Sonia Bruganelli: “Io, ‘prete’ Simone è la benedizione di Paolo”

A casa Bonolis c’è un terzo incomodo. Che prima si travestiva da Drag Queen e oggi veste abiti clericali. Ed è la nuova creatura di Sonia Bruganelli, che da brava talent scout lo ha visto esibirsi replica dopo replica del celebre musical Priscilla, fino a volerlo coinvolgere nel suo primo spettacolo teatrale che, partito da Sanremo, farà il giro d’Italia. »Non mi sono mai divertita tanto» Lui si chiama Simone Leonardi ed è il creativo che con la Bruganelli ha dato il via allo spettacolo intitolato La strada per il… Paradiso?.La signora Bonolis, che in genere si occupa dei casting dei concorrenti nei programmi del marito, stavolta si mette in gioco in prima persona. «Simone interpreta un novizio, con le tentazioni, gli ostacoli del quotidiano portati in scena. Io non mi sono mai divertita tanto». Dalla tv al teatro, il dietro le quinte è tutta un’altra cosa. Come sta andando questa esperienza? «Sono due cose totalmente diverse, anche se spesso l’obiettivo è lo stesso, ovvero intrattenere, regalare del tempo spensierato, raccogliere il consenso di chi ti sceglie. Ma è anche vero che il teatro è strutturato in modo differente. Una per tutte, gli attori spesso si truccano da soli, lavorano su loro stessi in modo meno strutturato, più personale, così come il pubblico con il quale c’è un contatto più diretto. All’entrata in scena di Simone (il protagonista, ndr) sono riuscita a sentire la prima risata divertita di Paolo (Bonolis, ndr) e mi sono detta: “se piace a lui, è fatta!”. E infatti il pubblico non ha tardato più di un secondo a darmi la conferma». «Mix vincente di musica e ballo» Domanda tipica di chi non va troppo a teatro: si ride? «Ci si diverte. Si ride anche. Semplificando le cose al massimo, posso dire che è un cabaret a tutto tondo, quindi c’è la storia, la narrazione, ma anche la musica, senza che sia un musical, c’è il ballo, ma non è un balletto. È però un lavoro completo, dove la formula del giusto mix è quella vincente». Protagonista di questo lavoro è Simone Leonardi. Come è nato il vostro sodalizio artistico? «Ho scoperto Simone tra i protagonisti del musical Priscilla, la regina del deserto. Divertita dal musical che ho rivisto un sacco di volte in varie città e colpita dalla sua presenza di scena, ho voluto approfondire. Ho scoperto un artista vero, versatile, con il quale si poteva elaborare una nuova fonnula e abbiamo subito riscontrato i primi successi». «Simone, da Drag Queen a prete» In Priscilla, Simone vestiva i panni di una Drag Queen. L’hai rivestito da uomo… «Da prete, per l’esattezza. In questa storia è un novizio, che. senza voler anticipare troppo, è alle prese con le sue tentazioni, fino alla decisione di non farne niente. Ma tranquilli, non è il finale, quello che diverte è scoprire il perché di certe scelte. Dà un senso a tutta la storia». Adesso lo chiedo a te. Perché questa scelta? Sappiamo bene che in Italia, scomodare la chiesa è sempre un po’ tabù. «In realtà ho trovato che fosse la storia giusta al momento giusto. La Chiesa sta cambiando, ha un nuovo Papa, aperto, che dice le cose che gli detta il cuore. Più aperta, spero, e anche molto più ironica». Che rapporto hai con la spiritualità? «Sono altrettanto sincera. Sono credente, ma non vado troppo in chiesa. Lo sono un po’ al bisogno, nel senso che nei momenti di debolezza, mi viene spontaneo rivolgermi a qualcuno lassù e so che quel qualcuno mi sta a sentire, ma sarei ipocrita se dicessi che rientra nella mia quotidianità». Bonolis, un ruolo attivo nel progetto Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, così si dice. E dietro Paolo Bonolis, sappiamo che c’è sempre la tua presenza: nella selezione del cast, nelle prime file in studio. Stavolta ci sei tu, come produttore, a metterti in gioco. Lui dove si colloca? «Ha avuto sicuramente un ruolo attivo nel progetto. Ha incontrato Simone quando abbiamo deciso di collaborare, ha seguito la nascita della storia, e mi è stato vicino incoraggiandomi». Qual è la frase che ti ha detto dopo la prima?«Hai per le mani un vero gioiellino». Quindi Simone mette gli abiti da prete ma poi è Bonolis a dare la benedizione? «Sì… in pratica è pròpio cosi.