Squadra Antimafia 5, Alessandro Rugnone: “Bocci non lo sà, ma le rubo le Fan”

Stesso sguardo magnetico e medesimo fascino mediterraneo, Alessandro Rugnone, sta già facendo stragi di cuori tra le telespettatrici di Squadra Antimafia 5 ed è pronto a rubare alFamico Marco Bocci lo scettro di attore più desiderato della fiction di Canale 5. L’affascinante attore siciliano, insignito del prestigioso Glam Awards Sicilian in thè World, si racconta a Donna al Top tra sogni professionali, bucolici furti giovanili e follie d’amore. E cattivo, ma solo per fiction Rugnone, tanto che persino sua sorella ha stentato a riconoscerlo nel vederlo interpretare il perfido Ruggero Spina. Che effetto ti fa la straripante ondata di popolarità che ti sta regalando Squadra Antimafia? «È tutto così strano per me e non c’ero davvero abituato. Curiosamente molta gente che mi ferma per strada lo fa per sottolinearmi quanto somigli al loro beniamino televisivo. Poi, quando sorrido, capiscono che sono proprio io e non un suo sosia». «Preferisco un po’ di suspence» Che sorprese ci riserverà nelle prossime puntate della fiction il tuo Ruggero Spina? «I suoi obiettivi, per raggiungere la felicità, verranno presto resi palesi. Scoprirà, finalmente, le carte e per i telespettatori non mancheranno le sorprese». Sarà uno dei protagonisti anche della sesta serie? «Non posso ancora rivelarlo e, per il momento, vorrei lasciare ancora un po’ di suspence». Molti tuoi colleghi attori sostengono che interpretare i “cattivi” sia parecchio stimolante. Vale anche per te? «Fosse per me, farei ruoli da cattivo per tutta la vita (ride, ndr). Anzi, vestirei i panni di un personaggio persino più cattivo di Spina, così da penetrare ancora meglio in profondità in quegli spiragli che ho saputo aprire, in quelle inedite corde interpretative che ho scoperto di avere. Persino mia sorella ha avuto paura quando mi ha visto in tv e ha detto che stentava a riconoscermi ». «lo da bambino raccoglievo frutta» Nella realtà, hai mai commesso qualche piccola illegalità? «Sì, da bambino, ma… a mia insaputa». Spiegaci meglio… «Da piccolo accompagnavo mio nonno a raccogliere la frutta in campagna. Anni dopo ho scoperto che, in realtà, quelle piante non erano nostre. Solo allora ho capito che in realtà stavamo rubando. Generalmente, però, ci tengo a sottolinearlo, in campi abbandonati. Oggi mi fa sorridere perché, finalmente, ho capito il motivo per cui nonno in quelle occasioni aveva sempre fretta e mi raccomandava di sbrigarmi». È stato difficile il passaggio dalla Sicilia a Roma per inseguire il sogno di diventare attore? «No, perché avevo diciotto anni e a quell’età si è animati da un insopprimibile spirito d’avventura. Ai tempi in cui studiavo all’Accademia Silvio D’Amico di Roma, sono partito solo con uno zaino in spalla e con qualche soldo prestatomi da alcuni amici. Con mezzi di fortuna sono arrivato persino in Svezia, a Stoccolma, dove viveva una ragazza di cui, all’epoca, mi ero perdutamente innamorato. Con il passare degli anni, però, mi capita sempre più spesso di tornare in Sicilia. Sono “terrone” e la mia terra mi manca. Nella distanza poi quei luoghi assumono un valore ancora più romantico e idealizzato. Chiedere a un siciliano se gli mancano gli odori, i sapori e i panorami della sua terra è una domanda retorica». A proposito di Sicilia, anni fa hai partecipato a un’edizione di Domenica In guidata da un tuo celebre conterraneo, Pippo Baudo… «Baudo è un gigante sia sotto il profilo fisico che sotto quello professionale. È un uomo coltissimo e mi ha colpito tanto la passione con cui curava ogni dettaglio, anche il più piccolo, della sua trasmissione». La tua famiglia ha appoggiato le tue velleità artistiche? «I miei genitori sono stati esemplari e non mi hanno mai negato la possibilità di inseguire i miei sogni. A distanza di anni, però, mi hanno confessato che quando ho fatto le selezioni per l’Accademia d’arte drammatica di Roma, non erano poi così convinti che mi avrebbero preso». La “guerra” delle ammiratrici Oggi, invece, sei un attore affermato e desideratissimo dalle telespettatrici di tutta Italia, tanto che stai insidiando il primato di Marco Bocci in termini di ammiratrici… «Marco ha così tante fan che se anche gliene rubo qualcuna, nemmeno se ne accorge (ride, ndr). Non gli faccio insomma un gran danno. E una persona deliziosa, genuina e positiva. Mi somiglia molto sotto questo punto di vista e mi fa sorridere che agli occhi del pubblico, invece, siamo identificati come il buono, lui, e il cattivo, io».