Siani e gli abusivi: siamo l’Italia dei «diversamente autorizzati»

L’Italia abusiva» vista da Alessandro Siani, come dal titolo del libro in uscita il 19 novembre per Mondadori. Il comico è partito dal suo film (il successo del Principe abusivo) e ha capito che il discorso andava allargato. «Anche i parcheggiatori ormai hanno una certa autorità, non si chiamano più parcheggiatori abusivi, ma diversamente autorizzati. A un tassista a Roma chiesi se aveva la licenza, mi rispose “No, ma ho la patente ». È già un passo avanti avesse almeno quella. Chi sono i diversamente autorizzati, Siani? «Tra gli abusivi autorizzati ci sono gli odontotecnici che si fingono dentisti, i diplomati della Padania che si fingono laureati, i politici che si fingono saggi, le pin up che si fingono nipoti di Mubarak». Gli abusivi sono ovunque, in alto e in basso? «Anche papa Ratzinger era in qualche modo abusivo. È rimasto in Vaticano per una paio di settimane anche se aveva dato le dimissioni». Se capita anche così in alto non si può pretendere che il resto non si comporti di conseguenza. Di chi è la responsabilità di questa deriva? «Faccio un esempio. La terra dei fuochi? Non è un problema napoletano, ma un problema italiano. Lampedusa? Non è un problema italiano ma un problema europeo. La crisi economica? Non è un problema europeo ma un problema universale. Secondo me i marziani non se fanno vede’, perché quelli pensano: appena ci vedono, sicuramente ci mettono in mezzo e ci danno la colpa. Già lo so». Anche l’amore è irregolare? «Oggi i ragazzi si fidanzano su Facebook e si lasciano su WhatsApp senza neanche vedersi ». Il luogo comune vuole che Napoli sia una della città più abusive d’Italia… «Io credo che al momento lo scettro sia passato di diritto ai cinesi». Lei può parlare per esperienza personale. Un suo spettacolo benefico a Pompei saltò perché c’erano troppi imbucati. Tolsero pure i numeri dalle sedie perché chi aveva comprato il biglietto non potesse reclamare il posto. «La cosa divertente nell’amarezza che provai fu che quando sono salito sul palco per dire che lo spettacolo in quelle condizioni non si poteva fare, un signore in terza fila di getto rispose in napoletano stretto: una volta che tenevo la possibilità di vedere lo spettacolo gratuitamente, manco lo fanno». In compenso il lavoro come è messo? «Quando sono nato l’idea del lavoro era un’idea importantissima all’interno della famiglia. Ho passato tutti questi ultimi anni a vedere l’abusivismo nel lavoro, inteso come crearsi opportunità per trovarlo: in 20 anni ho visto che il lavoro all’inizio si chiamava indeterminato, poi è diventato determinato e adesso è solo terminato ». Pure la verdura è pirata. A casa Berlusconi i fagiolini stanno a 80 euro al chilo. «Vorrei fare una proposta, mia nonna li fa a 5 euro al chilo, se può interessare a Berlusconi. Poi se la vedono per casa può sempre dire che è la nipote di Tutankhamon».