Stefano Accorsi: “Da quando sono Buddista, so che Dio non esiste, o meglio è dentro di noi”

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Un bravo attore deve essere in grado di interpretare qualsiasi ruolo, ma Ste fano Pesce questa volta ha esagerato. Dal 20 gennaio, infatti, lo rivedremo vestire la tonaca di padre Isaia Morganti nella seconda stagione de II tredicesimo apostolo. Dotato di un carattere duro e ligio alle regole, il personaggio del religioso è lontano anni luce dalla personalità dell’attore bolognese, che nel corso della sua vita ha abbandonato le fede cattolica in favore della filosofia buddista. Decisamente all’opposto anche la sua visione del ruolo della Chiesa, a suo avviso chiamata a riscoprire P originario messaggio di Gesù, proprio come papa Francesco sta tentando di fare durante il suo pontificato. Una sfida professionale che Stefano Pesce ha saputo vincere, grazie a un’interpretazione credibile e coinvolgente. A Vero TV, l’attore ha raccontato le sensazioni provate sul set e i motivi che lo hanno spinto a intraprendere un nuovo per- | corso interiore. Stefano, quanto è stato ¡difficile interpretare padre I Isaia Morganti? «Non è tanto la vicinanza I o la distanza di un attore dal personaggio che rende difficile interpretarlo, ma la sua capacità o meno di accettare ogni sfaccettatura della sua personalità. Per esempio, se un personaggio prova delle emozioni e condivide delle opinioni, che in qualche modo approvo ma che non sono ancora riuscito ad accettare del tutto, l’impresa [diventa quasi impossibile. In questo senso, la recitazione è un percorso psicoterapeutico che, in alcuni casi, può aiutarti a capire chi sei. Io stesso mi sono liberato di dogmi che per tutta la vita hanno rappresentato per me dei punti di riferimento ». Ti riferisci alla fede? «Fino a poco tempo fa ero un credente cattolico. Quando una mia parente stretta si è ammalata, tutti i tentativi di fornirle un sostegno si sono rivelati vani. In quel momento ho deciso, insieme alla mia compagna (l’attrice Barbara Mautino), di abbracciare la filosofia buddista per poi farla scoprire anche a lei. E ha funzionato: adesso è più serena e la sua vita è compietamente cambiata. Anche a me il buddismo ha trasformato l’esistenza. Mi ha fatto capire che devo gioire per le cose per cui c’è da essere felici e soffrire per quelle per cui c’è da penare. Ma per compiere questo passo, ho dovuto accettare il fatto che Dio non esiste. meglio, che è presente dentro di noi e che ogni cosa contiene il bene e il male». «Il nuovo Papa sta lavorando bene» Niente di più lontano dalla visione di padre Isaia, che difende a denti stretti le regole millenarie della Chiesa. «Senza dubbio mi sento più vicino al modo di intendere la fede di padre Gabriel, che non a quello del mio personaggio. Tuttavia, mi rendo conto che l’antagonismo fra i due, al netto degli eventi soprannaturali che servono per intrattenere il pubblico, è molto realistico e attuale». In che senso? «È sotto gli occhi di tutti il fatto che in questo momento la Chiesa stia vivendo una situazione pazzesca, dovuta alla convivenza di due Papi che hanno due punti di vista diversi. Mi riferisco ovviamente a Joseph Ratzinger e ( a papa Francesco. A mio avviso, Il tredicesimo apostolo affronta con coraggio questo tema molto delicato, offrendo al pubblico entrambe le linee di pensiero: la Chiesa deve essere aperta e interlocutoria nei confronti dei fedeli oppure deve essere dogmatica e ferrea nell’ottica di preservare e proteggere le debolezze dell’uomo?». Che cosa ne pensi del [progetto portato avanti da papa Francesco? «Mi piace il suo approccio, J ma non lo definirei rivoluzionario, proprio perché il suo messaggio è molto in linea con il Cristianesimo delle origini. Sta cercando disperatamente di tornare agli insegnamenti primitivi e illuminati di Gesù di Nazaret. E percepito come rivoluzionario solo perché è diverso da quello che i fedeli sono abituati a vedere». «Quanto gli ho rotto le scatole!» Ma qual è il tuo rapporto con il mondo del soprannaturale? «Non credo all’esistenza di vampiri e demoni. Tuttavia,sono convinto della bontà del potere degli sciamani. Solo per fare un esempio, esistono esperienze documentate di santoni del Nepal che riescono a correre semplicemente sfiorando il terreno. E sono anche molto affascinato dal [ mistero dei cerchi nel grano.Le spiegazioni di chi sostiene che siano realizzati ad arte da burloni, per prendere in giro il mondo, non mi convincono. Mi sembra molto strano che qualcuno si prenda la briga di svolgere un’attività così ; impegnativa solo per spirito goliardico». La divergenza di vedute tra il tuo personaggio | e quello interpretato da Claudio Gioè ha creato problemi fra di voi? «A volte, quando si lavora a stretto contatto per un po’ di tempo, capita di trasportare nella vita reale le emozioni fittizie che l’attore deve rendere vive sul set, seguendo il i copione. Ma con Claudio non è successo e il nostro rapporto è sempre stato ottimo. Lui ! è stato bravo a sopportarmi, nonostante il mio ruolo m’imponesse di “rompergli le scatole” per tutto il tempo delle riprese. D’altronde, questo è il nostro lavoro: per far sì che ognuno dia il meglio, ci vuole molta delicatezza e fiducia i l’uno nell’altro». Sei un attore di cinema e televisione. Quale dimensione senti più tua? «In questo momento mi piacerebbe molto ricominciare a lavorare per il cinema in modo più continuativo, A ottobre ho finito di girare al fianco di Neri Marcorè il film Leoni, diretto da Pietro Parolin, in cui interpreto un sovrintendente della polizia locale. E un uomo senza midollo, etica, autocritica, amore. E senza sogni. Però è molto simpatico». C’è un regista in particolare con cui ti piacerebbe I lavorare? «Marco Tullio Giordana, è una persona d’intelligenza raffinata».