Silvio Simeoli: “Diventare padre era il mio sogno”

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Si gode la  sua piccola Viola, nata solo un mese fa: «Mi assomiglia ed è buonissima», dice. E sta vicino alla compagna Maria Teresa: «Sono pazzo di lei, è una grande donna e si sta rivelando anche una grande mamma ». Piglio d’attore drammatico ma sorriso guascone, Salvio Simeoli {Incantesimo, L’oro di Scampia, Come il vento) è al settimo cielo. «Per un po’ farò il papà quasi a tempo pieno», ci racconta, «poi, inevitabilmente, dovrò dividermi tra la famiglia e il set. In agenda ho un po’ di bei progetti che si concretizzeranno a breve». L’attore napoletano, intanto, ha appena partecipato, all’auditorium Parco della musica di Roma, a una serata speciale dedicata dall’amministrazione capitolina a Come il vento, la pellicola di Marco Simon Puccioni che sta girando i festival di tutto il mondo e nel quale recita al fianco di Valeria Golino. Salvio, la tua vita è cambiata in queste settimane. Come ti senti ora che sei papà? «È una gioia tanto grande da non essere descrivibile con le parole. Tutti mi dicevano: “Preparati perché saranno emozioni forti!”. Ma avevano torto, perché le emozioni, in realtà, sono fortissime». Che carattere ha Viola? «È bravissima: piange solo quando ha fame. Tra l’altro, abbiamo tirato fuori dalle scatole dei ricordi le mie foto da neonato scoprendo che mi somiglia. Quando mi fissa con quegli occhioni mi si squaglia il cuore e faccio quasi fatica a reggere il suo sguardo…». Metter su famiglia era nei tuoi programmi? «Sì, sono un ragazzo alla vecchia maniera. Mi mancava solo di trovare la persona giusta, che finalmente è arrivata. Tutti abbiamo obiettivi e ambizioni nella vita e per me, che vengo da una famiglia numerosa, avere un figlio li batte tutti. La nascita di Viola mi ha dato più forza e serenità, tanto da riuscire a gestire con nuovo equilibrio anche un mestiere particolare come il mio. Lavorare nello spettacolo, si sa, ti porta su e ti porta giù, con naturali sbalzi d’umore tra i periodi frenetici e quelli un po’ più vuoti». Maria Teresa, la tua compagna, che mamma è? «Fantastica. Sul fatto che fosse una grande donna non avevo dubbi, ma ora si sta rivelando anche una grande mamma. Abbiamo già deciso che avremo altri bambini». I vostri figli cresceranno a Napoli o a Roma? «Presto ci stabiliremo tutti insieme a Roma per il mio lavoro. Ora io faccio la spola». «Le brune storie in prima pagina» Tu sei orgogliosamente di Scampia. Com’è il quartiere visto da chi ci vive? «Scampia è problematica, lo so bene perché ci sono nato e cresciuto. Ma gode di una pessima stampa che enfatizza solo luoghi comuni: le brutte storie di criminalità e disagio finiscono sempre in prima pagina, l’apertura di una scuola per i disabili, invece, non fa mai notizia. Il rione sa essere diverso da come viene abitualmente raccontato». A proposito: Uovo di Scampia, dove hai recitato con Beppe Fiorello, racconta la storia di Pino Maddaloni, medaglia d’oro olimpica di judo, e della sua scuola che ha tolto ragazzi dalla strada «È un esempio del volto umano e solidale del quartiere e conferma che i ragazzi delle periferie degradate non sono tutti sbandati. È vero che per coltivare il talento i giovani se vanno da Scampia, ma pochi sanno che la maggior parte dei laureati di Napoli arriva dai quartieri cosiddetti difficili. C’è voglia di riscatto». uLa fiction non ha finalità educative» Trovi ci sia anche una finalità educativa in questi film? «No, secondo me non tocca alla fiction o, più in generale, all’arte educare. A questo devono pensare le famiglie, le istituzioni e la scuola. Però i concerti, le manifestazioni, una troupe che gira un telefilm sono cose che accendono energie positive nel quartiere». Anche in Come il vento, il film sulla vita di Armida Miserare, la prima donna italiana direttrice di un carcere, reciti un ruolo tosto. Come ti sei trovato? «Molto bene. Sono felice di aver avuto questa parte e dell’accoglienza che sta ricevendo il film. Io interpreto la scorta personale della Miserere (impersonata da Valeria Golino, ndr), con la quale ho un flirt. L’opera è stata presentata al Festival di Roma a novembre, ma è ancora richiesta: in questi giorni esce negli Stati Uniti e a seguire in Francia». «Il Napoli mi dà belle soddisfazioni» Visto che prima di diventare attore hai giocato a calcio, ecco una domanda sul Napoli di Rafa Benitez: come giudichi gli Azzurri? «Sono molto contento: giudico positivamente la stagione e il progetto portato dal presidente De Laurentiis. I napoletani parlano di calcio tutta la settimana e ora che la squadra è tornata competitiva sazia la voglia di riscatto di cui parlavo prima».