000 euro per poter raggiungere l’Italia e successivamente spostarsi verso altre mete sulle tracce di un parenteo diunlavoro. Davide Roccasalva, bagnino 24enne di Sampieri intervenuto con i primi soccorritori racconta i drammatici momenti dello sbarco: «Erano stipati come formiche, uno sull’altro. Ci siamo buttati subito in acqua per recuperare i più deboli, le donne, i bambini. Annaspavano in acqua. Abbiamo visto l’inferno». Ma ieri, da Roma, si è alzata anche la voce dei vescovi e del cardinal Bagnasco: «Mi chiedo se veramente l’Ue prenda in seria considerazione questo drammaumano che continuerà ad affacciarsi sulle coste dell’Italia che sono poi quelle dell’Europa», ha detto il presidente della Cei. La Commissione dell’Unione europea, con il portavoce di Cecilia Malmstroem, ha «deplorato la tragedia» avvenuta a Scicli e ha ribadito che «bisogna intensificare la lotta contro i trafficanti e le reti criminali » che gestiscono l’immigrazione clandestina.