Silvio Berlusconi: Ascoltiamo gli anziani hanno bisogno di noi

Berlusconi-sorridente

Da due settimane Silvio Berlusconi frequenta ristituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Lì. tra ospiti anziani colpiti dal morbo di Alzheimer, i giudici lo hanno assegnato per svolgere i servizi sociali e lì si presenta ogni venerdì mattina. Indossato il camice bianco, il leader di Forza Italia si sveste dei  suoi panni di politico e indossa quelli di uomo. Una esperienza non nuova, in realtà, per lui. Chi lo conosce bene sa che molte volte, in passato e lontano da tutti i clamori mediatici di oggi, si è spesso recato a far visita agli anziani, Anche dopo la scomparsa di mamma Rosa. Forse anche un po’ per ricordarla, per sentirla ancora più vicina a se. Fd è con questo spirito che Berlusconi ha affrontato la sua nuova avventura, Con dedizione, umanità, servizio; un’avventura che ha abbracciato con entusiasmo, senza riserve. Gli amici sanno bene che per lui questa non è certo la vera condanna. La condanna sta nel non poter vivere da uomo libero, nel non poter esprimere ciò che sente c pensa con totale libertà, nel dover ricevere ogni sera alle undici in casa propria i Carabinieri che, seppure sempre gentilissimi con lui, devono controllare che non sia uscito. Ma nelle stanze asettiche di Cesano Boscone, tra i malati inchiodati a letto o su una sedia a rotelle, tra chi cammina con fatica appoggiandosi ai passamani affissi alle pareti, non e’è spazio per le frustrazioni o i risentimenti personali. Occorre rimboccarsi le maniche e regalare sorrisi, energia. E questo Berlusconi fa. E lo fa con tutta l’esperienza e l’empatia che può offrire un uomo di 77 anni, che, nonostante la condizione privilegiata di uno spirito giovanile e di una forma fisica invidiabile, può rapportarsi con gli ospiti della struttura in modo più credibile di quanto potrebbe fare un giovane. Può quindi offrire anche un importante sprone psicologico ai pazienti con la sua sola presenza, dimostrando come si possa affrontare la maturità della vita continuando a guardare verso il futuro, con positività ed energia. Il tema della vecchiaia non è mai stato trattato spesso durante le interviste con il leader. Lì bello poterlo fare ora: una riflessione nuova su una stagione antica della vita. Una stagione dove passato, umanità, bisogno di ascolto si fondono in un tutt’ uno. Domanda. Presidente, ci racconti. Che storie di vita ha incontrato a Cesano Boscone? Risposta. «Ho incontrato tante storie diverse: persone anziane, ma ancora con tanta voglia di vivere e di raccontarsi; e altre, invece, duramente colpite da una malattia che le rende assenti, le trasforma, le porta in una dimensione lontana dalla realtà. Tutto molto toccante». D. C’è un incontro, una storia che l’ha colpita in particolare? R. «Non una storia, ma ogni storia. Ho visto la commozione di tante persone anziane che ti riconoscono, li parlano. Ti rac contano di quando erano giovani, del marito che hanno perso, dei tìgli che sono lontani e i loro occhi si riempiono di lacrime. Ti sono grate che le ascolti con attenzione e partecipazione». D. Che cosa fa concretamente a Cesano Boscone? Come si relaziona con gli ospiti? R. «Sto iniziando, è ancora presto. Per ora ho approfondito i sistemi di assistenza e di cura, ho apprezzato le persone che assistono i malati e tra i malati ho ascoltato chi mi ha riconosciuto e ha voluto parlare con me. Le persone anziane hanno, soprattutto, desiderio di essere ascoltate, di avere qualcuno che dialoghi con loro». D. Consiglierebbe a un giovane di fare lì dentro la sua stessa esperienza? R. «Certamente. Ci sono già diversi giovani che prestano la loro opera come volontari. Ho parlato con qualcuno di loro e li ho trovati orgogliosi di potersi rendere utili», D. Vorrei tare con lei una riflessione sulla vecchiaia. Che cosa rappresenta per lei questa stagione della nostra vita? R. «Per me è ancora una stagione di lavoro, di impegno, di passione. Sono tornato in campo perché credo che il mio Paese abbia ancora bisogno di me, di noi, dei moderati. Non possiamo lasciare il campo alla sinistra e tanto meno a un aspirante dittatore. Il pericolo Grillo è grave. Il suo movimento attira chi non trova un lavoro, chi non riesce ad arrivare a fine mese e cerca un modo per reagire, per protestare, per cercare di cambiare le cose. Ma Grillo, purtroppo, non può che peggiorare le cose». D. Un grande vecchio che porta nel cuore? R. «Mio padre. Un padre tenerissimo, che mi è sempre stato vicino e mi ha formato alla sua scuola, ai suoi ideali, ai suoi valori. Gliene sono grato e lo tengo sempre nel mio cuore».