Sigarette elettroniche come il tabacco: il nuovo pasticcio del Milleproroghe

http://www.docomomoiberico.com/?write-one-paragraph-essay By on 29 dicembre 2013
Sigaretta-elettronica

http://rest-cor.org/?dissertation-proposal-on-employee-retention dissertation proposal on employee retention ROMA—Questa non è solo la storia di un pasticcio normativo. La storia di un paio di articoletti di legge inseriti dal Parlamento nel famigerato decreto salva Roma ritirato dal governo dopo che c’era stato infilato di tutto, e rispuntati pari pari nel nuovo Milleproroghe varato venerdì dall’esecutivo. Forse rispuntati, perché il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri due giorni fa lo dava per certo, ma fonti dello stesso Palazzo Chigi, ieri, mettevano in dubbio la loro approvazione. Purtroppo non è solo la storia di un caos legislativo, perché quelle norme riguardano il tabacco e le sigarette elettroniche, parlano di tasse da ridurre e di divieti da mettere, che sarebbero per giunta destinati a entrare subito in vigore. Di argomenti molto rilevanti, insomma, per la salute pubblica. Anche se questa sembra davvero l’ultimissima delle preoccupazioni. Difficile pensarla diversamente leggendo la bozza del Milleproroghe entrata venerdì in Consiglio dei ministri, dove si propone di ridurre il prezzo al consumo delle sigarette con un abbattimento delle accise che compensi l’aumento dell’Iva al 22%: serve solo a garantire il gettito erariale per le casse dello Stato, che da qualche mese è in caduta libera. Oppure leggendo le tre righe successive, originate da un emendamento parlamentare al salva Roma, che estendono alle sigarette elettroniche la legge Sirchia sul tabacco: significa il divieto di pubblicità dei prodotti e soprattutto l’obbligo di fumare le sigarette elettroniche, anche senza nicotina, nelle stanze dei luoghi di lavoro e dei locali pubblici riservate ai fumatori, esposti al loro fumo passivo. Quel comma, dicevano ieri fonti di governo, «potrebbe» essere saltato all’ultimo minuto. Ma il testo definitivo del decreto Milleproroghe varato venerdì dall’esecutivo ancora non c’è, e il mistero resterà almeno finché, nero su bianco, il provvedimento non arriverà in Gazzetta Ufficiale. Anzi, forse i due provvedimenti, perché il Milleproroghe, secondo le ultime voci di palazzo, potrebbe essere diviso in due decreti distinti. Per il tabacco e le sigarette elettroniche, comunque, potrebbe non essere la fine della storia, perché sono mesi che questi due articoletti di legge, la riduzione delle imposte al consumo sul tabacco e i divieti per le «e-cig» (proposti nel salva Roma dalla Lega, ma poi votati da Pd, Ncd e M5S) fanno capolino tra bozze di decreti, leggi ed emendamenti. La prima versione del decreto Iva arrivata sul tavolo del governo a fine settembre, ad esempio, già prevedeva la possibilità di ridurre le accise su sigari e sigarette. Pensata per arginare il calo del gettito prodotto dai tabacchi, un tesoro da quasi 10 miliardi di euro l’anno, che nel 2013, però, ha cominciato a scendere vertiginosamente. Nei primi dieci mesi è calato di quasi 500 milioni, e le cose potrebbero andare molto peggio dopo l’aumento dell’Iva al 22% che pesa su tutta la filiera produttiva e potrebbe spingere al rialzo il prezzo finale. Da compensare, per evitare guai, con una riduzione delle imposte di consumo. Nel decreto Iva di settembre approvato dal Parlamento lo sconto fiscale saltò. Mentre con il primo decreto Iva, quello di luglio, era stata approvata la norma che dal prossimo primo gennaio avrebbe bandito la pubblicità delle sigarette elettroniche (che dal 2014 saranno gravate da una tassa del 58,5%) e il loro consumo nei luoghi pubblici e di lavoro, con l’eccezione dei locali per i fumatori. L’emendamento lo presentarono alcuni parlamentari della Svp, e il governo, con il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, espresse parere favorevole.Maquel divieto è durato poco, perché con un emendamento al decreto Istruzione, a inizio novembre, il deputato dell’allora Pdl, Giancarlo Galan, lo fece saltare. «Era un eccesso di proibizione », si disse. Ora regna un eccesso di confusione. E di approssimazione. Tutta la questione viene ridotta a un affare di gettito immediato, senza tener conto dei costi enormi della gestione delle malattie indotte dal fumo, che continueranno a scaricarsi sulla collettività. Su tabacco e sigarette elettroniche si insiste a legiferare, o a tentare di farlo, in balia delle lobby e a prescindere dalla salute, che dovrebbe essere la preoccupazione principale. Compri meno sigarette perché costano troppo? Ti riduco il prezzo. Smetti di fumare e passi alla sigaretta elettronica, anche senza la nicotina? Ti avvelenerà il fumo passivo.

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