Sì a Stamina per Noemi la bimba ricevuta dal Papa

Sono i tribunali a gestire Stamina, il metodo a base di cellule del midollo spinale non riconosciuto come cura. La conferma è l’ultima delle decine di sentenze, circa 60, grazie alle quali altrettanti pazienti hanno potuto ricevere le infusioni presso gli Spedali Civili di Brescia. Stavolta i giudici dell’Aquila hanno dato ragione ai genitori di Noemi, 18 mesi, che hanno lottato affinché non le fosse negato quel trattamento. Noemi è malata di Sma di tipo 1, l’atrofia muscolare scheletrica. Il cervello è sano, il corpo non risponde. Il 6 novembre era stata ricevuta con la famiglia da papa Francesco: «Chiediamo al Signore che la aiuti e le dia salute », aveva pregato il pontefice. Meno di un mese fa la bambina è stata ricoverata a Chieti, in pediatria, per problemi di respirazione tipici di questa forma degenerativa. «È tornata a casa dopo pochi giorni — dice il direttore della clinica, Franco Chiarelli —. Ne ho parlato con i genitori, ho detto che questo metodo non è scientifico. Loro vogliono provare e non gli si può dar torto. La piccola sorride, risponde. Forse ha già capito tutto». Il Tribunale dell’Aquila ha riformato il provvedimento preso dal giudice del lavoro Anna Maria Tracanna che aveva rigettato il ricorso d’urgenza. È stata così ordinata l’immediata somministrazione delle staminali. Dunque l’infusione potrebbe arrivare in teoria anche oggi. Il papà di Noemi, Andrea Sciarretta, ha la voce spezzata dalla commozione: «Una notizia che aspettavamo da tempo. gioia immensa, grande speranza. Aspettiamo che la promessa diventi concreta. La Sma non si ferma e non c’è tempo da perdere. Non ci fermeremo finché non arriveranno le cure». Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, è pessimista: «A Brescia ci sono liste d’attesa di 3-4 anni. Noemi è al 150mo posto. La decisione dei giudici rappresenta una speranza». L’alternativa è che l’infusione venga fatta in Abruzzo su autorizzazione della Regione. Anche Luca Zaia, governatore del Veneto, ha messo a disposizione gli ospedali veneti. «In Italia l’unica sperimentazione attendibile con l’utilizzo di staminali è stata quella per le cornee dell’Università di Modena- Reggio Emilia con il San Raffaele —ha detto la senatrice a vita Elena Cattaneo —. Stamina non ha alcun valore scientifico». La scorsa settimana il Tar aveva sospeso il decreto di nomina del ministero della Salute del comitato che poi ha espresso un parere nettamente contrario all’avvio della sperimentazione di Vannoni. Poi il ministro Beatrice Lorenzin ha dato lo stop definitivo. Si cercano 13 staminalisti stranieri «senza pregiudizi». «Trovarli non sarà facile», afferma Lorenzin