Simona Ventura mamma tris: “E’ fatta Caterina ti ho adottata”

Dopo anni di soldatini, partite di calcio, jeans da rapper e video- games, la Ventura si sta godendo il piacere di accarezzare capelli lunghi, comprare mini scarpe glitter e abiti frou-frou. Dopo aver cresciuto due bimbi, Niccolò e Giacomo, che oggi sono due fusti di 16 e 14 anni, sta scoprendo la dolcezza di due occhioni che la guardano e le dicono: «Mamma, sei bellissima». Mamma di fatto e anche per legge perché da un paio di mesi Simona ha adottato Caterina. Otto anni compiuti a fine maggio, vive con la conduttrice da quando aveva un mese o poco più. La sua mamma biologica non poteva tenerla con sé. «È una mia parente, mi è sembrato naturale tendere la mano e dire: me ne occupo io. Non ci ho pensato un secondo. L’ho detto e l’ho fatto». Determinata. Coraggiosa. «Istintiva, direi. E devo ringraziare mia madre: mi è stata vicina e ha sempre creduto nelle mie scelte.

Compreso il prendermi cura di una neonata quando le mie giornate erano scandite da ritmi tostissimi. Non è stato semplice: era il 2006, lavoravo sempre, mi ero separata, avevo due figli da tirar su. La vita mi sembrava già così piena. Sbagliavo. Solo oggi, quando siamo tutti insieme, è veramente completa. Caterina è un dono, una sorpresa della vita». Che di recente te ne ha concessa un’altra. «Immensa! Adottarla. L’iter è stato lungo e complicato: all’inizio mi è stata data in affido per due anni, poi per altri due sempre sottoponendomi a continui controlli da parte degli assistenti sociali. Poi c’è stato l’affido a tempo indeterminato». Ma tu volevi di più. «Adozione non era solo aggiungere il mio cognome al suo. Significava tutelarla dal punto di vista giuridico. Renderla mia figlia a tutti gli effetti. Un percorso difficile, perché spiegare alla famiglia naturale di Caterina che Catturanon intendevo portare via nulla a nessuno, ma volevo solo il bene della bambina, proteggerla giuridicamente, non è stato facile. Né da far comprendere né da accettare».

Ma ce l’hai fatta. L’hai adottata, pratica ardua in Italia, soprattutto se non si è sposati. Tu sei divorziata. «Mi è stata concessa un’adozione speciale. Per la legge può accadere se il bimbo è orfano, se proviene da persone alle quali sei legato fino al sesto grado di parentela, e per noi è il secondo, infine se i genitori naturali sono d’accordo», chiarisce Simona. Mentre chiacchieriamo, Caterina gioca con nonna Anna. È tenerissima quando le chiede un parere sulle sue scarpe da tennis rosa fluo con lustrini ovunque; poi allarga le braccia perché trova poco consenso. «Sei troppo moderna per me, tesoro!», replica la nonna. Che ricorda: «Sono stata io a cambiarle il primo pannolino. E sono stata io a infondere coraggio a mia figlia affinché se ne occupasse. Simona è una donna fortissima, capace di gestire bene tante situazione insieme. Lavoro e casa: si è presa cura davvero dei figli: scuola, dentista, sport». Poi accarezza la nipotina. «È brava, studiosa, giudiziosa. Fa golf, atletica, nuoto e ginnastica ritmica. Anche se non l’ho partorita io, per me è una mia creatura». Quello che sorprende di Caterina è la profonda serenità. E non solo perché respira amore. «Anche perché sa tutto. Non le sono mai state raccontate favole: sa di avere una famiglia particolare».

Che conosce? «Il suo papà naturale sì, lo vede regolarmente. La accompagno e loro trascorrono tempo insieme. La sua mamma biologica non l’ha conosciuta, ma le parla al telefono». Simona si ferma. «Non l’ha incontrata finora, ma accadrà». Nonna Anna annuisce, Caterina da lontano sorride. La complicità delle donne Ventura è forte. Vera. È sempre stato così, fin dai tempi in cui Simona, giovane, bella e atletica, guardava la madre e diceva: «Partecipo a un concorso di bellezza. Saliva sul treno e via». Nel 1986 vince la fascia di Miss Muretto, nel 1988 è alla finale di Miss Universo, nel 2014 vince lo scettro di conduttrice del concorso che incoronerà la più bella d’Italia. «Non solo la più bella! Si terrà conto anche della personalità, della grinta, del carisma: il mix vincente è questo». Sono 24 le finaliste: tutte nature o hanno già ceduto alla chirurgia estetica? «Ho notato che la voglia di differenziarsi vince sull’omologazione. Un naso importante, un mentuccio sporgente non sono più vissuti come difetti, ma come punti di forza». Di mamma in figlia: se domani Caterina ti dicesse, prendo il treno e vado a un concorso di bellezza… «Perché no? Vorrei però che non lo vivesse come un traguardo, ma come un’opportunità. Per lei ho grandi progetti: è volitiva, curiosa della vita. Sogno che faccia viaggi e che conosca il mondo. È pieno di meraviglie da scoprire. E sa sorprendere». Come ha fatto la vita con te…